Iniziate a leggerne anche solo una pagina, e non smetterete sino a che non le avrete lette tutte e 23.
DIFFONDETELO CON OGNI MEZZO
http://memmt.info/site/programma/
Adottando l'Euro, l'Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica.
Paul Krugman, Premio Nobel per l'Economia
CHIEDIAMO A QUALSIASI GOVERNO
il ritorno alla nostra moneta sovrana, con cui creare politiche governative ispirate alla scuola economica ME-MMT che porteranno il governo a pro- muovere azioni nell'esclusivo Interesse Pubblico, includendo, fra le altre più sotto descritte, le seguenti:
- il recupero della piena sovranità democratica controllata sempre dal volere popolare anche in materia di Trattati UE. Il recupero del- la piena sovranità del Parlamento su cui nulla possa l'arbitrarietà dei mercati;
- il sostegno alla Piena Occupazione su base permanente attraverso l'uso statale dei Deficit Positivi (si legga sotto);
- il sostegno alle aziende italiane creando subito le condizioni per l'aumento di domanda proprio per mezzo della Piena Occupazione e dei Deficit Positivi, che creino PIL, il quale rilanci l'Italia nella crescita e negli investimenti;
- la fornitura di sostegno pieno agli anziani, ai giovani, agli infermi, ai disabili in modo da farci sentire fieri di essere italiani, ovvero fieri del nostro Stato Sociale;
- l'assicurazione dei conti correnti bancari e la limitazione della funzione bancaria all'esclusivo servizio dei sistemi di pagamento, al servizio dei correntisti, e alla fornitura di prestiti al servizio della collettività economica;
- l'eliminazione del pagamento governativo degli interessi attraverso la creazione di un sistema di fondi a zero rischio e a tassi zero, elimi- nando l'emissione di titoli di Stato, in coordinamento con la Banca d'Italia.
venerdì 29 marzo 2013
martedì 26 marzo 2013
10. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
10. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=611
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.
Dio santo Lollo, ma quella Vodka faceva sognare. Chi ci ha svegliati sul pavimento del bar oggi? Mah! Dai, fammi quel litro di caffè e finiamo Keynes, e lo finiamo facendo il girotondo. Yes! Finiamo con il Flusso Circolare del genio inglese. Alè. E te pareva se non mi sparavi il tuo trade mark “eccchecccazzoè?”. Ti spiego perché è importante, anche questo.
Keynes spinge la sua analisi anche alla circolazione del denaro nella società, perché sa che capirla significa farla funzionare bene. E bene per lui significava sempre il bene pubblico, soprattutto la lotta alla disoccupazione. No, non era un comunista, non era socialista, anzi, Keynes era un vero elitista. Apparteneva a gruppi culturali esclusivi, come il Bloomsbury della celeberrima scrittrice Virginia Woolf, e fu molto chiaro sulle sue appartenenze, infatti dichiarò che “se mai ci sarà una rivoluzione socialista, essa mi troverà dalla parte delle elite culturali”. Ma questo non significa che Keynes non fosse nel cuore un uomo totalmente dedicato alla giustizia sociale, sia qui da noi che nel Terzo Mondo. Ti ricordo, qui solo di sfuggita, che questo economista, fra le tante cose, s’inventò anche un sistema di ‘giusti commerci’ fra nazioni del mondo che avrebbe eliminato tante orribili povertà e ingiustizie imperialiste. Non fu mai applicato. Ma ok, andiamo al Flusso Circolare.
Keynes dice: c’è un rapporto fra risparmi e investimenti. Per forza. Se immaginiamo che il denaro gira in un flusso circolare, vediamo che gli investimenti diventano stipendi; ma la gente in media non spende tutto ciò che guadagna, perché qualcosa risparmia. Questo risparmio, dice Keynes, sfugge fuori dal flusso circolare dei soldi. Quindi nel flusso avviene una ‘perdita’, esattamente come quella di un tubo che ha un foro. Questa ‘perdita’ va riempita, se no il Flusso Circolare si riduce, e questo non va bene. E cosa può riempire il vuoto? Keynes non ha dubbio: gli investimenti, cioè altri investimenti. E chi li può fare? Bè, ovvio, solo due attori: o le aziende/investitori, o lo Stato. Ma specifichiamo:
- quando c’è un investimento nella società di cittadini e aziende, dice l’inglese, c’è un corrispettivo aumento di redditi e di impiego. Questi redditi, causati dagli investimenti, comprano beni e servizi, ma formano anche i risparmi. Poi va precisato: gli investimenti possono essere, oltre a quelli dei privati (incluse le banche), anche quelli dello Stato e delle nazioni estere che spendono in un dato Paese. Quindi, conclude qui Keynes, è certamente vero che i redditi, l’impiego e i risparmi nazionali sono la somma degli investimenti privati, più quelli dello Stato (a deficit, cioè lo Stato che investe per noi più di quanto ci tassa), più i guadagni dell’export.
- come già detto, la gente però non spende tutto quello che guadagna, perché un poco risparmia, quindi c’è quella ‘perdita’ che sfugge al Flusso Circolare.
- la ‘perdita’ quindi sono i risparmi, che sovente finiscono per essere identici alla quantità iniziale di investimenti. Fin qui tutto ok. Ma cosa accade se i risparmi, cioè quelle ‘perdite’, diventano superiori agli investimenti? Accade che il Flusso Circolare si restringe pericolosamente, cioè l’economia nella società va in crisi.
- A questo punto, dice Keynes, c’è solo lo Stato a moneta sovrana che può iniettare investimenti nella società di cittadini e aziende per riparare il Flusso Circolare in quantità sufficienti e senza perdite, perché sui privati non si può contare (vedi puntata precedente). Ciò non solo manterrà in salute il Flusso Circolare, ma l’investimento dello Stato potrà curare ogni forma di disoccupazione esistente. E questo rigenererà tutto il sistema (nota che la rigenerazione porterà poi maggiori fondi nella casse dello Stato stesso, per cui la cosa quasi si ripaga da sé).
Lollo, ti rendi conto? Per quanti decenni abbiamo sofferto la disoccupazione che è il peggior male economico esistente in assoluto? Oggi poi non ne parliamo. Eppure Keynes già 70 anni fa aveva scritto la ricetta per la salvezza. Pensa Lollo che nei soli Stati Uniti la disoccupazione costa allo Stato 9 miliardi di dollari al…… GIORNO! Altro che Casta!
La storia del mondo, caro amico, avrebbe potuto essere un’altra, molto più equa, con masse immani di sofferenze sociali in meno. Ma come al solito i Poteri ci misero lo zampino, intendo i Neoclassici e la loro costola ancor più infame, cioè la scuola di economia Austriaca di Von Mises e Hayek. La rovina del pensiero Keynesiano iniziò alla mega conferenza di Bretton Woods del 1944, dove si decisero i destini del monetarismo mondiale. Keynes ne uscì sconfitto, in particolare dagli Stati Uniti. Poi, un brutto giorno del 1946, mentre si godeva il riposo dopo una lunga camminata, Keynes morì di colpo. Fine. Sai, senza il suo carisma fu ancor più facile per le elite predatrici far fuori le sue idee. E tutti noi, popolo, siamo a questo punto, conciati come oggi. Per non parlare dei poveri del Sud del mondo.
Guarda, se ti capiterà qui a prendere un caffè un professore di economia di quelli pomposi, quindi certamente non un coraggioso, ti dirà con fare di sufficienza che Keynes è superato e oltre tutto fallimentare. Ma tu rispondigli così: in sostanza il grande messaggio di John Maynard Keynes fu che nel momento del bisogno (come oggi!) e per evitare sofferenze sociali tragiche (come oggi!), lo Stato può curare l’economia con sufficienti iniezioni di investimenti a deficit, certo, a deficit!, fino a raggiungere la prosperità. E digli: lo sa lei che gli Stati Unti uscirono dalla seconda guerra mondiale con un deficit del?….. del?….. 25%! che è il doppio della Grecia di oggi, ma proprio grazie a quella immane iniezione di spesa pubblica divennero il più ricco Paese del mondo e fecero ricca tutta l’Europa distrutta. Digli questo Lollo. Altro che superato Keynes.
(io: W Keynes…! John! – John! – John!......)
(e Lollo: John Legend! Yeaaa!......)
p.s. ma io perché gli spiego l’economia?
martedì 19 marzo 2013
L'europa Anti-Europa
E' piu' anti-europa chi mette in discussione un sistema asservito alle banche che sta distruggendo "l'Europa dei popoli", impoverendo intere nazioni, o chi, pur di non intaccare nessun tabu' segue passivo i dettami del sistema bancario?
L'Euro, dopo una guerra, e' lo strumento di disgregazione continentale piu' distruttivo mai creato, e per questo va smantellato.
ATTENZIONE
Cipro e' stato solo un test.
Il sistema bancario del nord europa (tedesco in testa), sa benissimo che l'Euro ha i giorni contati.
Il loro scopo e' usarlo (attraverso il vincolo dei Debiti Pubblici in "valuta non controllata") per drenare dalla popolazione quanti piu' soldi possibile, prima della disgregazione.
IL PROBLEMA DEBITO PUBBLICO "NON ESISTE".
Si tratta di debito privato contratto con banche che sono in crisi di liquidi a causa dei cosiddetti titoli-tossici.
Si trasforma in pubblico quando lo stato e' costretto a rifinanziare gli istituti finanziari per evitarne il fallimento a causa del loro aver operato sulla finanza speculativa.
Gli errori delle banche vengono ripagati dalla gente, facendogli anche credere di essere "vissuti oltre le proprie possibilita".
Sono CAZZATE.
Sono problemi risolvibili
1) riacquistando la sovranita' monetaria e applicando la MMT
2) separando le banche di investimento da quelle speculative - queste ultime sarebbero cosi liberissime di fare i loro "giochetti" senza intaccare l'economia reale.
L'Euro, dopo una guerra, e' lo strumento di disgregazione continentale piu' distruttivo mai creato, e per questo va smantellato.
ATTENZIONE
Cipro e' stato solo un test.
Il sistema bancario del nord europa (tedesco in testa), sa benissimo che l'Euro ha i giorni contati.
Il loro scopo e' usarlo (attraverso il vincolo dei Debiti Pubblici in "valuta non controllata") per drenare dalla popolazione quanti piu' soldi possibile, prima della disgregazione.
IL PROBLEMA DEBITO PUBBLICO "NON ESISTE".
Si tratta di debito privato contratto con banche che sono in crisi di liquidi a causa dei cosiddetti titoli-tossici.
Si trasforma in pubblico quando lo stato e' costretto a rifinanziare gli istituti finanziari per evitarne il fallimento a causa del loro aver operato sulla finanza speculativa.
Gli errori delle banche vengono ripagati dalla gente, facendogli anche credere di essere "vissuti oltre le proprie possibilita".
Sono CAZZATE.
Sono problemi risolvibili
1) riacquistando la sovranita' monetaria e applicando la MMT
2) separando le banche di investimento da quelle speculative - queste ultime sarebbero cosi liberissime di fare i loro "giochetti" senza intaccare l'economia reale.
lunedì 11 marzo 2013
finanziamento ai partiti - un'alternativa pubblica
Personalmente, nonostante la "battaglia" per una nuova strategia economica opposta al neo-liberismo ed all'euro, mi abbia fatto soprassedere su alcune "zone d'ombra" legate al m5s, forse e' bene iniziare a porci alcuni interrogativi.
Iniziamo dal finanziamento pubblico ai partiti; siamo sicuri sia da abolire totalmente?
Affidarci al finanziamento privato metterebbe i movimenti/partiti futuri in mano alle sole corporations economiche (vedi USA), rischiando di trasformare una rivoluzione democratica in una restaurazione neo-liberista.
Una soluzione eppure potrebbe esserci.
Si prepara una stima economica indipendente e la si fa diventare tetto massimo di finanziamento pubblico.
Senza possibilita' di intervento privato e senza concessioni tagliando le attuali spese di almeno un ordine di grandezza.
Iniziamo dal finanziamento pubblico ai partiti; siamo sicuri sia da abolire totalmente?
Affidarci al finanziamento privato metterebbe i movimenti/partiti futuri in mano alle sole corporations economiche (vedi USA), rischiando di trasformare una rivoluzione democratica in una restaurazione neo-liberista.
Una soluzione eppure potrebbe esserci.
Si prepara una stima economica indipendente e la si fa diventare tetto massimo di finanziamento pubblico.
Senza possibilita' di intervento privato e senza concessioni tagliando le attuali spese di almeno un ordine di grandezza.
domenica 10 marzo 2013
Pensateci
L'UNICO modo in cui il capitalismo e la generazione di profitto privato possano funzionare (senza lo sfruttamento di paesi terzi a basso costo - vedi terzo mondo) e' la generazione di debito pubblico da parte dello stato!
E questo puo' essere sostenibile solo nel caso in cui lo Stato abbia piena sovranita' monetaria e la Banca Centrale sia assolutamente indipendente dagli istituti privati.
Solo in questo modo il denaro puo' essere generato dal sistema ed il contenimento dell'inflazione viene gestito dal Tesoro attraverso la determinazione del tasso di interesse.
E questo puo' essere sostenibile solo nel caso in cui lo Stato abbia piena sovranita' monetaria e la Banca Centrale sia assolutamente indipendente dagli istituti privati.
Solo in questo modo il denaro puo' essere generato dal sistema ed il contenimento dell'inflazione viene gestito dal Tesoro attraverso la determinazione del tasso di interesse.
5. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
5. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=595
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.
Io lo so Lollo, che il fatto che non ti arriva più il mio Ribolla preferito è solo perché mi odi e non lo ordini. Ma io indefesso! Marx non si può ignorare.
La seconda parte riguarda l’analisi che Marx fece dell’origine del profitto. Cioè: si chiese cosa veramente determinava il profitto per i capitalisti e per il popolo, per l’intera società. Non è un tema da poco, e ti spiego perché. Pensa che ancora oggi la maggioranza degli economisti e della gente proprio non capiscono un accidenti di cosa produce profitto. Pensano spesso che basta che il settore privato si sviluppi libero, basta che esso faccia girare denaro, e la nazione diventerà ricca. Una cretinata di proporzioni ciclopiche, perché invece la questione è ben più complessa. Ma io te la spiego semplice.
Allora, ritorniamo ai tempi di Marx dove avevamo i seguenti attori: i Re, i nobili, la Chiesa, cioè i parassiti, ma sempre meno potenti; poi c’erano i capitalisti borghesi, quelli delle fabbriche e dei commerci, sempre più potenti; poi i soliti sfigati, cioè le masse divise fra poveracci, contadini e operai. Naturalmente i consumi allora erano guidati soprattutto dalle prime due classi, e molto poco dalla massa. Ma Carlo Marx non era un genio per nulla, e lui pensò a come si sarebbe sviluppata la società capitalistica, e comprese che in effetti in un futuro non troppo distante la cosiddetta massa degli stipendiati avrebbe consumato la maggioranza dei prodotti, semplicemente per una questione di numero. E lì Marx pose la sua analisi del come si sarebbe originato il profitto per tutti.
Disse: i lavoratori prendono lo stipendio e poi lo spendono, ok? Le macchine, che sempre più popolano le fabbriche, invece no. Quindi l’unica forma di guadagno reale per i capitalisti sarà la massa degli stipendiati grazie proprio agli stipendi che gli stessi capitalisti gli pagano. Ora, Lollo, tieni conto che qui Marx considera le categorie di capitalisti e lavoratori ciascuna nel loro insieme, cioè tutti i capitalisti della nazione come gruppo e tutti i lavoratori di quella nazione come gruppo. Ok?
Allora, lui dice: se i capitalisti guadagnano dai loro stipendiati, questo significa solo che ai capitalisti ritornano indietro i salari che hanno pagato a quegli stipendiati. Quindi zero profitto. E allora come fanno i capitalisti a guadagnare un profitto netto? Risposta: ci deve essere per forza un altro settore dell’economia esterno a quello di capitalisti/lavoratori che compra la loro roba, così i capitalisti intascheranno soldi nuovi che non hanno precedentemente già speso per pagare i salari. Bene. Ma se è vero che, esclusi quei parassiti di Re e nobilastri, ci sono solo due settori, cioè capitalisti e lavoratori, dove diavolo lo andiamo a trovare un altro settore? Già…
Marx allora prende la lente d’ingrandimento e guarda più da vicino sti due settori di capitalisti e lavoratori, e scopre una cosa importante. Scopre che in realtà il settore dei capitalisti è composto da 2 settori, non 1. C’è il settore che fa prodotti di consumo (scarpe, cibo, legname, mattoni, mobili, vestiti…) e il settore che crea i mezzi di produzione per fare quella roba (le materie prime + le macchine). In realtà Marx chiama questi 2 settori col nome di ‘dipartimenti’, te lo dico Lollo perché so che tu giochi a biliardo con dei luminari, e non voglio farti fare una figura di cacca. Ma per nostra comodità qui noi li chiameremo sempre settori. Ok. Quindi abbiamo
A) il settore dei mezzi di produzione
B) e quello dei prodotti di consumo.
Marx dice: gli stipendi di tutti quelli che lavorano nel settore dei mezzi di produzione saranno spesi per comprare i beni di consumo del settore dei prodotti di consumo, così i capitalisti di questo settore faranno soldi nuovi che non hanno pagato in stipendi ai loro lavoratori. Ok. Ma allora come fanno profitto i capitalisti del settore dei mezzi di produzione? No Lollo, non come dici tu. Infatti se i capitalisti e i lavoratori del settore dei prodotti di consumo si mettono a comprare i mezzi di produzione, questo significa che i soldi pagati in stipendi dal settore dei mezzi di produzione semplicemente gli ritornano indietro. E……. Non c’hai capito un cazzo? Ok, aspetta, ragiona…
… ricordati che gli stipendi pagati ai lavoratori del settore dei mezzi di produzione sono il profitto del settore prodotti di consumo. Quindi quando il settore prodotti di consumo va a comprare i mezzi di produzione, esso pagherà con quel profitto, che è appunto gli stipendi pagati dal settore mezzi di produzione ai suoi lavoratori. Quindi al settore mezzi di produzione gli ritornano semplicemente indietro gli stipendi pagati: no profitto. Grosso problema.
Marx qui si pianta. Cristo, ma come fa sto settore sfigato dei mezzi di produzione a fare profitti? Pensa che ti ripensa, Carlo ci arriva! Dice: evidentemente, siccome abbiamo detto che il profitto viene solo da un settore esterno al tuo, dove tu non gli paghi i salari o dove non ti tornano indietro i tuoi salari già pagati, allora da qualche parte ci sarà un settore esterno sia ai mezzi di produzione che ai prodotti di consumo, così che il primo, i mezzi di produzione, possa far profitti. E dove sta? Marx dice: sta nel governo, cioè lo Stato, oppure nelle altre nazioni estere. Infatti se lo Stato si mette a comprare i mezzi di produzione, spenderà soldi che i capitalisti dei mezzi di produzione non hanno già pagato in salari, e lo stesso vale se le nazioni estere li compreranno. Evviva! Ci siamo arrivati.
Poi Marx, sempre molto riassumendo, disse anche un’altra cosa mooolto intelligente: ma che succede se i lavoratori, se lo Stato, o se il settore estero, non spendono i loro soldi, magari per risparmiare o perché ne hanno troppi pochi? Bé, ovvio, i capitalisti non venderanno abbastanza prodotti di consumo o mezzi di produzione e andranno in cacca assieme a tutta l’economia.
Ora, ATTENZIONE Lollo, sull’attenti, bevi il quinto caffè. Qui Marx intuisce due concetti immensi.
A) è inutile sperare che il tuo settore da solo possa far profitti e quindi generare ricchezza. Ci deve sempre essere un settore esterno al tuo che ti dà dei soldi al netto degli stipendi che tu già paghi, se no ciccia.
B) è la spesa (investimento) che fa funzionare un’economia, mentre il risparmio o la non spesa la fanno impantanare.
Sono due concetti che come vedrai fra un po’ guideranno tutta la storia successiva, ma soprattutto che ancora oggi sono attualissimi. Primo perché a noi sti disgraziati di economisti di moda ci insegnano che un singolo settore (privato) può benissimo far profitti (cazzata); secondo perché le Austerità imposte dall’Europa ci dicono che tutti, gente e Stato, devono spendere meno e risparmiare (proprio quello che fa impantanare l’economia, come intuì Marx). Guarda che gran parte del collasso economico di oggi viene da lì sai?
Ok Lollo, vedo che stai ingurgitando Maalox da mezz’ora, va bene, con Marx finisco qui, giuro! (e mentre esco sento Lollo dal bagno che canta “baaandiera rossa la trion-fe-rà… giù per i cessi de-lla cittààà!”)
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=595
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.
Io lo so Lollo, che il fatto che non ti arriva più il mio Ribolla preferito è solo perché mi odi e non lo ordini. Ma io indefesso! Marx non si può ignorare.
La seconda parte riguarda l’analisi che Marx fece dell’origine del profitto. Cioè: si chiese cosa veramente determinava il profitto per i capitalisti e per il popolo, per l’intera società. Non è un tema da poco, e ti spiego perché. Pensa che ancora oggi la maggioranza degli economisti e della gente proprio non capiscono un accidenti di cosa produce profitto. Pensano spesso che basta che il settore privato si sviluppi libero, basta che esso faccia girare denaro, e la nazione diventerà ricca. Una cretinata di proporzioni ciclopiche, perché invece la questione è ben più complessa. Ma io te la spiego semplice.
Allora, ritorniamo ai tempi di Marx dove avevamo i seguenti attori: i Re, i nobili, la Chiesa, cioè i parassiti, ma sempre meno potenti; poi c’erano i capitalisti borghesi, quelli delle fabbriche e dei commerci, sempre più potenti; poi i soliti sfigati, cioè le masse divise fra poveracci, contadini e operai. Naturalmente i consumi allora erano guidati soprattutto dalle prime due classi, e molto poco dalla massa. Ma Carlo Marx non era un genio per nulla, e lui pensò a come si sarebbe sviluppata la società capitalistica, e comprese che in effetti in un futuro non troppo distante la cosiddetta massa degli stipendiati avrebbe consumato la maggioranza dei prodotti, semplicemente per una questione di numero. E lì Marx pose la sua analisi del come si sarebbe originato il profitto per tutti.
Disse: i lavoratori prendono lo stipendio e poi lo spendono, ok? Le macchine, che sempre più popolano le fabbriche, invece no. Quindi l’unica forma di guadagno reale per i capitalisti sarà la massa degli stipendiati grazie proprio agli stipendi che gli stessi capitalisti gli pagano. Ora, Lollo, tieni conto che qui Marx considera le categorie di capitalisti e lavoratori ciascuna nel loro insieme, cioè tutti i capitalisti della nazione come gruppo e tutti i lavoratori di quella nazione come gruppo. Ok?
Allora, lui dice: se i capitalisti guadagnano dai loro stipendiati, questo significa solo che ai capitalisti ritornano indietro i salari che hanno pagato a quegli stipendiati. Quindi zero profitto. E allora come fanno i capitalisti a guadagnare un profitto netto? Risposta: ci deve essere per forza un altro settore dell’economia esterno a quello di capitalisti/lavoratori che compra la loro roba, così i capitalisti intascheranno soldi nuovi che non hanno precedentemente già speso per pagare i salari. Bene. Ma se è vero che, esclusi quei parassiti di Re e nobilastri, ci sono solo due settori, cioè capitalisti e lavoratori, dove diavolo lo andiamo a trovare un altro settore? Già…
Marx allora prende la lente d’ingrandimento e guarda più da vicino sti due settori di capitalisti e lavoratori, e scopre una cosa importante. Scopre che in realtà il settore dei capitalisti è composto da 2 settori, non 1. C’è il settore che fa prodotti di consumo (scarpe, cibo, legname, mattoni, mobili, vestiti…) e il settore che crea i mezzi di produzione per fare quella roba (le materie prime + le macchine). In realtà Marx chiama questi 2 settori col nome di ‘dipartimenti’, te lo dico Lollo perché so che tu giochi a biliardo con dei luminari, e non voglio farti fare una figura di cacca. Ma per nostra comodità qui noi li chiameremo sempre settori. Ok. Quindi abbiamo
A) il settore dei mezzi di produzione
B) e quello dei prodotti di consumo.
Marx dice: gli stipendi di tutti quelli che lavorano nel settore dei mezzi di produzione saranno spesi per comprare i beni di consumo del settore dei prodotti di consumo, così i capitalisti di questo settore faranno soldi nuovi che non hanno pagato in stipendi ai loro lavoratori. Ok. Ma allora come fanno profitto i capitalisti del settore dei mezzi di produzione? No Lollo, non come dici tu. Infatti se i capitalisti e i lavoratori del settore dei prodotti di consumo si mettono a comprare i mezzi di produzione, questo significa che i soldi pagati in stipendi dal settore dei mezzi di produzione semplicemente gli ritornano indietro. E……. Non c’hai capito un cazzo? Ok, aspetta, ragiona…
… ricordati che gli stipendi pagati ai lavoratori del settore dei mezzi di produzione sono il profitto del settore prodotti di consumo. Quindi quando il settore prodotti di consumo va a comprare i mezzi di produzione, esso pagherà con quel profitto, che è appunto gli stipendi pagati dal settore mezzi di produzione ai suoi lavoratori. Quindi al settore mezzi di produzione gli ritornano semplicemente indietro gli stipendi pagati: no profitto. Grosso problema.
Marx qui si pianta. Cristo, ma come fa sto settore sfigato dei mezzi di produzione a fare profitti? Pensa che ti ripensa, Carlo ci arriva! Dice: evidentemente, siccome abbiamo detto che il profitto viene solo da un settore esterno al tuo, dove tu non gli paghi i salari o dove non ti tornano indietro i tuoi salari già pagati, allora da qualche parte ci sarà un settore esterno sia ai mezzi di produzione che ai prodotti di consumo, così che il primo, i mezzi di produzione, possa far profitti. E dove sta? Marx dice: sta nel governo, cioè lo Stato, oppure nelle altre nazioni estere. Infatti se lo Stato si mette a comprare i mezzi di produzione, spenderà soldi che i capitalisti dei mezzi di produzione non hanno già pagato in salari, e lo stesso vale se le nazioni estere li compreranno. Evviva! Ci siamo arrivati.
Poi Marx, sempre molto riassumendo, disse anche un’altra cosa mooolto intelligente: ma che succede se i lavoratori, se lo Stato, o se il settore estero, non spendono i loro soldi, magari per risparmiare o perché ne hanno troppi pochi? Bé, ovvio, i capitalisti non venderanno abbastanza prodotti di consumo o mezzi di produzione e andranno in cacca assieme a tutta l’economia.
Ora, ATTENZIONE Lollo, sull’attenti, bevi il quinto caffè. Qui Marx intuisce due concetti immensi.
A) è inutile sperare che il tuo settore da solo possa far profitti e quindi generare ricchezza. Ci deve sempre essere un settore esterno al tuo che ti dà dei soldi al netto degli stipendi che tu già paghi, se no ciccia.
B) è la spesa (investimento) che fa funzionare un’economia, mentre il risparmio o la non spesa la fanno impantanare.
Sono due concetti che come vedrai fra un po’ guideranno tutta la storia successiva, ma soprattutto che ancora oggi sono attualissimi. Primo perché a noi sti disgraziati di economisti di moda ci insegnano che un singolo settore (privato) può benissimo far profitti (cazzata); secondo perché le Austerità imposte dall’Europa ci dicono che tutti, gente e Stato, devono spendere meno e risparmiare (proprio quello che fa impantanare l’economia, come intuì Marx). Guarda che gran parte del collasso economico di oggi viene da lì sai?
Ok Lollo, vedo che stai ingurgitando Maalox da mezz’ora, va bene, con Marx finisco qui, giuro! (e mentre esco sento Lollo dal bagno che canta “baaandiera rossa la trion-fe-rà… giù per i cessi de-lla cittààà!”)
Perche' attaccare tanto il PD e non l'"Unto dal Signore"?
Le riforme dell'area di centro sinistra, da Prodi/Ciampi/D'Alema/Bersani ecc... SONO il "male assoluto".
E' stato il loro seguire supino l'europa della finanza per ignoranza o malafede che ci ha portato in questa situazione economica.
Berlusconi e la Lega sono PROFONDAMENTE disprezzabili. Hanno rovinato la moralita' e l'etica del paese.
Ma a livello di vera politica e strategia economica il vero pericolo e' la strategia europeista/neo-liberista del PD.
Avevo un sogno di Europa che l'Euro e la finanza hanno distrutto. Cio che stanno facendo alla Grecia e' CRIMINALE ed il PD con le TV italiane non dicono niente.
Cosa ha il PD di sinistra?
Ma soprattutto cosa ha Renzi di sinistra??!!
E' stato il loro seguire supino l'europa della finanza per ignoranza o malafede che ci ha portato in questa situazione economica.
Berlusconi e la Lega sono PROFONDAMENTE disprezzabili. Hanno rovinato la moralita' e l'etica del paese.
Ma a livello di vera politica e strategia economica il vero pericolo e' la strategia europeista/neo-liberista del PD.
Avevo un sogno di Europa che l'Euro e la finanza hanno distrutto. Cio che stanno facendo alla Grecia e' CRIMINALE ed il PD con le TV italiane non dicono niente.
Cosa ha il PD di sinistra?
Ma soprattutto cosa ha Renzi di sinistra??!!
previsioni parlamentari aprile 2013
1) Berlusconi viene fatto fuori dalla campagna giudiziaria.
Sia chiaro: Berlusconi e la Lega mi fanno schifo per la rovina morale ed etica in cui hanno piombato il Paese... ma questa e' un'altra storia.
2) I parlamentari del PDL, pur di non perdere la poltrona appena riconquistata grazie a Silvio, senza l'"Unto dal Signore" mai vorrebbero affrontare subito nuove elezioni.
3) Basterebbero soltanto 20 transfughi verso Monti per far si che questo, consenta al PD di conquistare la maggioranza al Senato
4) Rispolverando Renzi, il rottamatore responsabile, la frittata e' fatta, ed ecco un bel governo PD + Monti-gonfiato
Ecco servito il nuovo Governo pro-questa-Europa.
Sia chiaro: Berlusconi e la Lega mi fanno schifo per la rovina morale ed etica in cui hanno piombato il Paese... ma questa e' un'altra storia.
2) I parlamentari del PDL, pur di non perdere la poltrona appena riconquistata grazie a Silvio, senza l'"Unto dal Signore" mai vorrebbero affrontare subito nuove elezioni.
3) Basterebbero soltanto 20 transfughi verso Monti per far si che questo, consenta al PD di conquistare la maggioranza al Senato
4) Rispolverando Renzi, il rottamatore responsabile, la frittata e' fatta, ed ecco un bel governo PD + Monti-gonfiato
Ecco servito il nuovo Governo pro-questa-Europa.
sabato 9 marzo 2013
4. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
4. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=593
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.
Stappa n’a birra che oggi iniziamo Marx. Lollo, vedi… Lollo! Lolloooooooooo!!!! Cazzo faiii? Torna indietroooo, Lolllllooooooooo!!! Hai lasciato la cassa dai, scemo, torna qui!!!!
Allora, prima cosa da sapere di Marx è questa: non era un rivoluzionario, non si agitò mai con un bastone con in cima un bandiera rossa, non era un esagitato, capisci? Era un fior di economista coi contro attributi, uno studioso eminente, che poi fu preso a modello ideologico da milioni di esseri umani in tempi successivi. Ok? Questo è importante perché i detrattori di Marx ti diranno che era un comunista sovversivo pazzo stalinista (sic) e ogni sorta di idiozia. No, era uno scienziato dell’economia, poi uno può non condividerlo, ma mai dire che non aveva cervello.
Seconda cosa da sapere: Adam Smith, Robert Malthus, David Ricardo e Carlo Marx furono i grandi nomi dell’economia cosiddetta Classica. Questo è importante da sapere perché poi ci sarà un contro-movimento a questi Classici, soprattutto a Marx a dir la verità, che prenderà il nome di economia Neo-classica, e sono quelli che arrivano fino a oggi con le loro idee distruttive per la gente. Ok?
Marx arriva sulla scena intorno al 1860 come pensatore importante, e formula la sua teoria del valore del lavoro. Che significa? Bé, gli economisti si erano sempre arrovellati attorno alla domanda “ma chi produce la ricchezza?”, e ovviamente ai tempi dei Re e dei nobili parassiti la risposta era “i Re e i nobili parassiti”, per forza, primo perché se no ti tagliavano la gola e secondo perché agli studiosi di allora non passava neppure per la contro-cassa del cervello che il popolo avesse una qualche funzione se non quella animale. Marx fu il primo a guardare alla questione con intelligenza e rispose così: “La ricchezza la creano solo i lavoratori, che ci smenano la vita a lavorare, e l’unico motivo per cui essa è nelle mani dei Re e nobili parassiti è perché questi se la rubano con la forza e li sfruttano”.
Poi Lollo lasciami aggiungere un’altra cosina di Marx, che non ti deve complicare il quadro, è semplice semplice: lui dice che qualsiasi produzione non può che partire dall’avere denaro, poi con quello si fanno le fabbriche e si producono cose, le quali vengono vendute e così si ritorna al denaro. Formula: DENARO – PRODUZIONE – DENARO. Perché è importante? Bé, perché cento anni dopo tutto questo verrà ribaltato da altri economisti con fini anti-sociali pesanti.
Allora, veniamo al nocciolo di Marx. La famosa storia della lotta di classe e del capitalismo che collasserà, secondo le sue previsioni. La base del suo ragionamento è semplice: siccome sono i lavoratori che alla fine producono tutta la ricchezza, questi un bel giorno capiranno che non hanno bisogno dei capitalisti, o dei Re e nobili parassiti, che li sfruttano e basta, e si solleveranno per cacciarli. Dopo di che i lavoratori diventeranno i proprietari dei mezzi di produzione. Fine. Questo sarà il Socialismo.
Ma perché esattamente i lavoratori diventeranno esasperati? Non solo per lo sfruttamento, ma anche per due altri motivi:
A) I lavoratori producono un valore, parte di questo gli serve per vivere, ma una buona parte è in più, è un PLUS, e questo plus finisce nelle mani dei padroni sanguisughe. Marx lo chiama il PLUS VALORE. I lavoratori hanno diritto a dividersi anche quel plus valore, dice Marx, e quindi inevitabilmente si solleveranno per impossessarsene.
B) Ma questo plus valore può essere prodotto ovviamente solo da lavoratori in carne e ossa (LAVORO VIVO), osserva Marx. Perché? Bé, perché il plus valore per essere un valore deve poi essere venduto, per far incassare un profitto, ok? Quindi ci devono essere stipendiati vivi che lo comprano, ok? Ma a quel tempo, fine ottocento, i capitalisti stavano sempre più sostituendo il lavoro vivo con le macchine (LAVORO MORTO). Ok? Quindi Marx predisse che le macchine non avrebbero potuto produrre il plus valore, ma non perché fisicamente non potessero, ovvio che possono, ma solo perché, come detto, il plus valore è tale solo se alla fine qualcuno lo compra. Ok? Quindi se sono i lavoratori stipendiati (LAVORO VIVO) a produrlo va bene, perché poi lo comprano, ma se sono le macchine no, perché le macchine non vanno a fare la spesa. Quindi il plus valore prodotto dalle macchine praticamente non ha valore, rimane invenduto (con sempre meno lavoratori stipendiati che lo comprerebbero), e così i capitalisti perdono capitali. Ma se i capitalisti, che usano sempre più macchine, perdono capitali, finiscono per fallire e l’economia piomba nel baratro. A quel punto i lavoratori diranno basta! e si solleveranno.
Bene, stop qui oggi, Marx è da fare in due o tre parti, Lollo. Esattamente come quel meraviglioso Club Sandwich col roastbeef che adesso mi servi… cum Ceres come sempre.
giovedì 7 marzo 2013
3. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
3. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=592
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.
Lollo, hai presente che da più di un anno in Italia si parla del ‘pareggio di bilancio’? Ce lo impone l’Europa severa, quelli seri del Nord, ok? Ci hanno detto che se lo Stato spende per noi cittadini e aziende 100 soldi, ma poi ci tassa 100 soldi, cioè pareggia i suoi bilanci, tutta l’Italia rinascerà come nuova! Cazzate, perché devono spiegarci come la gente può campare ricevendo 100 soldi e poi ridandoli indietro tutti in tasse. Funzionerebbe se i cittadini e le aziende potessero poi crearsi dell’altro denaro nell’orto. Ma nessuno di noi può perché solo lo Stato lo emette, quindi il pareggio di bilancio, ricordati Lollo, risana solo un numerino sui computer del Ministero del Tesoro, e manda a puttane il Paese (per il profitto degli speculatori). Ok. E sai chi già all’inizio dell’800 l’aveva capita sta trappola? Un certo economista chiamato David Ricardo, anche lui un maledetto britannico.
Ricordati dell’orrido Malthus, che credeva di risolvere il problema della scarsa ‘domanda aggregata’ aumentando le schiere dei Re, lords, baroni o prelati parassiti straricchi, così che comprassero le merci disponibili. Ok. Bé Ricardo arriva sulla scena e dice a Malthus: hai detto una manica di idiozie, perché tutti i soldi che i tuoi parassiti pagheranno ai commercianti per le loro merci e lavoro, se li riprenderanno poi pari pari in tasse e affitti, visto che i tuoi parassiti hanno il potere di tassarci a morte e sono proprietari di tutti gli immobili. Tanto varrebbe, aggiunse Ricardo, che i commercianti bruciassero tutta le merce che producono, e non cambierebbe nulla per loro col tuo stupido sistema. In effetti…
Fai attenzione qui al principio di base: Ricardo riconosce per primo che se il Potere (allora i parassiti nobili, oggi lo Stato) spende per le tue merci e servizi 100, ma poi ti tassa per la stessa cifra che ti ha appena dato (pareggio di bilancio), l’economia va a puttane, e tu hai lavorato per niente. Ricardo capì 200 anni fa che il pareggio di bilancio è micidiale per noi cittadini e aziende, cioè per la società.
Detto questo, Ricardo però disse anche altre cose, e qui praticamente si diede la zappa sui piedi rispetto alla giusta intuizione di prima, perché fondò una scuola di pensiero economico che ancora oggi fa danni bestiali proprio alla tua economia di tutti i giorni.
Allora, la faccio il più semplice possibile, perché fra l’altro sta cosa ha un lato anche grottesco, e comincio con quello. Sai cos’è ‘l’economia del granoturco’? Il suo principio, fondato da Ricardo, diceva questo: il contadino che raccoglie 100 quintali di granoturco, ne deve risparmiare una parte per piantarla l’anno dopo. Il contadino ha quindi ‘risparmiato’ una parte. Quel risparmio verrà ‘investito’ (seminato) più avanti e frutterà al contadino. Quindi Ricardo ne concluse che per poter fare investimenti nella produzione, era PRIMA necessario risparmiare. In formula suonava così: I RISPARMI OGGI GENERANO INVESTIMENTI FUTURI. Ok? Bene. Questo in effetti era vero per il villico dell’800, ma credo che qualcosina sia cambiato da allora Lollo, o no? Oggi non giriamo con granoturco nel portafogli, non mettiamo granoturco in banca per pagare la casa. O no? Oggi abbiamo il denaro, mi sbaglio? Di più: di fatto in un’economia moderna quella formula è demenziale, perché è impossibile che qualcuno possa risparmiare denaro PRIMA che il creatore del denaro, cioè lo Stato, glielo abbia dato, cioè prima che lo Stato abbia investito spendendo. E' anche impossibile che fra noi privati io possa risparmiare PRIMA che un altro privato mi abbia dato dei soldi. Quindi, è ovvio che prima ci deve essere l'investimento (dello Stato o del privato), e solo dopo semmai il risparmio. Questo ribalta di 180 gradi l'idea di Ricardo, e la formula giusta invece è: GLI INVESTIMENTI OGGI GENERANO RISPARMI DOMANI.
Eppure…
… guarda che tutti gli economisti che oggi vanno per la maggiore sono convinti che chiunque si debba comportare esattamente come quel contadino di 200 anni fa, soprattutto lo Stato, il governo. E questo cosa significa? Che secondo loro tutti, chiunque al mondo maneggi denaro, soprattutto il governo, deve PRIMA risparmiare, POI potrà spendere/investire, e sono convinti che quell’investimento futuro genererà ricchezze e impiego per il Paese.
Infatti oggi nel mondo moderno tutta la teoria economica che regola la nostre vite predica sta idiozia medievale della ‘economia del granoturco’. Lollo, non mi dire che non ci credi. Cavolo, la insegnano in tutte le università che contano da cui escono tutti i tecnocrati che contano (Draghi, Buti, Monti, Fassina, Zingales, Bini-Smaghi ecc.). E il risultato è questo: hanno convinto tutti, governi inclusi, a chiudere la borsa della spesa e a mettere denaro da parte per investire/spendere domani. Conseguenza? Assolutamente NON quella prevista da Ricardo, cioè una fantomatica creazione domani di ricchezza e impiego. Anzi. Col risparmio forzato, miliardi di euro vanno a finire in ‘buchi’ sottoterra e non fanno girare l’economia. Cioè:
A) Allo Stato viene detto che deve ridurre la spesa a accumulare un surplus (risparmio) di denaro in cassa (sotto terra appunto), così potrà investire un domani. Ma così facendo, non solo lo Stato ci dà 100 e ci toglie 100, che come spiegato sopra è già un disastro per noi cittadini e aziende, ma addirittura si mette a darci 100 e a tassarci 150 per fare il suo surplus (risparmio) Ricardiano, così noi andiamo sempre in rosso di 50 ogni anno. Apocalisse economica immediata, altro che futura creazione di ricchezza.
B) I cittadini vengono incoraggiati a mettere da parte più denaro possibile in ste assicurazioni, polizze, prodotti finanziari di ogni tipo (con cui poi le finanziarie speculano) e che è tutto denaro paralizzato in sti ‘buchi’ sotto terra. Quel denaro equivale al centesimo a merci, servizi, lavori, case, auto, cibo ecc. non venduti, per forza, non viene speso! Questo, come disse Malthus, deprime la ‘domanda aggregata’ e manda a puttane l’economia. E i grulli che avevano il loro denaro a far nulla sotto terra se lo ritrovano 10 anni dopo che, con un’economia collassata, non gli fruttato nulla in realtà.
In entrambi casi la tua economia va in pezzi, e questi due punti sono il bel regalino che ci ha lasciato sto David Ricardo, ancora oggi uno dei motivi per cui chiudono aziende, ci sono milioni di disoccupati, tu non sai mai se pagherai i fornitori ecc.
Ok, dai Lollo, non ti abbattere. Mò a sto inglese ti rimedio io: mi dai due piadine, 4 Ceres, e poi ci metti anche il whiskino, mi sacrifico và... Sono o non sono l’eroe della ‘domanda aggregata’?
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=592
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.
Lollo, hai presente che da più di un anno in Italia si parla del ‘pareggio di bilancio’? Ce lo impone l’Europa severa, quelli seri del Nord, ok? Ci hanno detto che se lo Stato spende per noi cittadini e aziende 100 soldi, ma poi ci tassa 100 soldi, cioè pareggia i suoi bilanci, tutta l’Italia rinascerà come nuova! Cazzate, perché devono spiegarci come la gente può campare ricevendo 100 soldi e poi ridandoli indietro tutti in tasse. Funzionerebbe se i cittadini e le aziende potessero poi crearsi dell’altro denaro nell’orto. Ma nessuno di noi può perché solo lo Stato lo emette, quindi il pareggio di bilancio, ricordati Lollo, risana solo un numerino sui computer del Ministero del Tesoro, e manda a puttane il Paese (per il profitto degli speculatori). Ok. E sai chi già all’inizio dell’800 l’aveva capita sta trappola? Un certo economista chiamato David Ricardo, anche lui un maledetto britannico.
Ricordati dell’orrido Malthus, che credeva di risolvere il problema della scarsa ‘domanda aggregata’ aumentando le schiere dei Re, lords, baroni o prelati parassiti straricchi, così che comprassero le merci disponibili. Ok. Bé Ricardo arriva sulla scena e dice a Malthus: hai detto una manica di idiozie, perché tutti i soldi che i tuoi parassiti pagheranno ai commercianti per le loro merci e lavoro, se li riprenderanno poi pari pari in tasse e affitti, visto che i tuoi parassiti hanno il potere di tassarci a morte e sono proprietari di tutti gli immobili. Tanto varrebbe, aggiunse Ricardo, che i commercianti bruciassero tutta le merce che producono, e non cambierebbe nulla per loro col tuo stupido sistema. In effetti…
Fai attenzione qui al principio di base: Ricardo riconosce per primo che se il Potere (allora i parassiti nobili, oggi lo Stato) spende per le tue merci e servizi 100, ma poi ti tassa per la stessa cifra che ti ha appena dato (pareggio di bilancio), l’economia va a puttane, e tu hai lavorato per niente. Ricardo capì 200 anni fa che il pareggio di bilancio è micidiale per noi cittadini e aziende, cioè per la società.
Detto questo, Ricardo però disse anche altre cose, e qui praticamente si diede la zappa sui piedi rispetto alla giusta intuizione di prima, perché fondò una scuola di pensiero economico che ancora oggi fa danni bestiali proprio alla tua economia di tutti i giorni.
Allora, la faccio il più semplice possibile, perché fra l’altro sta cosa ha un lato anche grottesco, e comincio con quello. Sai cos’è ‘l’economia del granoturco’? Il suo principio, fondato da Ricardo, diceva questo: il contadino che raccoglie 100 quintali di granoturco, ne deve risparmiare una parte per piantarla l’anno dopo. Il contadino ha quindi ‘risparmiato’ una parte. Quel risparmio verrà ‘investito’ (seminato) più avanti e frutterà al contadino. Quindi Ricardo ne concluse che per poter fare investimenti nella produzione, era PRIMA necessario risparmiare. In formula suonava così: I RISPARMI OGGI GENERANO INVESTIMENTI FUTURI. Ok? Bene. Questo in effetti era vero per il villico dell’800, ma credo che qualcosina sia cambiato da allora Lollo, o no? Oggi non giriamo con granoturco nel portafogli, non mettiamo granoturco in banca per pagare la casa. O no? Oggi abbiamo il denaro, mi sbaglio? Di più: di fatto in un’economia moderna quella formula è demenziale, perché è impossibile che qualcuno possa risparmiare denaro PRIMA che il creatore del denaro, cioè lo Stato, glielo abbia dato, cioè prima che lo Stato abbia investito spendendo. E' anche impossibile che fra noi privati io possa risparmiare PRIMA che un altro privato mi abbia dato dei soldi. Quindi, è ovvio che prima ci deve essere l'investimento (dello Stato o del privato), e solo dopo semmai il risparmio. Questo ribalta di 180 gradi l'idea di Ricardo, e la formula giusta invece è: GLI INVESTIMENTI OGGI GENERANO RISPARMI DOMANI.
Eppure…
… guarda che tutti gli economisti che oggi vanno per la maggiore sono convinti che chiunque si debba comportare esattamente come quel contadino di 200 anni fa, soprattutto lo Stato, il governo. E questo cosa significa? Che secondo loro tutti, chiunque al mondo maneggi denaro, soprattutto il governo, deve PRIMA risparmiare, POI potrà spendere/investire, e sono convinti che quell’investimento futuro genererà ricchezze e impiego per il Paese.
Infatti oggi nel mondo moderno tutta la teoria economica che regola la nostre vite predica sta idiozia medievale della ‘economia del granoturco’. Lollo, non mi dire che non ci credi. Cavolo, la insegnano in tutte le università che contano da cui escono tutti i tecnocrati che contano (Draghi, Buti, Monti, Fassina, Zingales, Bini-Smaghi ecc.). E il risultato è questo: hanno convinto tutti, governi inclusi, a chiudere la borsa della spesa e a mettere denaro da parte per investire/spendere domani. Conseguenza? Assolutamente NON quella prevista da Ricardo, cioè una fantomatica creazione domani di ricchezza e impiego. Anzi. Col risparmio forzato, miliardi di euro vanno a finire in ‘buchi’ sottoterra e non fanno girare l’economia. Cioè:
A) Allo Stato viene detto che deve ridurre la spesa a accumulare un surplus (risparmio) di denaro in cassa (sotto terra appunto), così potrà investire un domani. Ma così facendo, non solo lo Stato ci dà 100 e ci toglie 100, che come spiegato sopra è già un disastro per noi cittadini e aziende, ma addirittura si mette a darci 100 e a tassarci 150 per fare il suo surplus (risparmio) Ricardiano, così noi andiamo sempre in rosso di 50 ogni anno. Apocalisse economica immediata, altro che futura creazione di ricchezza.
B) I cittadini vengono incoraggiati a mettere da parte più denaro possibile in ste assicurazioni, polizze, prodotti finanziari di ogni tipo (con cui poi le finanziarie speculano) e che è tutto denaro paralizzato in sti ‘buchi’ sotto terra. Quel denaro equivale al centesimo a merci, servizi, lavori, case, auto, cibo ecc. non venduti, per forza, non viene speso! Questo, come disse Malthus, deprime la ‘domanda aggregata’ e manda a puttane l’economia. E i grulli che avevano il loro denaro a far nulla sotto terra se lo ritrovano 10 anni dopo che, con un’economia collassata, non gli fruttato nulla in realtà.
In entrambi casi la tua economia va in pezzi, e questi due punti sono il bel regalino che ci ha lasciato sto David Ricardo, ancora oggi uno dei motivi per cui chiudono aziende, ci sono milioni di disoccupati, tu non sai mai se pagherai i fornitori ecc.
Ok, dai Lollo, non ti abbattere. Mò a sto inglese ti rimedio io: mi dai due piadine, 4 Ceres, e poi ci metti anche il whiskino, mi sacrifico và... Sono o non sono l’eroe della ‘domanda aggregata’?
2. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
2. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=590
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettitici d’impegno.
Ok, adesso Thomas Robert Malthus. Lollo, sto qui era un vero bastardo, ma di quelli… Però senti, non ti spazientire, lo so che non capisci che diavolo c’entrano sti babbioni di 200 anni fa con la tua vita in Italia adesso, ma ti garantisco che c’entrano eccome, c’entrano proprio col tuo fatturato di oggi, fidati, lo capirai fra qualche puntata. Il fatto è che le loro idee sono proprio quelle che oggi hanno fottuto l’economia in cui tu vivi e vanno capite, se no ciccio tu, come tutti, brancoli nel buio e non ne esci, capito? Ok.
Sto Malthus visse sempre in Inghilterra fra il 1776 e il 1834, era un baciapile dei Re, baroni, lords, e sanguisughe del genere, era bastardo dentro perché pensava che la soluzione per la povertà di milioni di disgraziati fosse di accorciargli la vita privandoli di sanità e cibo, così non avrebbero fatto troppi figli e avrebbero… sofferto di meno. Puttanaeva che soluzione, eh?
Ma lui è importante perché fu il primo economista a capire che se non si creano le condizioni che permettano ai consumatori di avere soldi per comprare la roba, crolla l’economia. Cioè oggi diremmo che crolla la ‘domanda’. In economia la ‘domanda’ significa la richiesta da parte del pubblico di roba da comprare, che avviene appunto se ci sono soldi da spendere. Più precisamente si parla di ‘domanda aggregata’, cioè l’insieme delle richieste di acquisti di beni e servizi da parte di tutti i cittadini e delle aziende del Paese. Ovvio che se questa ‘domanda aggregata’ cala, o crolla come oggi nell’Eurozona, perché non ci sono soldi da spendere, crollano anche le vendite, e se crollano le vendite crollano le aziende, e se crollano le aziende i manager licenziano o mettono in cassa integrazione, e se tutto questo accade crolla l’economia del Paese. Ok? Quindi in una nazione sana ci deve sempre essere una buona ‘domanda aggregata’ (non necessariamente solo di cellulari e profumi, anche di servizi umani e ambientali), ma perché ci sia occorre che tutti abbiano un lavoro e un buono stipendio, esattamente il contrario di quanto succede oggi in Eurozona, e soprattutto qui da noi. Ok, torniamo a Malthus.
Capì appunto che ci devono essere prima i redditi, poi verranno le vendite. Capì che se la borghesia industriale produceva tutta quella roba nuova, ci doveva essere qualcuno che la comprava in quanto possessore di reddito, cioè ci doveva essere ‘domanda’, se no l’economia sarebbe fallita. Questo, come detto sopra, è teoricamente ineccepibile, ma la soluzione del bastardo non fu di pensare a come permettere redditi per il popolo, nooo! La sua soluzione fu questa: va creata ancor più classe di nobili parassiti con redditi parassiti, così i borghesi gli venderanno tutto quello che producono e faranno profitto. Fantastico, eh? Comunque l’intuizione era giusta: prima ci vogliono i redditi (la ‘domanda’), poi si vende la roba.
Malthus indovinò per primo anche un altro concetto chiave. Oggi un sacco di questi economisti alla Monti o Boldrin o Draghi sono ancora convinti che basta stimolare la produzione di beni e servizi che automaticamente ci sarà gente che li compra. Una cavolata immane, perché uno può riempire i supermarket di roba ma se non dai stipendi sufficienti alle famiglie nessuno ti compra un accidenti. Ma credimi Lollo, st’idea gli si è conficcata nella testa fin dai tempi del presidente americano Reagan, e sti tordi ci credono veramente. Bé, Malthus già a inizio ‘800 comprese che era una cazzata, e infatti disse che stimolare di per sé i borghesi di allora ad aprire fabbriche o a commerciare con le Indie, quindi a produrre cose, non avrebbe mai creato sufficienti acquirenti per tutte quelle merci. La soluzione che indicò è quella sopra, ok, una porcata, ma almeno lui capì che senza prima creare redditi non si può pretendere che l’economia funzioni.
Ora guarda Lollo che questo è super pertinente oggi. Per almeno due motivi:
A) basta leggere le statistiche dell’Istat e ci si accorge che i tecnocrati alla Monti, Merkel e Draghi stanno proprio applicando la soluzione ‘Malthus’ all’economia, cioè oggi i dati ci dicono che l’1% dei parassiti europei ‘neofeudali’ sta diventando sempre più ricco, come voleva il caro Robert, mentre tutti noi ci perdiamo da bestia.
B) ricorda cosa dice il coro dei tecnocrati che ci ha infinocchiati tutti, anche i sindacati. Dice “calare gli stipendi, togliere la sicurezza del lavoro, impedire allo Stato di aiutare i redditi”, cioè precisamente l’opposto della prima intuizione di Malthus, precisamente la ricetta per uccidere la ‘domanda aggregata’, che è esattamente quello che le Austerità della Merkel stanno ottenendo qui da noi (e non solo) con risultati disastrosi per tutta l’economia di cittadini e aziende del nostro Bel Paese.
Quindi, riassumendo, se conosciamo il signor Thomas Robert Malthus capiamo due fenomeni chiave e devastati dell’Europa di oggi. Uno che concorda con le idee di Malthus (punto A), e uno che invece gli va contro (punto B).
Ok, dai, fammi un Amerikano, che stasera qui c’è il deserto… la ‘domanda aggregata’ Lollo!!
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=590
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettitici d’impegno.
Ok, adesso Thomas Robert Malthus. Lollo, sto qui era un vero bastardo, ma di quelli… Però senti, non ti spazientire, lo so che non capisci che diavolo c’entrano sti babbioni di 200 anni fa con la tua vita in Italia adesso, ma ti garantisco che c’entrano eccome, c’entrano proprio col tuo fatturato di oggi, fidati, lo capirai fra qualche puntata. Il fatto è che le loro idee sono proprio quelle che oggi hanno fottuto l’economia in cui tu vivi e vanno capite, se no ciccio tu, come tutti, brancoli nel buio e non ne esci, capito? Ok.
Sto Malthus visse sempre in Inghilterra fra il 1776 e il 1834, era un baciapile dei Re, baroni, lords, e sanguisughe del genere, era bastardo dentro perché pensava che la soluzione per la povertà di milioni di disgraziati fosse di accorciargli la vita privandoli di sanità e cibo, così non avrebbero fatto troppi figli e avrebbero… sofferto di meno. Puttanaeva che soluzione, eh?
Ma lui è importante perché fu il primo economista a capire che se non si creano le condizioni che permettano ai consumatori di avere soldi per comprare la roba, crolla l’economia. Cioè oggi diremmo che crolla la ‘domanda’. In economia la ‘domanda’ significa la richiesta da parte del pubblico di roba da comprare, che avviene appunto se ci sono soldi da spendere. Più precisamente si parla di ‘domanda aggregata’, cioè l’insieme delle richieste di acquisti di beni e servizi da parte di tutti i cittadini e delle aziende del Paese. Ovvio che se questa ‘domanda aggregata’ cala, o crolla come oggi nell’Eurozona, perché non ci sono soldi da spendere, crollano anche le vendite, e se crollano le vendite crollano le aziende, e se crollano le aziende i manager licenziano o mettono in cassa integrazione, e se tutto questo accade crolla l’economia del Paese. Ok? Quindi in una nazione sana ci deve sempre essere una buona ‘domanda aggregata’ (non necessariamente solo di cellulari e profumi, anche di servizi umani e ambientali), ma perché ci sia occorre che tutti abbiano un lavoro e un buono stipendio, esattamente il contrario di quanto succede oggi in Eurozona, e soprattutto qui da noi. Ok, torniamo a Malthus.
Capì appunto che ci devono essere prima i redditi, poi verranno le vendite. Capì che se la borghesia industriale produceva tutta quella roba nuova, ci doveva essere qualcuno che la comprava in quanto possessore di reddito, cioè ci doveva essere ‘domanda’, se no l’economia sarebbe fallita. Questo, come detto sopra, è teoricamente ineccepibile, ma la soluzione del bastardo non fu di pensare a come permettere redditi per il popolo, nooo! La sua soluzione fu questa: va creata ancor più classe di nobili parassiti con redditi parassiti, così i borghesi gli venderanno tutto quello che producono e faranno profitto. Fantastico, eh? Comunque l’intuizione era giusta: prima ci vogliono i redditi (la ‘domanda’), poi si vende la roba.
Malthus indovinò per primo anche un altro concetto chiave. Oggi un sacco di questi economisti alla Monti o Boldrin o Draghi sono ancora convinti che basta stimolare la produzione di beni e servizi che automaticamente ci sarà gente che li compra. Una cavolata immane, perché uno può riempire i supermarket di roba ma se non dai stipendi sufficienti alle famiglie nessuno ti compra un accidenti. Ma credimi Lollo, st’idea gli si è conficcata nella testa fin dai tempi del presidente americano Reagan, e sti tordi ci credono veramente. Bé, Malthus già a inizio ‘800 comprese che era una cazzata, e infatti disse che stimolare di per sé i borghesi di allora ad aprire fabbriche o a commerciare con le Indie, quindi a produrre cose, non avrebbe mai creato sufficienti acquirenti per tutte quelle merci. La soluzione che indicò è quella sopra, ok, una porcata, ma almeno lui capì che senza prima creare redditi non si può pretendere che l’economia funzioni.
Ora guarda Lollo che questo è super pertinente oggi. Per almeno due motivi:
A) basta leggere le statistiche dell’Istat e ci si accorge che i tecnocrati alla Monti, Merkel e Draghi stanno proprio applicando la soluzione ‘Malthus’ all’economia, cioè oggi i dati ci dicono che l’1% dei parassiti europei ‘neofeudali’ sta diventando sempre più ricco, come voleva il caro Robert, mentre tutti noi ci perdiamo da bestia.
B) ricorda cosa dice il coro dei tecnocrati che ci ha infinocchiati tutti, anche i sindacati. Dice “calare gli stipendi, togliere la sicurezza del lavoro, impedire allo Stato di aiutare i redditi”, cioè precisamente l’opposto della prima intuizione di Malthus, precisamente la ricetta per uccidere la ‘domanda aggregata’, che è esattamente quello che le Austerità della Merkel stanno ottenendo qui da noi (e non solo) con risultati disastrosi per tutta l’economia di cittadini e aziende del nostro Bel Paese.
Quindi, riassumendo, se conosciamo il signor Thomas Robert Malthus capiamo due fenomeni chiave e devastati dell’Europa di oggi. Uno che concorda con le idee di Malthus (punto A), e uno che invece gli va contro (punto B).
Ok, dai, fammi un Amerikano, che stasera qui c’è il deserto… la ‘domanda aggregata’ Lollo!!
La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar. 1
La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar. 1
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=589
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettitici d’impegno.
Tieni conto che fino alla fine del ‘700 l’economia era semplice. Il Re, i nobili, duchi, Papi ecc. avevano tutto, il resto aveva niente. Poi intervenne un cambiamento straordinario: la tecnologia. Successe che grazie ai nuovi mezzi meccanici, nuove navi, nuove conoscenze ecc., crebbe fra le masse dei sottomessi una borghesia, cioè gente senza potere politico ma che stava facendo soldi con i commerci. I Re, nobili, duchi, Papi e tutta sta classe di parassiti cosa fecero? La solita cosa: li fecero lavorare senza troppi disturbi ma li tassavano, proprio dei parassiti. Però li spremevano troppo, così sti borghesi s’incavolarono parecchio, perché veramente la situazione era intollerabile. (fra l’altro è così che è scoppiata la rivoluzione francese)
Ed è qui che spunta il primo economista cosiddetto moderno, cioè Adam Smith, che poi non era veramente un economista, ma più che altro un filosofo morale, autore del celebre The Wealth of Nations. Siamo a fine ‘700. Ma Lollo occhio a una cosa. Sappi che di questo Smith, un inglese, oggi si dicono un’immensa barca di palle, perché certi economisti attuali l’hanno preso a modello per una teoria del tutto diversa da quella del vero Adam Smith. Ok.
Smith cosa disse? Questo: il governo deve togliersi dall’economia, deve lasciare in pace gli imprenditori e i cittadini, cioè il Mercato. MA ATTENTO Lollo, perché è qui che c’è la confusione con l’economia di oggi. Smith voleva solo dire che siccome il ‘governo’ di allora, cioè i luridi parassiti Re, nobili, duchi, Papi ecc., era una cosa talmente abominevole, era meglio che si levassero di torno, e che i borghesi del Mercato erano preferibili. Smith quando parlava di governo che si doveva togliere dalle balle intendeva quindi quei bastardi che avevano regnato da tiranni per 5000 anni di fila, NON INTENDEVA il governo democratico di oggi. Ma sti economisti attuali che si chiamano Neoliberisti (te li spiego in un’altra puntata) hanno spacciato a tutti che Smith odiava i governi come i nostri, li voleva senza potere, e amava il Libero Mercato, capisci? Una balla. Per Smith il capitalismo del Libero Mercato era accettabile solo perché era un male minore rispetto ai tiranni totali. Ok?
Adam Smith infatti non ammirava affatto il capitalismo del Libero Mercato, e infatti una delle sue citazioni più famose è questa: “E’ raro che i capitalisti si riuniscano se non per cospirare contro i lavoratori e il Mercato”. Immagina. Oggi, inoltre, ti continuano a sdoganare che Smith teorizzò che il Libero Mercato possedeva una “Mano Invisibile” che lo guidava, e da questo traggono la conclusione che se si lascia tutto – economia, ospedali, servizi, scuole, pensioni, banche ecc. – in mano al Mercato, esso guiderà tutto infallibilmente con la sua “Mano Invisibile” di Smith. Altra balla. Adam Smith era un filosofo morale, e con tutta probabilità si riferiva a qualcosa di molto meno terreno del Mercato, forse a Dio, nessuno lo sa con certezza. Di certo non disse mai di lasciare tutto nelle mani del Libero Mercato. Anzi.
Perché è importante sto tizio? Bé, per due motivi. Primo perché fu il primo a concepire un’economia fatta dalla gente e non solo basata sulla rapina dei Tiranni; secondo perché fu il primo a capire che i capitalisti borghesi non sono affidabili senza un controllo su di loro. E, paradossalmente, questo significa che è invece proprio necessario avere nelle società uno Stato moderno forte e vigile che controlli i capitalisti, anche se Smith non lo disse mai, semplicemente perché alla sua epoca ancora non era nata la democrazia.
Ok Lollo, prossima puntata Thomas Malthus. Ora vai di Ribolla, ma col bicchiere caldo per favore. Li hai quei peperoncini meravigliosi?
domenica 3 marzo 2013
Sacrificare l'euro per una nuova Europa
Roma (WSI) - La crisi dell'euro è colpa dell'euro. Per il professore della Columbia University, Joseph Stiglitz, i problemi economici dell'Europa sono tutti racchiusi lì: nella moneta unica. L'agonia che alcuni Paesi continentali più di altri stanno vivendo è "un disastro provocato dall'uomo e soprattutto dall'euro", ha denunciato il premio Nobel. Ma forse "abbiamo abbastanza solidarietà per cercare di dare vita davvero al progetto dell'euro."
La soluzione che suggerisce è quella di sacrificare l'euro e riformare il "quadro europeo". Una tesi basata sulla realtà dei fatti. L'analisi di Stiglitz parte infatti riconoscendo lo stato di recessione in cui si trovano oggi molti paesi europei. Stiglitz definisce questa situazione una depressione, che sta comportando una perdita enorme di capitale umano.
Mentre in questi anni è stato cavalcata la politica dell'austerity come strategia di crescita, adesso sarebbe più opportuno valutare una completa ristrutturazione dell'Unione europea, piuttosto che degli Stati che la compongono. Una tesi condivisa dal guru di Wall Street, George Soros, convinto che "l'euro abbia fatto nascere a una situazione viziata fin dall'inizio".
Per l'esperto di investimenti è palese che la moneta unica abbia fatto emergere divisioni fra i Paesi europei che sono diventati col passare del tempo sempre più evidenti a causa di Paesi in surplus e in deficit. Una situazione a suo avviso politicamente inaccettabile.
La soluzione che suggerisce è quella di sacrificare l'euro e riformare il "quadro europeo". Una tesi basata sulla realtà dei fatti. L'analisi di Stiglitz parte infatti riconoscendo lo stato di recessione in cui si trovano oggi molti paesi europei. Stiglitz definisce questa situazione una depressione, che sta comportando una perdita enorme di capitale umano.
Mentre in questi anni è stato cavalcata la politica dell'austerity come strategia di crescita, adesso sarebbe più opportuno valutare una completa ristrutturazione dell'Unione europea, piuttosto che degli Stati che la compongono. Una tesi condivisa dal guru di Wall Street, George Soros, convinto che "l'euro abbia fatto nascere a una situazione viziata fin dall'inizio".
Per l'esperto di investimenti è palese che la moneta unica abbia fatto emergere divisioni fra i Paesi europei che sono diventati col passare del tempo sempre più evidenti a causa di Paesi in surplus e in deficit. Una situazione a suo avviso politicamente inaccettabile.
sabato 2 marzo 2013
come uscire dall'impasse?
Scusate ma il ragionamento e' molto semplice.
Stupido anch'io che non ho capito subito...
Mettiamo che voi siate il m5s e vogliate un reddito minimo di cittadinanza di 1000€ per ogni italiano.
1) Supponiamo decidiate di dare la fiducia ad un governo PD di minoranza.
Date la fiducia e parte la legislatura.
Mettiamo poi che il governo Bersani chieda la fiducia in Parlamento per un reddito minimo di 500€...
Che fate? Se approvate, dimezzate quello che avevate promesso, se non approvate avete la responsabilita' di far cadere il governo...
2) Se invece il PD ed il PDL fanno un loro governo senza chiedere la fiducia al m5s, se non vogliono perdere altri elettori, sono costretti a presentare in Parlamento quanto chiede il m5s.
A questo punto anche il m5s approva e la legge passa.
Quale scenario preferite? 1) o 2) ?
Io preferisco il 2)
Stupido anch'io che non ho capito subito...
Mettiamo che voi siate il m5s e vogliate un reddito minimo di cittadinanza di 1000€ per ogni italiano.
1) Supponiamo decidiate di dare la fiducia ad un governo PD di minoranza.
Date la fiducia e parte la legislatura.
Mettiamo poi che il governo Bersani chieda la fiducia in Parlamento per un reddito minimo di 500€...
Che fate? Se approvate, dimezzate quello che avevate promesso, se non approvate avete la responsabilita' di far cadere il governo...
2) Se invece il PD ed il PDL fanno un loro governo senza chiedere la fiducia al m5s, se non vogliono perdere altri elettori, sono costretti a presentare in Parlamento quanto chiede il m5s.
A questo punto anche il m5s approva e la legge passa.
Quale scenario preferite? 1) o 2) ?
Io preferisco il 2)
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