Non e' "una storia"... purtroppo E' Storia.
Sul perche' e' un altro discorso; pensa a quanto hanno guadagnato gli istituti finanziari dal "divorzio".
Prima i titoli di stato erano venduti ad un tasso deciso dal Tesoro (intorno all'1%); dopo schizzano sopra il 6% e attorno al 10% (tant'e' che si impenna il rapporto debito/pil).
La mossa faceva parte di quel processo/scuola di deregulation/destatalizzazione nato negli USA ed attuato da Reagan e portato in Europa dalla Teacher per prima...
E' un processo con cui la finanza (libera dalle "costrizioni politiche" della guerra fredda che sta finendo) inizia a demolire tutti quei vincoli introdotti dopo la crisi del '29 (ad esempio la divisione tra banche di investimento e banche d'affari).
Magari qualcuno credeva anche di far bene in buona fede; non ci credo ... e comunque adesso possiamo vedere i risultati.
Un motivo era anche quello di frenare l'inflazione...
Ma anche qui si apre un altro capitolo.
La "vecchia scuola" la correlava con la quantita' di denaro circolante in quanto legata al gold-standard.
In realta' sembra che l'inflazione sia molto piu' legata al benessere ed alla disoccupazione >>> e l'attuale situazione ce lo dimostra con una certa chiarezza.
venerdì 3 maggio 2013
mercoledì 1 maggio 2013
come la penso
Per chiarire...
Non sono ne' "complottista" (coloro che credono nelle varie teorie-del-complotto), ne' politicamente schierato "a prescindere".
Credo invece nella redistribuzione del reddito ed in una societa' in cui il lavoro serva per vivere e non viceversa. Un sistema economico (gia' sperimentato e sostenuto dalla teoria economica) in cui lo Stato Italiano riacquisisca la piena sovranita' monetaria e possa quindi spendere "a deficit" per raggiungere la piena occupazione e riacquisire quel ruolo che gia' aveva nel panorama internazionale investendo nelle Proprie Aziende (STATALI) senza dover elemosinare la mano salvifica (che salvifica non e' per niente) dell'industria estera.Uno Stato in cui le tasse sono uno strumento moderatore degli squilibri sociali e non vengano assimilate (come sono adesso) all'unica fonte con cui generare spesa corrente.Uno Stato in cui CHI SBAGLIA/RUBA PAGHI CARO ma che non faccia l'errore di assimilare l'azienda pubblica all'inefficienza.
Il privato funziona fino alla PMI - Per imprese piu' grandi il privato e' molto peggiore della realta' pubblica in quanto e' in grado di traguardare solo obiettivi a breve termine, non genera benessere distribuito nei periodi di crescita, ma chiede sempre il conto alla collettivita' nei momenti di recessione.
Per tutto questo esiste un unico obiettivo oggi realizzabile:
L'USCITA DALL'EURO e la NAZIONALIZZAZIONE DELLA BANCA D'ITALIA ripristinando lo status precedente il 1981, quando il nostro Paese era arrivato ad essere la 7a potenza con un debito (che nin era debito) pubblico al 60% del PIL.
Quando risponderete presentatemi dei dati, degli articoli economici... altrimenti tenetevi per voi quelli che, in assenza di riscontri e studi oggettivi, sono soltanto luoghi comuni inculcativi dal sistema vigente.
Sappiate inoltre che lo "studio" dei due economisti R&R si cui si sono basate le politiche di austerita' in Europa era affetto sia da errori socio-economici riconosciuti anche da FMI, sia da uno stupido errore in excel (!!! incredibile ma vero !!!) che ha generato risultati sbagliati (ammesso anche dagli autori).
Non c'e' nessun complotto.
Semplicemente il capitalismo senza regole che genera una legge della giungla in cui i piu' forti decidono e sopravvivono alle spalle dei piu' deboli.
Oggi e' il turno del sistema finanziario tedesco... domani sara' il turno di qualcun altro.
...Mentre sprofondiamo in una specie di Feudalesimo Medievale in cui l'Impero (lo Stato) e' assente, e i feudatari sopravvivono sulle spalle dei nuovi servi della gleba.Il privato funziona fino alla PMI - Per imprese piu' grandi il privato e' molto peggiore della realta' pubblica in quanto e' in grado di traguardare solo obiettivi a breve termine, non genera benessere distribuito nei periodi di crescita, ma chiede sempre il conto alla collettivita' nei momenti di recessione.Per tutto questo esiste un unico obiettivo oggi realizzabile:L'USCITA DALL'EURO e la NAZIONALIZZAZIONE DELLA BANCA D'ITALIA ripristinando lo status precedente il 1981, quando il nostro Paese era arrivato ad essere la 7a potenza con un debito (che nin era debito) pubblico al 60% del PIL.Quando risponderete presentatemi dei dati, degli articoli economici... altrimenti tenetevi per voi quelli che, in assenza di riscontri e studi oggettivi, sono soltanto luoghi comuni inculcativi dal sistema vigente.Sappiate inoltre che lo "studio" dei due economisti R&R si cui si sono basate le politiche di austerita' in Europa era affetto sia da errori socio-economici riconosciuti anche da FMI, sia da uno stupido errore in excel (!!! incredibile ma vero !!!) che ha generato risultati sbagliati (ammesso anche dagli autori).Non c'e' nessun complotto.Semplicemente il capitalismo senza regole che genera una legge della giungla in cui i piu' forti decidono e sopravvivono alle spalle dei piu' deboli.Oggi e' il turno del sistema finanziario tedesco... domani sara' il turno di qualcun altro....Mentre sprofondiamo in una specie di Feudalesimo Medievale in cui l'Impero (lo Stato) e' assente, e i feudatari sopravvivono sulle spalle dei nuovi servi della gleba.
Non sono ne' "complottista" (coloro che credono nelle varie teorie-del-complotto), ne' politicamente schierato "a prescindere".
Credo invece nella redistribuzione del reddito ed in una societa' in cui il lavoro serva per vivere e non viceversa. Un sistema economico (gia' sperimentato e sostenuto dalla teoria economica) in cui lo Stato Italiano riacquisisca la piena sovranita' monetaria e possa quindi spendere "a deficit" per raggiungere la piena occupazione e riacquisire quel ruolo che gia' aveva nel panorama internazionale investendo nelle Proprie Aziende (STATALI) senza dover elemosinare la mano salvifica (che salvifica non e' per niente) dell'industria estera.Uno Stato in cui le tasse sono uno strumento moderatore degli squilibri sociali e non vengano assimilate (come sono adesso) all'unica fonte con cui generare spesa corrente.Uno Stato in cui CHI SBAGLIA/RUBA PAGHI CARO ma che non faccia l'errore di assimilare l'azienda pubblica all'inefficienza.
Il privato funziona fino alla PMI - Per imprese piu' grandi il privato e' molto peggiore della realta' pubblica in quanto e' in grado di traguardare solo obiettivi a breve termine, non genera benessere distribuito nei periodi di crescita, ma chiede sempre il conto alla collettivita' nei momenti di recessione.
Per tutto questo esiste un unico obiettivo oggi realizzabile:
L'USCITA DALL'EURO e la NAZIONALIZZAZIONE DELLA BANCA D'ITALIA ripristinando lo status precedente il 1981, quando il nostro Paese era arrivato ad essere la 7a potenza con un debito (che nin era debito) pubblico al 60% del PIL.
Quando risponderete presentatemi dei dati, degli articoli economici... altrimenti tenetevi per voi quelli che, in assenza di riscontri e studi oggettivi, sono soltanto luoghi comuni inculcativi dal sistema vigente.
Sappiate inoltre che lo "studio" dei due economisti R&R si cui si sono basate le politiche di austerita' in Europa era affetto sia da errori socio-economici riconosciuti anche da FMI, sia da uno stupido errore in excel (!!! incredibile ma vero !!!) che ha generato risultati sbagliati (ammesso anche dagli autori).
Non c'e' nessun complotto.
Semplicemente il capitalismo senza regole che genera una legge della giungla in cui i piu' forti decidono e sopravvivono alle spalle dei piu' deboli.
Oggi e' il turno del sistema finanziario tedesco... domani sara' il turno di qualcun altro.
...Mentre sprofondiamo in una specie di Feudalesimo Medievale in cui l'Impero (lo Stato) e' assente, e i feudatari sopravvivono sulle spalle dei nuovi servi della gleba.Il privato funziona fino alla PMI - Per imprese piu' grandi il privato e' molto peggiore della realta' pubblica in quanto e' in grado di traguardare solo obiettivi a breve termine, non genera benessere distribuito nei periodi di crescita, ma chiede sempre il conto alla collettivita' nei momenti di recessione.Per tutto questo esiste un unico obiettivo oggi realizzabile:L'USCITA DALL'EURO e la NAZIONALIZZAZIONE DELLA BANCA D'ITALIA ripristinando lo status precedente il 1981, quando il nostro Paese era arrivato ad essere la 7a potenza con un debito (che nin era debito) pubblico al 60% del PIL.Quando risponderete presentatemi dei dati, degli articoli economici... altrimenti tenetevi per voi quelli che, in assenza di riscontri e studi oggettivi, sono soltanto luoghi comuni inculcativi dal sistema vigente.Sappiate inoltre che lo "studio" dei due economisti R&R si cui si sono basate le politiche di austerita' in Europa era affetto sia da errori socio-economici riconosciuti anche da FMI, sia da uno stupido errore in excel (!!! incredibile ma vero !!!) che ha generato risultati sbagliati (ammesso anche dagli autori).Non c'e' nessun complotto.Semplicemente il capitalismo senza regole che genera una legge della giungla in cui i piu' forti decidono e sopravvivono alle spalle dei piu' deboli.Oggi e' il turno del sistema finanziario tedesco... domani sara' il turno di qualcun altro....Mentre sprofondiamo in una specie di Feudalesimo Medievale in cui l'Impero (lo Stato) e' assente, e i feudatari sopravvivono sulle spalle dei nuovi servi della gleba.
venerdì 19 aprile 2013
un paese per vecchi!
altro che "paese x vecchi"... negli USA gran parte del turismo e dell'edilizia si regge sui pensionati dei "tempi d'oro"!
Cittadine intere edificate dal nulla (vedere per credere!!), nei posti piu' belli, affinche' ne possano godere nelle "vacanze della prima fase"; quella subito dopo la pensione, quando ancora c'e' entusiasmo e prestanza fisica.
Poi, quando l'eta' inizia a farsi sentire, ecco i residence "di lusso" nei pressi delle citta' piu' "in" (ma soprattutto degli ospedali migliori).
Per finire con le case di riposo (cure mediche incluse) nei luoghi piu' esclusivi e dal clima migliore.
...
Peccato che anche questa e' una "bomba" pronta a esplodere nel giro di una decina d'anni, quando questa generazione "benedetta" andra' ad esaurirsi, senza possibilita' di rimpiazzo da parte di una nuova generazione (gli attuali 40enni) che non ha ne' ferie (mediamente 10gg l'anno scalabili per malattia!!) ne' soldi da spendere.
Anzi, questi i soldi non li hanno mai avuti!
Vivono in "catapecchie" sgangherate con un paio di auto con almeno 10 anni sulle spalle ognuna... ed una MONTAGNA di debiti che non potranno mai pagare.
...
E' triste, ma ci dovrebbe far riflettere sulla direzione che stiamo prendendo, con la differenza che noi, al contrario dei poveri americani (e proprio grazie a loro), possiamo (ma molte volte non vogliamo) vedere dove stiamo andando.
Cittadine intere edificate dal nulla (vedere per credere!!), nei posti piu' belli, affinche' ne possano godere nelle "vacanze della prima fase"; quella subito dopo la pensione, quando ancora c'e' entusiasmo e prestanza fisica.
Poi, quando l'eta' inizia a farsi sentire, ecco i residence "di lusso" nei pressi delle citta' piu' "in" (ma soprattutto degli ospedali migliori).
Per finire con le case di riposo (cure mediche incluse) nei luoghi piu' esclusivi e dal clima migliore.
...
Peccato che anche questa e' una "bomba" pronta a esplodere nel giro di una decina d'anni, quando questa generazione "benedetta" andra' ad esaurirsi, senza possibilita' di rimpiazzo da parte di una nuova generazione (gli attuali 40enni) che non ha ne' ferie (mediamente 10gg l'anno scalabili per malattia!!) ne' soldi da spendere.
Anzi, questi i soldi non li hanno mai avuti!
Vivono in "catapecchie" sgangherate con un paio di auto con almeno 10 anni sulle spalle ognuna... ed una MONTAGNA di debiti che non potranno mai pagare.
...
E' triste, ma ci dovrebbe far riflettere sulla direzione che stiamo prendendo, con la differenza che noi, al contrario dei poveri americani (e proprio grazie a loro), possiamo (ma molte volte non vogliamo) vedere dove stiamo andando.
domenica 7 aprile 2013
FUORI DALLA DITTTURA EUROPEA!
Quando i partigiani andarono in montagna non si preoccuparono dell'inflazione, della perdita di potere d'acquisto, del mutuo in euro. Quando c'è da combattere si combatte, costi quel che costi. Noi non siamo ancora pronti. Siamo ancora come quelle famiglie ebree che nel '36 consegnavano l'oro, consegnavano i pianoforti, pensando che presto sarebbe finita e peggio di così non poteva andare. E invece, si è visto com'è andata.
Noi stiamo consegnando oro e pianoforti per paura dei finti mostri che ci hanno dipinto, e alla fine perderemo tutto senza avere più nulla per cui combattere. Vogliamo davvero ridurci così?
L'Europa è una dittatura, bisogna uscirne il prima possibile. Senza chiedersi cosa sarà della bolletta della luce o della rata del mutuo, perché non ci lasceranno né luce né casa. Siamo in mano a dei pazzi furiosi e l'unica è svignarsela, le difficoltà successive le affronteremo poi, ci penseremo dopo come si sono detti i partigiani scalando la montagna.
Noi stiamo consegnando oro e pianoforti per paura dei finti mostri che ci hanno dipinto, e alla fine perderemo tutto senza avere più nulla per cui combattere. Vogliamo davvero ridurci così?
L'Europa è una dittatura, bisogna uscirne il prima possibile. Senza chiedersi cosa sarà della bolletta della luce o della rata del mutuo, perché non ci lasceranno né luce né casa. Siamo in mano a dei pazzi furiosi e l'unica è svignarsela, le difficoltà successive le affronteremo poi, ci penseremo dopo come si sono detti i partigiani scalando la montagna.
lunedì 1 aprile 2013
L'ISOLA DEL CAPITANO
Storiella semplice-semplice
Un giorno arriva in un isola deserta una nave con un CAPITANO e 10 SOTTOPOSTI.
Il CAPITANO decide che deve far nascere li una nuova Nazione e diventa dunque STATO.
I suoi 10 SOTTOPOSTI diventano CITTADINI.
Lo STATO crea una MONETA con cui i 10 CITTADINI possono commerciare tra loro e pagare le TASSE, tramite le quali il CAPITANO=STATO garantisce loro istruzione, difesa, sanita' ecc...
E' dunque stato creato uno STATO A MONETA SOVRANA
Questa moneta che non e' altro, come tutte le monete, che un pezzo di carta o metallo, a cui SOLO PER CONVENZIONE COMUNE viene attribuito un valore; anzi, alla fine la moneta e' tale solo perche serve a pagare le TASSE.
Le tasse sono moneta che torna al CAPITANO=STATO e che permette anche a lui di far funzionare l'istruzione ad esempio, pagando come DIPENDENTE STATALE uno dei 10 cittadini e pagando come SOLDATO un altro.
Affinche' i cittadini prosperino e incrementino il proprio stile di vita (ad esempio IMPORTANDO merci da altre isole) occorre che non tutta la moneta che il CAPITANO=STATO da loro (stampandola) venga poi ritirata come tasse.
Dunque OCCORRE CHE LO STATO ABBIA UN DEFICIT DI BILANCIO
Ma allora:
PER GARANTIRE CRESCITA E PROSPERITA' AL SISTEMA ECONOMICO NAZIONALE CI DEVE (#DEVE#, #DEVE#) ESSERE UN DEFICIT STATALE !!!
IL DEBITO PUBBLICO NON E' ALTRO CHE UN NUMERO CHE MISURA LA RICCHEZZA CHE LO STATO HA FORNITO AI PROPRI CITTADINI
IL DEBITO PUBBLICO IN UNO STATO A MONETA SOVRANA EQUIVALE AL CREDITO DEI PROPRI CITTADINI
_________________________
Questo e' cio' che, piu' o meno, ACCADEVA IN ITALIA SINO AL 1981, prima che la Banca D'Italia venisse "privatizzata" e il nostro Stato fosse costretto a chiedere moneta in prestito ai mercati privati = grandi istituzioni finanziarie
_________________________
Dal 1981, ed ancora piu' nettamente con l'Euro, tornando alla nostra isola, sarebbe successo questo.
Il CAPITANO ha perso la liberta' di creare moneta sovrana.
Uno dei sottoposti (ISTITUTO FINANZIARIO PRIVATO) ha in qualche modo acquisito lui il diritto di stampare la moneta.
Quindi cosa succede?
Se vuole immettere piu' moneta, lo STATO chiede all'ISTITUTO FINANZIARIO di stamparla per lui, MA SI IMPEGNA A RESTITUIRGLIELA CON GLI INTERESSI.
Il sistema puo' continuare a funzionare, ma ora il DEBITO STATALE non e' piu' un affare tra CAPITANO ed i 10 SOTTOPOSTI.
Adesso ci sono IL CAPITANO, i 9 SOTTOPOSTI e l'ISTITUTO FINANZIARIO che detiane il debito pubblico ed in qualsiasi momento puo' tenere per il collo il CAPITANO ricattandolo...
"Se vuoi altri soldi devi fare cio' che ti dico, altrimenti gli interessi salgono..."
Se l'ISTITUTO FINANZIARIO e' anche colui che controlla la FABBRICA in cui i CITTADINI LAVORANO allora, per diventare PIU' COMPETITIVO ed esportare verso le altre isole, egli potrebbe avere col CAPITANO la seguente conversazione.
ISTITUTO:
"Ascolta, se non vuoi che faccia esplodere gli interessi sul tuo debito pubblico, devi rendere il tuo stato piu' COMPETITIVO.
Dobbiamo abbassare i salari ai lavoratori.
Inoltre, poiche' mettendoti in ginocchio, non sono piu' sicuro che tu sia in grado di restituirmi i soldi che ti ho prestato, iniziamo anche una bella cura dimagrante sul debito.
Ogni anno mi restituisci almeno il 10% del totale."
CAPITANO:
"Ma per far questo significa che devo intascare piu' tasse rispetto ai soldi che immetto nel sistema. I miei cittadini diventeranno sempre piu' poveri!"
ISTITUTO:
"Non importa.
Iniziamo a dire loro che il Debito Pubblico e' una COLPA (pensa che in un isola qui vicino usano la stessa parola!).
Che hanno vissuto al di sopra delle loro possibilita' e che quindi, ESSENDO DEI MAIALI, e' giusto che ora soffrano.
Iniziamo con il PAREGGIO DI BILANCIO, confondendoli con la storia del buon padre di famiglia, e poi facciamo una bella cosa che chiamiamo FISCAL COMPACT e tu mi rendi il 10% del debito totale ogni anno come ti avevo gia' detto"
La stessa cosa potrebbe avvenire se l'ISTITUTO FINANZIARIO, avendo giocato troppo con i soldi a sua disposizione, ha anche finanziato progetti che sicuramente non andranno a buon fine (chiamiamoli TITOLI SPAZZATURA).
Anche in questo caso, per garantirsi la pagnotta, meglio recuperare i soldi sicuri.
E da dove se non da quel coglione del CAPITANO????
__________________
Tutto cio' vi ricorda qualcosa????? :)
venerdì 29 marzo 2013
programma ME-MMT - http://memmt.info/site/programma/
Iniziate a leggerne anche solo una pagina, e non smetterete sino a che non le avrete lette tutte e 23.
DIFFONDETELO CON OGNI MEZZO
http://memmt.info/site/programma/
Adottando l'Euro, l'Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica.
Paul Krugman, Premio Nobel per l'Economia
CHIEDIAMO A QUALSIASI GOVERNO
il ritorno alla nostra moneta sovrana, con cui creare politiche governative ispirate alla scuola economica ME-MMT che porteranno il governo a pro- muovere azioni nell'esclusivo Interesse Pubblico, includendo, fra le altre più sotto descritte, le seguenti:
- il recupero della piena sovranità democratica controllata sempre dal volere popolare anche in materia di Trattati UE. Il recupero del- la piena sovranità del Parlamento su cui nulla possa l'arbitrarietà dei mercati;
- il sostegno alla Piena Occupazione su base permanente attraverso l'uso statale dei Deficit Positivi (si legga sotto);
- il sostegno alle aziende italiane creando subito le condizioni per l'aumento di domanda proprio per mezzo della Piena Occupazione e dei Deficit Positivi, che creino PIL, il quale rilanci l'Italia nella crescita e negli investimenti;
- la fornitura di sostegno pieno agli anziani, ai giovani, agli infermi, ai disabili in modo da farci sentire fieri di essere italiani, ovvero fieri del nostro Stato Sociale;
- l'assicurazione dei conti correnti bancari e la limitazione della funzione bancaria all'esclusivo servizio dei sistemi di pagamento, al servizio dei correntisti, e alla fornitura di prestiti al servizio della collettività economica;
- l'eliminazione del pagamento governativo degli interessi attraverso la creazione di un sistema di fondi a zero rischio e a tassi zero, elimi- nando l'emissione di titoli di Stato, in coordinamento con la Banca d'Italia.
DIFFONDETELO CON OGNI MEZZO
http://memmt.info/site/programma/
Adottando l'Euro, l'Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica.
Paul Krugman, Premio Nobel per l'Economia
CHIEDIAMO A QUALSIASI GOVERNO
il ritorno alla nostra moneta sovrana, con cui creare politiche governative ispirate alla scuola economica ME-MMT che porteranno il governo a pro- muovere azioni nell'esclusivo Interesse Pubblico, includendo, fra le altre più sotto descritte, le seguenti:
- il recupero della piena sovranità democratica controllata sempre dal volere popolare anche in materia di Trattati UE. Il recupero del- la piena sovranità del Parlamento su cui nulla possa l'arbitrarietà dei mercati;
- il sostegno alla Piena Occupazione su base permanente attraverso l'uso statale dei Deficit Positivi (si legga sotto);
- il sostegno alle aziende italiane creando subito le condizioni per l'aumento di domanda proprio per mezzo della Piena Occupazione e dei Deficit Positivi, che creino PIL, il quale rilanci l'Italia nella crescita e negli investimenti;
- la fornitura di sostegno pieno agli anziani, ai giovani, agli infermi, ai disabili in modo da farci sentire fieri di essere italiani, ovvero fieri del nostro Stato Sociale;
- l'assicurazione dei conti correnti bancari e la limitazione della funzione bancaria all'esclusivo servizio dei sistemi di pagamento, al servizio dei correntisti, e alla fornitura di prestiti al servizio della collettività economica;
- l'eliminazione del pagamento governativo degli interessi attraverso la creazione di un sistema di fondi a zero rischio e a tassi zero, elimi- nando l'emissione di titoli di Stato, in coordinamento con la Banca d'Italia.
martedì 26 marzo 2013
10. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
10. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=611
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.
Dio santo Lollo, ma quella Vodka faceva sognare. Chi ci ha svegliati sul pavimento del bar oggi? Mah! Dai, fammi quel litro di caffè e finiamo Keynes, e lo finiamo facendo il girotondo. Yes! Finiamo con il Flusso Circolare del genio inglese. Alè. E te pareva se non mi sparavi il tuo trade mark “eccchecccazzoè?”. Ti spiego perché è importante, anche questo.
Keynes spinge la sua analisi anche alla circolazione del denaro nella società, perché sa che capirla significa farla funzionare bene. E bene per lui significava sempre il bene pubblico, soprattutto la lotta alla disoccupazione. No, non era un comunista, non era socialista, anzi, Keynes era un vero elitista. Apparteneva a gruppi culturali esclusivi, come il Bloomsbury della celeberrima scrittrice Virginia Woolf, e fu molto chiaro sulle sue appartenenze, infatti dichiarò che “se mai ci sarà una rivoluzione socialista, essa mi troverà dalla parte delle elite culturali”. Ma questo non significa che Keynes non fosse nel cuore un uomo totalmente dedicato alla giustizia sociale, sia qui da noi che nel Terzo Mondo. Ti ricordo, qui solo di sfuggita, che questo economista, fra le tante cose, s’inventò anche un sistema di ‘giusti commerci’ fra nazioni del mondo che avrebbe eliminato tante orribili povertà e ingiustizie imperialiste. Non fu mai applicato. Ma ok, andiamo al Flusso Circolare.
Keynes dice: c’è un rapporto fra risparmi e investimenti. Per forza. Se immaginiamo che il denaro gira in un flusso circolare, vediamo che gli investimenti diventano stipendi; ma la gente in media non spende tutto ciò che guadagna, perché qualcosa risparmia. Questo risparmio, dice Keynes, sfugge fuori dal flusso circolare dei soldi. Quindi nel flusso avviene una ‘perdita’, esattamente come quella di un tubo che ha un foro. Questa ‘perdita’ va riempita, se no il Flusso Circolare si riduce, e questo non va bene. E cosa può riempire il vuoto? Keynes non ha dubbio: gli investimenti, cioè altri investimenti. E chi li può fare? Bè, ovvio, solo due attori: o le aziende/investitori, o lo Stato. Ma specifichiamo:
- quando c’è un investimento nella società di cittadini e aziende, dice l’inglese, c’è un corrispettivo aumento di redditi e di impiego. Questi redditi, causati dagli investimenti, comprano beni e servizi, ma formano anche i risparmi. Poi va precisato: gli investimenti possono essere, oltre a quelli dei privati (incluse le banche), anche quelli dello Stato e delle nazioni estere che spendono in un dato Paese. Quindi, conclude qui Keynes, è certamente vero che i redditi, l’impiego e i risparmi nazionali sono la somma degli investimenti privati, più quelli dello Stato (a deficit, cioè lo Stato che investe per noi più di quanto ci tassa), più i guadagni dell’export.
- come già detto, la gente però non spende tutto quello che guadagna, perché un poco risparmia, quindi c’è quella ‘perdita’ che sfugge al Flusso Circolare.
- la ‘perdita’ quindi sono i risparmi, che sovente finiscono per essere identici alla quantità iniziale di investimenti. Fin qui tutto ok. Ma cosa accade se i risparmi, cioè quelle ‘perdite’, diventano superiori agli investimenti? Accade che il Flusso Circolare si restringe pericolosamente, cioè l’economia nella società va in crisi.
- A questo punto, dice Keynes, c’è solo lo Stato a moneta sovrana che può iniettare investimenti nella società di cittadini e aziende per riparare il Flusso Circolare in quantità sufficienti e senza perdite, perché sui privati non si può contare (vedi puntata precedente). Ciò non solo manterrà in salute il Flusso Circolare, ma l’investimento dello Stato potrà curare ogni forma di disoccupazione esistente. E questo rigenererà tutto il sistema (nota che la rigenerazione porterà poi maggiori fondi nella casse dello Stato stesso, per cui la cosa quasi si ripaga da sé).
Lollo, ti rendi conto? Per quanti decenni abbiamo sofferto la disoccupazione che è il peggior male economico esistente in assoluto? Oggi poi non ne parliamo. Eppure Keynes già 70 anni fa aveva scritto la ricetta per la salvezza. Pensa Lollo che nei soli Stati Uniti la disoccupazione costa allo Stato 9 miliardi di dollari al…… GIORNO! Altro che Casta!
La storia del mondo, caro amico, avrebbe potuto essere un’altra, molto più equa, con masse immani di sofferenze sociali in meno. Ma come al solito i Poteri ci misero lo zampino, intendo i Neoclassici e la loro costola ancor più infame, cioè la scuola di economia Austriaca di Von Mises e Hayek. La rovina del pensiero Keynesiano iniziò alla mega conferenza di Bretton Woods del 1944, dove si decisero i destini del monetarismo mondiale. Keynes ne uscì sconfitto, in particolare dagli Stati Uniti. Poi, un brutto giorno del 1946, mentre si godeva il riposo dopo una lunga camminata, Keynes morì di colpo. Fine. Sai, senza il suo carisma fu ancor più facile per le elite predatrici far fuori le sue idee. E tutti noi, popolo, siamo a questo punto, conciati come oggi. Per non parlare dei poveri del Sud del mondo.
Guarda, se ti capiterà qui a prendere un caffè un professore di economia di quelli pomposi, quindi certamente non un coraggioso, ti dirà con fare di sufficienza che Keynes è superato e oltre tutto fallimentare. Ma tu rispondigli così: in sostanza il grande messaggio di John Maynard Keynes fu che nel momento del bisogno (come oggi!) e per evitare sofferenze sociali tragiche (come oggi!), lo Stato può curare l’economia con sufficienti iniezioni di investimenti a deficit, certo, a deficit!, fino a raggiungere la prosperità. E digli: lo sa lei che gli Stati Unti uscirono dalla seconda guerra mondiale con un deficit del?….. del?….. 25%! che è il doppio della Grecia di oggi, ma proprio grazie a quella immane iniezione di spesa pubblica divennero il più ricco Paese del mondo e fecero ricca tutta l’Europa distrutta. Digli questo Lollo. Altro che superato Keynes.
(io: W Keynes…! John! – John! – John!......)
(e Lollo: John Legend! Yeaaa!......)
p.s. ma io perché gli spiego l’economia?
martedì 19 marzo 2013
L'europa Anti-Europa
E' piu' anti-europa chi mette in discussione un sistema asservito alle banche che sta distruggendo "l'Europa dei popoli", impoverendo intere nazioni, o chi, pur di non intaccare nessun tabu' segue passivo i dettami del sistema bancario?
L'Euro, dopo una guerra, e' lo strumento di disgregazione continentale piu' distruttivo mai creato, e per questo va smantellato.
ATTENZIONE
Cipro e' stato solo un test.
Il sistema bancario del nord europa (tedesco in testa), sa benissimo che l'Euro ha i giorni contati.
Il loro scopo e' usarlo (attraverso il vincolo dei Debiti Pubblici in "valuta non controllata") per drenare dalla popolazione quanti piu' soldi possibile, prima della disgregazione.
IL PROBLEMA DEBITO PUBBLICO "NON ESISTE".
Si tratta di debito privato contratto con banche che sono in crisi di liquidi a causa dei cosiddetti titoli-tossici.
Si trasforma in pubblico quando lo stato e' costretto a rifinanziare gli istituti finanziari per evitarne il fallimento a causa del loro aver operato sulla finanza speculativa.
Gli errori delle banche vengono ripagati dalla gente, facendogli anche credere di essere "vissuti oltre le proprie possibilita".
Sono CAZZATE.
Sono problemi risolvibili
1) riacquistando la sovranita' monetaria e applicando la MMT
2) separando le banche di investimento da quelle speculative - queste ultime sarebbero cosi liberissime di fare i loro "giochetti" senza intaccare l'economia reale.
L'Euro, dopo una guerra, e' lo strumento di disgregazione continentale piu' distruttivo mai creato, e per questo va smantellato.
ATTENZIONE
Cipro e' stato solo un test.
Il sistema bancario del nord europa (tedesco in testa), sa benissimo che l'Euro ha i giorni contati.
Il loro scopo e' usarlo (attraverso il vincolo dei Debiti Pubblici in "valuta non controllata") per drenare dalla popolazione quanti piu' soldi possibile, prima della disgregazione.
IL PROBLEMA DEBITO PUBBLICO "NON ESISTE".
Si tratta di debito privato contratto con banche che sono in crisi di liquidi a causa dei cosiddetti titoli-tossici.
Si trasforma in pubblico quando lo stato e' costretto a rifinanziare gli istituti finanziari per evitarne il fallimento a causa del loro aver operato sulla finanza speculativa.
Gli errori delle banche vengono ripagati dalla gente, facendogli anche credere di essere "vissuti oltre le proprie possibilita".
Sono CAZZATE.
Sono problemi risolvibili
1) riacquistando la sovranita' monetaria e applicando la MMT
2) separando le banche di investimento da quelle speculative - queste ultime sarebbero cosi liberissime di fare i loro "giochetti" senza intaccare l'economia reale.
lunedì 11 marzo 2013
finanziamento ai partiti - un'alternativa pubblica
Personalmente, nonostante la "battaglia" per una nuova strategia economica opposta al neo-liberismo ed all'euro, mi abbia fatto soprassedere su alcune "zone d'ombra" legate al m5s, forse e' bene iniziare a porci alcuni interrogativi.
Iniziamo dal finanziamento pubblico ai partiti; siamo sicuri sia da abolire totalmente?
Affidarci al finanziamento privato metterebbe i movimenti/partiti futuri in mano alle sole corporations economiche (vedi USA), rischiando di trasformare una rivoluzione democratica in una restaurazione neo-liberista.
Una soluzione eppure potrebbe esserci.
Si prepara una stima economica indipendente e la si fa diventare tetto massimo di finanziamento pubblico.
Senza possibilita' di intervento privato e senza concessioni tagliando le attuali spese di almeno un ordine di grandezza.
Iniziamo dal finanziamento pubblico ai partiti; siamo sicuri sia da abolire totalmente?
Affidarci al finanziamento privato metterebbe i movimenti/partiti futuri in mano alle sole corporations economiche (vedi USA), rischiando di trasformare una rivoluzione democratica in una restaurazione neo-liberista.
Una soluzione eppure potrebbe esserci.
Si prepara una stima economica indipendente e la si fa diventare tetto massimo di finanziamento pubblico.
Senza possibilita' di intervento privato e senza concessioni tagliando le attuali spese di almeno un ordine di grandezza.
domenica 10 marzo 2013
Pensateci
L'UNICO modo in cui il capitalismo e la generazione di profitto privato possano funzionare (senza lo sfruttamento di paesi terzi a basso costo - vedi terzo mondo) e' la generazione di debito pubblico da parte dello stato!
E questo puo' essere sostenibile solo nel caso in cui lo Stato abbia piena sovranita' monetaria e la Banca Centrale sia assolutamente indipendente dagli istituti privati.
Solo in questo modo il denaro puo' essere generato dal sistema ed il contenimento dell'inflazione viene gestito dal Tesoro attraverso la determinazione del tasso di interesse.
E questo puo' essere sostenibile solo nel caso in cui lo Stato abbia piena sovranita' monetaria e la Banca Centrale sia assolutamente indipendente dagli istituti privati.
Solo in questo modo il denaro puo' essere generato dal sistema ed il contenimento dell'inflazione viene gestito dal Tesoro attraverso la determinazione del tasso di interesse.
5. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
5. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=595
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.
Io lo so Lollo, che il fatto che non ti arriva più il mio Ribolla preferito è solo perché mi odi e non lo ordini. Ma io indefesso! Marx non si può ignorare.
La seconda parte riguarda l’analisi che Marx fece dell’origine del profitto. Cioè: si chiese cosa veramente determinava il profitto per i capitalisti e per il popolo, per l’intera società. Non è un tema da poco, e ti spiego perché. Pensa che ancora oggi la maggioranza degli economisti e della gente proprio non capiscono un accidenti di cosa produce profitto. Pensano spesso che basta che il settore privato si sviluppi libero, basta che esso faccia girare denaro, e la nazione diventerà ricca. Una cretinata di proporzioni ciclopiche, perché invece la questione è ben più complessa. Ma io te la spiego semplice.
Allora, ritorniamo ai tempi di Marx dove avevamo i seguenti attori: i Re, i nobili, la Chiesa, cioè i parassiti, ma sempre meno potenti; poi c’erano i capitalisti borghesi, quelli delle fabbriche e dei commerci, sempre più potenti; poi i soliti sfigati, cioè le masse divise fra poveracci, contadini e operai. Naturalmente i consumi allora erano guidati soprattutto dalle prime due classi, e molto poco dalla massa. Ma Carlo Marx non era un genio per nulla, e lui pensò a come si sarebbe sviluppata la società capitalistica, e comprese che in effetti in un futuro non troppo distante la cosiddetta massa degli stipendiati avrebbe consumato la maggioranza dei prodotti, semplicemente per una questione di numero. E lì Marx pose la sua analisi del come si sarebbe originato il profitto per tutti.
Disse: i lavoratori prendono lo stipendio e poi lo spendono, ok? Le macchine, che sempre più popolano le fabbriche, invece no. Quindi l’unica forma di guadagno reale per i capitalisti sarà la massa degli stipendiati grazie proprio agli stipendi che gli stessi capitalisti gli pagano. Ora, Lollo, tieni conto che qui Marx considera le categorie di capitalisti e lavoratori ciascuna nel loro insieme, cioè tutti i capitalisti della nazione come gruppo e tutti i lavoratori di quella nazione come gruppo. Ok?
Allora, lui dice: se i capitalisti guadagnano dai loro stipendiati, questo significa solo che ai capitalisti ritornano indietro i salari che hanno pagato a quegli stipendiati. Quindi zero profitto. E allora come fanno i capitalisti a guadagnare un profitto netto? Risposta: ci deve essere per forza un altro settore dell’economia esterno a quello di capitalisti/lavoratori che compra la loro roba, così i capitalisti intascheranno soldi nuovi che non hanno precedentemente già speso per pagare i salari. Bene. Ma se è vero che, esclusi quei parassiti di Re e nobilastri, ci sono solo due settori, cioè capitalisti e lavoratori, dove diavolo lo andiamo a trovare un altro settore? Già…
Marx allora prende la lente d’ingrandimento e guarda più da vicino sti due settori di capitalisti e lavoratori, e scopre una cosa importante. Scopre che in realtà il settore dei capitalisti è composto da 2 settori, non 1. C’è il settore che fa prodotti di consumo (scarpe, cibo, legname, mattoni, mobili, vestiti…) e il settore che crea i mezzi di produzione per fare quella roba (le materie prime + le macchine). In realtà Marx chiama questi 2 settori col nome di ‘dipartimenti’, te lo dico Lollo perché so che tu giochi a biliardo con dei luminari, e non voglio farti fare una figura di cacca. Ma per nostra comodità qui noi li chiameremo sempre settori. Ok. Quindi abbiamo
A) il settore dei mezzi di produzione
B) e quello dei prodotti di consumo.
Marx dice: gli stipendi di tutti quelli che lavorano nel settore dei mezzi di produzione saranno spesi per comprare i beni di consumo del settore dei prodotti di consumo, così i capitalisti di questo settore faranno soldi nuovi che non hanno pagato in stipendi ai loro lavoratori. Ok. Ma allora come fanno profitto i capitalisti del settore dei mezzi di produzione? No Lollo, non come dici tu. Infatti se i capitalisti e i lavoratori del settore dei prodotti di consumo si mettono a comprare i mezzi di produzione, questo significa che i soldi pagati in stipendi dal settore dei mezzi di produzione semplicemente gli ritornano indietro. E……. Non c’hai capito un cazzo? Ok, aspetta, ragiona…
… ricordati che gli stipendi pagati ai lavoratori del settore dei mezzi di produzione sono il profitto del settore prodotti di consumo. Quindi quando il settore prodotti di consumo va a comprare i mezzi di produzione, esso pagherà con quel profitto, che è appunto gli stipendi pagati dal settore mezzi di produzione ai suoi lavoratori. Quindi al settore mezzi di produzione gli ritornano semplicemente indietro gli stipendi pagati: no profitto. Grosso problema.
Marx qui si pianta. Cristo, ma come fa sto settore sfigato dei mezzi di produzione a fare profitti? Pensa che ti ripensa, Carlo ci arriva! Dice: evidentemente, siccome abbiamo detto che il profitto viene solo da un settore esterno al tuo, dove tu non gli paghi i salari o dove non ti tornano indietro i tuoi salari già pagati, allora da qualche parte ci sarà un settore esterno sia ai mezzi di produzione che ai prodotti di consumo, così che il primo, i mezzi di produzione, possa far profitti. E dove sta? Marx dice: sta nel governo, cioè lo Stato, oppure nelle altre nazioni estere. Infatti se lo Stato si mette a comprare i mezzi di produzione, spenderà soldi che i capitalisti dei mezzi di produzione non hanno già pagato in salari, e lo stesso vale se le nazioni estere li compreranno. Evviva! Ci siamo arrivati.
Poi Marx, sempre molto riassumendo, disse anche un’altra cosa mooolto intelligente: ma che succede se i lavoratori, se lo Stato, o se il settore estero, non spendono i loro soldi, magari per risparmiare o perché ne hanno troppi pochi? Bé, ovvio, i capitalisti non venderanno abbastanza prodotti di consumo o mezzi di produzione e andranno in cacca assieme a tutta l’economia.
Ora, ATTENZIONE Lollo, sull’attenti, bevi il quinto caffè. Qui Marx intuisce due concetti immensi.
A) è inutile sperare che il tuo settore da solo possa far profitti e quindi generare ricchezza. Ci deve sempre essere un settore esterno al tuo che ti dà dei soldi al netto degli stipendi che tu già paghi, se no ciccia.
B) è la spesa (investimento) che fa funzionare un’economia, mentre il risparmio o la non spesa la fanno impantanare.
Sono due concetti che come vedrai fra un po’ guideranno tutta la storia successiva, ma soprattutto che ancora oggi sono attualissimi. Primo perché a noi sti disgraziati di economisti di moda ci insegnano che un singolo settore (privato) può benissimo far profitti (cazzata); secondo perché le Austerità imposte dall’Europa ci dicono che tutti, gente e Stato, devono spendere meno e risparmiare (proprio quello che fa impantanare l’economia, come intuì Marx). Guarda che gran parte del collasso economico di oggi viene da lì sai?
Ok Lollo, vedo che stai ingurgitando Maalox da mezz’ora, va bene, con Marx finisco qui, giuro! (e mentre esco sento Lollo dal bagno che canta “baaandiera rossa la trion-fe-rà… giù per i cessi de-lla cittààà!”)
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=595
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.
Io lo so Lollo, che il fatto che non ti arriva più il mio Ribolla preferito è solo perché mi odi e non lo ordini. Ma io indefesso! Marx non si può ignorare.
La seconda parte riguarda l’analisi che Marx fece dell’origine del profitto. Cioè: si chiese cosa veramente determinava il profitto per i capitalisti e per il popolo, per l’intera società. Non è un tema da poco, e ti spiego perché. Pensa che ancora oggi la maggioranza degli economisti e della gente proprio non capiscono un accidenti di cosa produce profitto. Pensano spesso che basta che il settore privato si sviluppi libero, basta che esso faccia girare denaro, e la nazione diventerà ricca. Una cretinata di proporzioni ciclopiche, perché invece la questione è ben più complessa. Ma io te la spiego semplice.
Allora, ritorniamo ai tempi di Marx dove avevamo i seguenti attori: i Re, i nobili, la Chiesa, cioè i parassiti, ma sempre meno potenti; poi c’erano i capitalisti borghesi, quelli delle fabbriche e dei commerci, sempre più potenti; poi i soliti sfigati, cioè le masse divise fra poveracci, contadini e operai. Naturalmente i consumi allora erano guidati soprattutto dalle prime due classi, e molto poco dalla massa. Ma Carlo Marx non era un genio per nulla, e lui pensò a come si sarebbe sviluppata la società capitalistica, e comprese che in effetti in un futuro non troppo distante la cosiddetta massa degli stipendiati avrebbe consumato la maggioranza dei prodotti, semplicemente per una questione di numero. E lì Marx pose la sua analisi del come si sarebbe originato il profitto per tutti.
Disse: i lavoratori prendono lo stipendio e poi lo spendono, ok? Le macchine, che sempre più popolano le fabbriche, invece no. Quindi l’unica forma di guadagno reale per i capitalisti sarà la massa degli stipendiati grazie proprio agli stipendi che gli stessi capitalisti gli pagano. Ora, Lollo, tieni conto che qui Marx considera le categorie di capitalisti e lavoratori ciascuna nel loro insieme, cioè tutti i capitalisti della nazione come gruppo e tutti i lavoratori di quella nazione come gruppo. Ok?
Allora, lui dice: se i capitalisti guadagnano dai loro stipendiati, questo significa solo che ai capitalisti ritornano indietro i salari che hanno pagato a quegli stipendiati. Quindi zero profitto. E allora come fanno i capitalisti a guadagnare un profitto netto? Risposta: ci deve essere per forza un altro settore dell’economia esterno a quello di capitalisti/lavoratori che compra la loro roba, così i capitalisti intascheranno soldi nuovi che non hanno precedentemente già speso per pagare i salari. Bene. Ma se è vero che, esclusi quei parassiti di Re e nobilastri, ci sono solo due settori, cioè capitalisti e lavoratori, dove diavolo lo andiamo a trovare un altro settore? Già…
Marx allora prende la lente d’ingrandimento e guarda più da vicino sti due settori di capitalisti e lavoratori, e scopre una cosa importante. Scopre che in realtà il settore dei capitalisti è composto da 2 settori, non 1. C’è il settore che fa prodotti di consumo (scarpe, cibo, legname, mattoni, mobili, vestiti…) e il settore che crea i mezzi di produzione per fare quella roba (le materie prime + le macchine). In realtà Marx chiama questi 2 settori col nome di ‘dipartimenti’, te lo dico Lollo perché so che tu giochi a biliardo con dei luminari, e non voglio farti fare una figura di cacca. Ma per nostra comodità qui noi li chiameremo sempre settori. Ok. Quindi abbiamo
A) il settore dei mezzi di produzione
B) e quello dei prodotti di consumo.
Marx dice: gli stipendi di tutti quelli che lavorano nel settore dei mezzi di produzione saranno spesi per comprare i beni di consumo del settore dei prodotti di consumo, così i capitalisti di questo settore faranno soldi nuovi che non hanno pagato in stipendi ai loro lavoratori. Ok. Ma allora come fanno profitto i capitalisti del settore dei mezzi di produzione? No Lollo, non come dici tu. Infatti se i capitalisti e i lavoratori del settore dei prodotti di consumo si mettono a comprare i mezzi di produzione, questo significa che i soldi pagati in stipendi dal settore dei mezzi di produzione semplicemente gli ritornano indietro. E……. Non c’hai capito un cazzo? Ok, aspetta, ragiona…
… ricordati che gli stipendi pagati ai lavoratori del settore dei mezzi di produzione sono il profitto del settore prodotti di consumo. Quindi quando il settore prodotti di consumo va a comprare i mezzi di produzione, esso pagherà con quel profitto, che è appunto gli stipendi pagati dal settore mezzi di produzione ai suoi lavoratori. Quindi al settore mezzi di produzione gli ritornano semplicemente indietro gli stipendi pagati: no profitto. Grosso problema.
Marx qui si pianta. Cristo, ma come fa sto settore sfigato dei mezzi di produzione a fare profitti? Pensa che ti ripensa, Carlo ci arriva! Dice: evidentemente, siccome abbiamo detto che il profitto viene solo da un settore esterno al tuo, dove tu non gli paghi i salari o dove non ti tornano indietro i tuoi salari già pagati, allora da qualche parte ci sarà un settore esterno sia ai mezzi di produzione che ai prodotti di consumo, così che il primo, i mezzi di produzione, possa far profitti. E dove sta? Marx dice: sta nel governo, cioè lo Stato, oppure nelle altre nazioni estere. Infatti se lo Stato si mette a comprare i mezzi di produzione, spenderà soldi che i capitalisti dei mezzi di produzione non hanno già pagato in salari, e lo stesso vale se le nazioni estere li compreranno. Evviva! Ci siamo arrivati.
Poi Marx, sempre molto riassumendo, disse anche un’altra cosa mooolto intelligente: ma che succede se i lavoratori, se lo Stato, o se il settore estero, non spendono i loro soldi, magari per risparmiare o perché ne hanno troppi pochi? Bé, ovvio, i capitalisti non venderanno abbastanza prodotti di consumo o mezzi di produzione e andranno in cacca assieme a tutta l’economia.
Ora, ATTENZIONE Lollo, sull’attenti, bevi il quinto caffè. Qui Marx intuisce due concetti immensi.
A) è inutile sperare che il tuo settore da solo possa far profitti e quindi generare ricchezza. Ci deve sempre essere un settore esterno al tuo che ti dà dei soldi al netto degli stipendi che tu già paghi, se no ciccia.
B) è la spesa (investimento) che fa funzionare un’economia, mentre il risparmio o la non spesa la fanno impantanare.
Sono due concetti che come vedrai fra un po’ guideranno tutta la storia successiva, ma soprattutto che ancora oggi sono attualissimi. Primo perché a noi sti disgraziati di economisti di moda ci insegnano che un singolo settore (privato) può benissimo far profitti (cazzata); secondo perché le Austerità imposte dall’Europa ci dicono che tutti, gente e Stato, devono spendere meno e risparmiare (proprio quello che fa impantanare l’economia, come intuì Marx). Guarda che gran parte del collasso economico di oggi viene da lì sai?
Ok Lollo, vedo che stai ingurgitando Maalox da mezz’ora, va bene, con Marx finisco qui, giuro! (e mentre esco sento Lollo dal bagno che canta “baaandiera rossa la trion-fe-rà… giù per i cessi de-lla cittààà!”)
Perche' attaccare tanto il PD e non l'"Unto dal Signore"?
Le riforme dell'area di centro sinistra, da Prodi/Ciampi/D'Alema/Bersani ecc... SONO il "male assoluto".
E' stato il loro seguire supino l'europa della finanza per ignoranza o malafede che ci ha portato in questa situazione economica.
Berlusconi e la Lega sono PROFONDAMENTE disprezzabili. Hanno rovinato la moralita' e l'etica del paese.
Ma a livello di vera politica e strategia economica il vero pericolo e' la strategia europeista/neo-liberista del PD.
Avevo un sogno di Europa che l'Euro e la finanza hanno distrutto. Cio che stanno facendo alla Grecia e' CRIMINALE ed il PD con le TV italiane non dicono niente.
Cosa ha il PD di sinistra?
Ma soprattutto cosa ha Renzi di sinistra??!!
E' stato il loro seguire supino l'europa della finanza per ignoranza o malafede che ci ha portato in questa situazione economica.
Berlusconi e la Lega sono PROFONDAMENTE disprezzabili. Hanno rovinato la moralita' e l'etica del paese.
Ma a livello di vera politica e strategia economica il vero pericolo e' la strategia europeista/neo-liberista del PD.
Avevo un sogno di Europa che l'Euro e la finanza hanno distrutto. Cio che stanno facendo alla Grecia e' CRIMINALE ed il PD con le TV italiane non dicono niente.
Cosa ha il PD di sinistra?
Ma soprattutto cosa ha Renzi di sinistra??!!
previsioni parlamentari aprile 2013
1) Berlusconi viene fatto fuori dalla campagna giudiziaria.
Sia chiaro: Berlusconi e la Lega mi fanno schifo per la rovina morale ed etica in cui hanno piombato il Paese... ma questa e' un'altra storia.
2) I parlamentari del PDL, pur di non perdere la poltrona appena riconquistata grazie a Silvio, senza l'"Unto dal Signore" mai vorrebbero affrontare subito nuove elezioni.
3) Basterebbero soltanto 20 transfughi verso Monti per far si che questo, consenta al PD di conquistare la maggioranza al Senato
4) Rispolverando Renzi, il rottamatore responsabile, la frittata e' fatta, ed ecco un bel governo PD + Monti-gonfiato
Ecco servito il nuovo Governo pro-questa-Europa.
Sia chiaro: Berlusconi e la Lega mi fanno schifo per la rovina morale ed etica in cui hanno piombato il Paese... ma questa e' un'altra storia.
2) I parlamentari del PDL, pur di non perdere la poltrona appena riconquistata grazie a Silvio, senza l'"Unto dal Signore" mai vorrebbero affrontare subito nuove elezioni.
3) Basterebbero soltanto 20 transfughi verso Monti per far si che questo, consenta al PD di conquistare la maggioranza al Senato
4) Rispolverando Renzi, il rottamatore responsabile, la frittata e' fatta, ed ecco un bel governo PD + Monti-gonfiato
Ecco servito il nuovo Governo pro-questa-Europa.
sabato 9 marzo 2013
4. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
4. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=593
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.
Stappa n’a birra che oggi iniziamo Marx. Lollo, vedi… Lollo! Lolloooooooooo!!!! Cazzo faiii? Torna indietroooo, Lolllllooooooooo!!! Hai lasciato la cassa dai, scemo, torna qui!!!!
Allora, prima cosa da sapere di Marx è questa: non era un rivoluzionario, non si agitò mai con un bastone con in cima un bandiera rossa, non era un esagitato, capisci? Era un fior di economista coi contro attributi, uno studioso eminente, che poi fu preso a modello ideologico da milioni di esseri umani in tempi successivi. Ok? Questo è importante perché i detrattori di Marx ti diranno che era un comunista sovversivo pazzo stalinista (sic) e ogni sorta di idiozia. No, era uno scienziato dell’economia, poi uno può non condividerlo, ma mai dire che non aveva cervello.
Seconda cosa da sapere: Adam Smith, Robert Malthus, David Ricardo e Carlo Marx furono i grandi nomi dell’economia cosiddetta Classica. Questo è importante da sapere perché poi ci sarà un contro-movimento a questi Classici, soprattutto a Marx a dir la verità, che prenderà il nome di economia Neo-classica, e sono quelli che arrivano fino a oggi con le loro idee distruttive per la gente. Ok?
Marx arriva sulla scena intorno al 1860 come pensatore importante, e formula la sua teoria del valore del lavoro. Che significa? Bé, gli economisti si erano sempre arrovellati attorno alla domanda “ma chi produce la ricchezza?”, e ovviamente ai tempi dei Re e dei nobili parassiti la risposta era “i Re e i nobili parassiti”, per forza, primo perché se no ti tagliavano la gola e secondo perché agli studiosi di allora non passava neppure per la contro-cassa del cervello che il popolo avesse una qualche funzione se non quella animale. Marx fu il primo a guardare alla questione con intelligenza e rispose così: “La ricchezza la creano solo i lavoratori, che ci smenano la vita a lavorare, e l’unico motivo per cui essa è nelle mani dei Re e nobili parassiti è perché questi se la rubano con la forza e li sfruttano”.
Poi Lollo lasciami aggiungere un’altra cosina di Marx, che non ti deve complicare il quadro, è semplice semplice: lui dice che qualsiasi produzione non può che partire dall’avere denaro, poi con quello si fanno le fabbriche e si producono cose, le quali vengono vendute e così si ritorna al denaro. Formula: DENARO – PRODUZIONE – DENARO. Perché è importante? Bé, perché cento anni dopo tutto questo verrà ribaltato da altri economisti con fini anti-sociali pesanti.
Allora, veniamo al nocciolo di Marx. La famosa storia della lotta di classe e del capitalismo che collasserà, secondo le sue previsioni. La base del suo ragionamento è semplice: siccome sono i lavoratori che alla fine producono tutta la ricchezza, questi un bel giorno capiranno che non hanno bisogno dei capitalisti, o dei Re e nobili parassiti, che li sfruttano e basta, e si solleveranno per cacciarli. Dopo di che i lavoratori diventeranno i proprietari dei mezzi di produzione. Fine. Questo sarà il Socialismo.
Ma perché esattamente i lavoratori diventeranno esasperati? Non solo per lo sfruttamento, ma anche per due altri motivi:
A) I lavoratori producono un valore, parte di questo gli serve per vivere, ma una buona parte è in più, è un PLUS, e questo plus finisce nelle mani dei padroni sanguisughe. Marx lo chiama il PLUS VALORE. I lavoratori hanno diritto a dividersi anche quel plus valore, dice Marx, e quindi inevitabilmente si solleveranno per impossessarsene.
B) Ma questo plus valore può essere prodotto ovviamente solo da lavoratori in carne e ossa (LAVORO VIVO), osserva Marx. Perché? Bé, perché il plus valore per essere un valore deve poi essere venduto, per far incassare un profitto, ok? Quindi ci devono essere stipendiati vivi che lo comprano, ok? Ma a quel tempo, fine ottocento, i capitalisti stavano sempre più sostituendo il lavoro vivo con le macchine (LAVORO MORTO). Ok? Quindi Marx predisse che le macchine non avrebbero potuto produrre il plus valore, ma non perché fisicamente non potessero, ovvio che possono, ma solo perché, come detto, il plus valore è tale solo se alla fine qualcuno lo compra. Ok? Quindi se sono i lavoratori stipendiati (LAVORO VIVO) a produrlo va bene, perché poi lo comprano, ma se sono le macchine no, perché le macchine non vanno a fare la spesa. Quindi il plus valore prodotto dalle macchine praticamente non ha valore, rimane invenduto (con sempre meno lavoratori stipendiati che lo comprerebbero), e così i capitalisti perdono capitali. Ma se i capitalisti, che usano sempre più macchine, perdono capitali, finiscono per fallire e l’economia piomba nel baratro. A quel punto i lavoratori diranno basta! e si solleveranno.
Bene, stop qui oggi, Marx è da fare in due o tre parti, Lollo. Esattamente come quel meraviglioso Club Sandwich col roastbeef che adesso mi servi… cum Ceres come sempre.
giovedì 7 marzo 2013
3. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
3. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=592
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.
Lollo, hai presente che da più di un anno in Italia si parla del ‘pareggio di bilancio’? Ce lo impone l’Europa severa, quelli seri del Nord, ok? Ci hanno detto che se lo Stato spende per noi cittadini e aziende 100 soldi, ma poi ci tassa 100 soldi, cioè pareggia i suoi bilanci, tutta l’Italia rinascerà come nuova! Cazzate, perché devono spiegarci come la gente può campare ricevendo 100 soldi e poi ridandoli indietro tutti in tasse. Funzionerebbe se i cittadini e le aziende potessero poi crearsi dell’altro denaro nell’orto. Ma nessuno di noi può perché solo lo Stato lo emette, quindi il pareggio di bilancio, ricordati Lollo, risana solo un numerino sui computer del Ministero del Tesoro, e manda a puttane il Paese (per il profitto degli speculatori). Ok. E sai chi già all’inizio dell’800 l’aveva capita sta trappola? Un certo economista chiamato David Ricardo, anche lui un maledetto britannico.
Ricordati dell’orrido Malthus, che credeva di risolvere il problema della scarsa ‘domanda aggregata’ aumentando le schiere dei Re, lords, baroni o prelati parassiti straricchi, così che comprassero le merci disponibili. Ok. Bé Ricardo arriva sulla scena e dice a Malthus: hai detto una manica di idiozie, perché tutti i soldi che i tuoi parassiti pagheranno ai commercianti per le loro merci e lavoro, se li riprenderanno poi pari pari in tasse e affitti, visto che i tuoi parassiti hanno il potere di tassarci a morte e sono proprietari di tutti gli immobili. Tanto varrebbe, aggiunse Ricardo, che i commercianti bruciassero tutta le merce che producono, e non cambierebbe nulla per loro col tuo stupido sistema. In effetti…
Fai attenzione qui al principio di base: Ricardo riconosce per primo che se il Potere (allora i parassiti nobili, oggi lo Stato) spende per le tue merci e servizi 100, ma poi ti tassa per la stessa cifra che ti ha appena dato (pareggio di bilancio), l’economia va a puttane, e tu hai lavorato per niente. Ricardo capì 200 anni fa che il pareggio di bilancio è micidiale per noi cittadini e aziende, cioè per la società.
Detto questo, Ricardo però disse anche altre cose, e qui praticamente si diede la zappa sui piedi rispetto alla giusta intuizione di prima, perché fondò una scuola di pensiero economico che ancora oggi fa danni bestiali proprio alla tua economia di tutti i giorni.
Allora, la faccio il più semplice possibile, perché fra l’altro sta cosa ha un lato anche grottesco, e comincio con quello. Sai cos’è ‘l’economia del granoturco’? Il suo principio, fondato da Ricardo, diceva questo: il contadino che raccoglie 100 quintali di granoturco, ne deve risparmiare una parte per piantarla l’anno dopo. Il contadino ha quindi ‘risparmiato’ una parte. Quel risparmio verrà ‘investito’ (seminato) più avanti e frutterà al contadino. Quindi Ricardo ne concluse che per poter fare investimenti nella produzione, era PRIMA necessario risparmiare. In formula suonava così: I RISPARMI OGGI GENERANO INVESTIMENTI FUTURI. Ok? Bene. Questo in effetti era vero per il villico dell’800, ma credo che qualcosina sia cambiato da allora Lollo, o no? Oggi non giriamo con granoturco nel portafogli, non mettiamo granoturco in banca per pagare la casa. O no? Oggi abbiamo il denaro, mi sbaglio? Di più: di fatto in un’economia moderna quella formula è demenziale, perché è impossibile che qualcuno possa risparmiare denaro PRIMA che il creatore del denaro, cioè lo Stato, glielo abbia dato, cioè prima che lo Stato abbia investito spendendo. E' anche impossibile che fra noi privati io possa risparmiare PRIMA che un altro privato mi abbia dato dei soldi. Quindi, è ovvio che prima ci deve essere l'investimento (dello Stato o del privato), e solo dopo semmai il risparmio. Questo ribalta di 180 gradi l'idea di Ricardo, e la formula giusta invece è: GLI INVESTIMENTI OGGI GENERANO RISPARMI DOMANI.
Eppure…
… guarda che tutti gli economisti che oggi vanno per la maggiore sono convinti che chiunque si debba comportare esattamente come quel contadino di 200 anni fa, soprattutto lo Stato, il governo. E questo cosa significa? Che secondo loro tutti, chiunque al mondo maneggi denaro, soprattutto il governo, deve PRIMA risparmiare, POI potrà spendere/investire, e sono convinti che quell’investimento futuro genererà ricchezze e impiego per il Paese.
Infatti oggi nel mondo moderno tutta la teoria economica che regola la nostre vite predica sta idiozia medievale della ‘economia del granoturco’. Lollo, non mi dire che non ci credi. Cavolo, la insegnano in tutte le università che contano da cui escono tutti i tecnocrati che contano (Draghi, Buti, Monti, Fassina, Zingales, Bini-Smaghi ecc.). E il risultato è questo: hanno convinto tutti, governi inclusi, a chiudere la borsa della spesa e a mettere denaro da parte per investire/spendere domani. Conseguenza? Assolutamente NON quella prevista da Ricardo, cioè una fantomatica creazione domani di ricchezza e impiego. Anzi. Col risparmio forzato, miliardi di euro vanno a finire in ‘buchi’ sottoterra e non fanno girare l’economia. Cioè:
A) Allo Stato viene detto che deve ridurre la spesa a accumulare un surplus (risparmio) di denaro in cassa (sotto terra appunto), così potrà investire un domani. Ma così facendo, non solo lo Stato ci dà 100 e ci toglie 100, che come spiegato sopra è già un disastro per noi cittadini e aziende, ma addirittura si mette a darci 100 e a tassarci 150 per fare il suo surplus (risparmio) Ricardiano, così noi andiamo sempre in rosso di 50 ogni anno. Apocalisse economica immediata, altro che futura creazione di ricchezza.
B) I cittadini vengono incoraggiati a mettere da parte più denaro possibile in ste assicurazioni, polizze, prodotti finanziari di ogni tipo (con cui poi le finanziarie speculano) e che è tutto denaro paralizzato in sti ‘buchi’ sotto terra. Quel denaro equivale al centesimo a merci, servizi, lavori, case, auto, cibo ecc. non venduti, per forza, non viene speso! Questo, come disse Malthus, deprime la ‘domanda aggregata’ e manda a puttane l’economia. E i grulli che avevano il loro denaro a far nulla sotto terra se lo ritrovano 10 anni dopo che, con un’economia collassata, non gli fruttato nulla in realtà.
In entrambi casi la tua economia va in pezzi, e questi due punti sono il bel regalino che ci ha lasciato sto David Ricardo, ancora oggi uno dei motivi per cui chiudono aziende, ci sono milioni di disoccupati, tu non sai mai se pagherai i fornitori ecc.
Ok, dai Lollo, non ti abbattere. Mò a sto inglese ti rimedio io: mi dai due piadine, 4 Ceres, e poi ci metti anche il whiskino, mi sacrifico và... Sono o non sono l’eroe della ‘domanda aggregata’?
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=592
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.
Lollo, hai presente che da più di un anno in Italia si parla del ‘pareggio di bilancio’? Ce lo impone l’Europa severa, quelli seri del Nord, ok? Ci hanno detto che se lo Stato spende per noi cittadini e aziende 100 soldi, ma poi ci tassa 100 soldi, cioè pareggia i suoi bilanci, tutta l’Italia rinascerà come nuova! Cazzate, perché devono spiegarci come la gente può campare ricevendo 100 soldi e poi ridandoli indietro tutti in tasse. Funzionerebbe se i cittadini e le aziende potessero poi crearsi dell’altro denaro nell’orto. Ma nessuno di noi può perché solo lo Stato lo emette, quindi il pareggio di bilancio, ricordati Lollo, risana solo un numerino sui computer del Ministero del Tesoro, e manda a puttane il Paese (per il profitto degli speculatori). Ok. E sai chi già all’inizio dell’800 l’aveva capita sta trappola? Un certo economista chiamato David Ricardo, anche lui un maledetto britannico.
Ricordati dell’orrido Malthus, che credeva di risolvere il problema della scarsa ‘domanda aggregata’ aumentando le schiere dei Re, lords, baroni o prelati parassiti straricchi, così che comprassero le merci disponibili. Ok. Bé Ricardo arriva sulla scena e dice a Malthus: hai detto una manica di idiozie, perché tutti i soldi che i tuoi parassiti pagheranno ai commercianti per le loro merci e lavoro, se li riprenderanno poi pari pari in tasse e affitti, visto che i tuoi parassiti hanno il potere di tassarci a morte e sono proprietari di tutti gli immobili. Tanto varrebbe, aggiunse Ricardo, che i commercianti bruciassero tutta le merce che producono, e non cambierebbe nulla per loro col tuo stupido sistema. In effetti…
Fai attenzione qui al principio di base: Ricardo riconosce per primo che se il Potere (allora i parassiti nobili, oggi lo Stato) spende per le tue merci e servizi 100, ma poi ti tassa per la stessa cifra che ti ha appena dato (pareggio di bilancio), l’economia va a puttane, e tu hai lavorato per niente. Ricardo capì 200 anni fa che il pareggio di bilancio è micidiale per noi cittadini e aziende, cioè per la società.
Detto questo, Ricardo però disse anche altre cose, e qui praticamente si diede la zappa sui piedi rispetto alla giusta intuizione di prima, perché fondò una scuola di pensiero economico che ancora oggi fa danni bestiali proprio alla tua economia di tutti i giorni.
Allora, la faccio il più semplice possibile, perché fra l’altro sta cosa ha un lato anche grottesco, e comincio con quello. Sai cos’è ‘l’economia del granoturco’? Il suo principio, fondato da Ricardo, diceva questo: il contadino che raccoglie 100 quintali di granoturco, ne deve risparmiare una parte per piantarla l’anno dopo. Il contadino ha quindi ‘risparmiato’ una parte. Quel risparmio verrà ‘investito’ (seminato) più avanti e frutterà al contadino. Quindi Ricardo ne concluse che per poter fare investimenti nella produzione, era PRIMA necessario risparmiare. In formula suonava così: I RISPARMI OGGI GENERANO INVESTIMENTI FUTURI. Ok? Bene. Questo in effetti era vero per il villico dell’800, ma credo che qualcosina sia cambiato da allora Lollo, o no? Oggi non giriamo con granoturco nel portafogli, non mettiamo granoturco in banca per pagare la casa. O no? Oggi abbiamo il denaro, mi sbaglio? Di più: di fatto in un’economia moderna quella formula è demenziale, perché è impossibile che qualcuno possa risparmiare denaro PRIMA che il creatore del denaro, cioè lo Stato, glielo abbia dato, cioè prima che lo Stato abbia investito spendendo. E' anche impossibile che fra noi privati io possa risparmiare PRIMA che un altro privato mi abbia dato dei soldi. Quindi, è ovvio che prima ci deve essere l'investimento (dello Stato o del privato), e solo dopo semmai il risparmio. Questo ribalta di 180 gradi l'idea di Ricardo, e la formula giusta invece è: GLI INVESTIMENTI OGGI GENERANO RISPARMI DOMANI.
Eppure…
… guarda che tutti gli economisti che oggi vanno per la maggiore sono convinti che chiunque si debba comportare esattamente come quel contadino di 200 anni fa, soprattutto lo Stato, il governo. E questo cosa significa? Che secondo loro tutti, chiunque al mondo maneggi denaro, soprattutto il governo, deve PRIMA risparmiare, POI potrà spendere/investire, e sono convinti che quell’investimento futuro genererà ricchezze e impiego per il Paese.
Infatti oggi nel mondo moderno tutta la teoria economica che regola la nostre vite predica sta idiozia medievale della ‘economia del granoturco’. Lollo, non mi dire che non ci credi. Cavolo, la insegnano in tutte le università che contano da cui escono tutti i tecnocrati che contano (Draghi, Buti, Monti, Fassina, Zingales, Bini-Smaghi ecc.). E il risultato è questo: hanno convinto tutti, governi inclusi, a chiudere la borsa della spesa e a mettere denaro da parte per investire/spendere domani. Conseguenza? Assolutamente NON quella prevista da Ricardo, cioè una fantomatica creazione domani di ricchezza e impiego. Anzi. Col risparmio forzato, miliardi di euro vanno a finire in ‘buchi’ sottoterra e non fanno girare l’economia. Cioè:
A) Allo Stato viene detto che deve ridurre la spesa a accumulare un surplus (risparmio) di denaro in cassa (sotto terra appunto), così potrà investire un domani. Ma così facendo, non solo lo Stato ci dà 100 e ci toglie 100, che come spiegato sopra è già un disastro per noi cittadini e aziende, ma addirittura si mette a darci 100 e a tassarci 150 per fare il suo surplus (risparmio) Ricardiano, così noi andiamo sempre in rosso di 50 ogni anno. Apocalisse economica immediata, altro che futura creazione di ricchezza.
B) I cittadini vengono incoraggiati a mettere da parte più denaro possibile in ste assicurazioni, polizze, prodotti finanziari di ogni tipo (con cui poi le finanziarie speculano) e che è tutto denaro paralizzato in sti ‘buchi’ sotto terra. Quel denaro equivale al centesimo a merci, servizi, lavori, case, auto, cibo ecc. non venduti, per forza, non viene speso! Questo, come disse Malthus, deprime la ‘domanda aggregata’ e manda a puttane l’economia. E i grulli che avevano il loro denaro a far nulla sotto terra se lo ritrovano 10 anni dopo che, con un’economia collassata, non gli fruttato nulla in realtà.
In entrambi casi la tua economia va in pezzi, e questi due punti sono il bel regalino che ci ha lasciato sto David Ricardo, ancora oggi uno dei motivi per cui chiudono aziende, ci sono milioni di disoccupati, tu non sai mai se pagherai i fornitori ecc.
Ok, dai Lollo, non ti abbattere. Mò a sto inglese ti rimedio io: mi dai due piadine, 4 Ceres, e poi ci metti anche il whiskino, mi sacrifico và... Sono o non sono l’eroe della ‘domanda aggregata’?
2. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
2. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=590
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettitici d’impegno.
Ok, adesso Thomas Robert Malthus. Lollo, sto qui era un vero bastardo, ma di quelli… Però senti, non ti spazientire, lo so che non capisci che diavolo c’entrano sti babbioni di 200 anni fa con la tua vita in Italia adesso, ma ti garantisco che c’entrano eccome, c’entrano proprio col tuo fatturato di oggi, fidati, lo capirai fra qualche puntata. Il fatto è che le loro idee sono proprio quelle che oggi hanno fottuto l’economia in cui tu vivi e vanno capite, se no ciccio tu, come tutti, brancoli nel buio e non ne esci, capito? Ok.
Sto Malthus visse sempre in Inghilterra fra il 1776 e il 1834, era un baciapile dei Re, baroni, lords, e sanguisughe del genere, era bastardo dentro perché pensava che la soluzione per la povertà di milioni di disgraziati fosse di accorciargli la vita privandoli di sanità e cibo, così non avrebbero fatto troppi figli e avrebbero… sofferto di meno. Puttanaeva che soluzione, eh?
Ma lui è importante perché fu il primo economista a capire che se non si creano le condizioni che permettano ai consumatori di avere soldi per comprare la roba, crolla l’economia. Cioè oggi diremmo che crolla la ‘domanda’. In economia la ‘domanda’ significa la richiesta da parte del pubblico di roba da comprare, che avviene appunto se ci sono soldi da spendere. Più precisamente si parla di ‘domanda aggregata’, cioè l’insieme delle richieste di acquisti di beni e servizi da parte di tutti i cittadini e delle aziende del Paese. Ovvio che se questa ‘domanda aggregata’ cala, o crolla come oggi nell’Eurozona, perché non ci sono soldi da spendere, crollano anche le vendite, e se crollano le vendite crollano le aziende, e se crollano le aziende i manager licenziano o mettono in cassa integrazione, e se tutto questo accade crolla l’economia del Paese. Ok? Quindi in una nazione sana ci deve sempre essere una buona ‘domanda aggregata’ (non necessariamente solo di cellulari e profumi, anche di servizi umani e ambientali), ma perché ci sia occorre che tutti abbiano un lavoro e un buono stipendio, esattamente il contrario di quanto succede oggi in Eurozona, e soprattutto qui da noi. Ok, torniamo a Malthus.
Capì appunto che ci devono essere prima i redditi, poi verranno le vendite. Capì che se la borghesia industriale produceva tutta quella roba nuova, ci doveva essere qualcuno che la comprava in quanto possessore di reddito, cioè ci doveva essere ‘domanda’, se no l’economia sarebbe fallita. Questo, come detto sopra, è teoricamente ineccepibile, ma la soluzione del bastardo non fu di pensare a come permettere redditi per il popolo, nooo! La sua soluzione fu questa: va creata ancor più classe di nobili parassiti con redditi parassiti, così i borghesi gli venderanno tutto quello che producono e faranno profitto. Fantastico, eh? Comunque l’intuizione era giusta: prima ci vogliono i redditi (la ‘domanda’), poi si vende la roba.
Malthus indovinò per primo anche un altro concetto chiave. Oggi un sacco di questi economisti alla Monti o Boldrin o Draghi sono ancora convinti che basta stimolare la produzione di beni e servizi che automaticamente ci sarà gente che li compra. Una cavolata immane, perché uno può riempire i supermarket di roba ma se non dai stipendi sufficienti alle famiglie nessuno ti compra un accidenti. Ma credimi Lollo, st’idea gli si è conficcata nella testa fin dai tempi del presidente americano Reagan, e sti tordi ci credono veramente. Bé, Malthus già a inizio ‘800 comprese che era una cazzata, e infatti disse che stimolare di per sé i borghesi di allora ad aprire fabbriche o a commerciare con le Indie, quindi a produrre cose, non avrebbe mai creato sufficienti acquirenti per tutte quelle merci. La soluzione che indicò è quella sopra, ok, una porcata, ma almeno lui capì che senza prima creare redditi non si può pretendere che l’economia funzioni.
Ora guarda Lollo che questo è super pertinente oggi. Per almeno due motivi:
A) basta leggere le statistiche dell’Istat e ci si accorge che i tecnocrati alla Monti, Merkel e Draghi stanno proprio applicando la soluzione ‘Malthus’ all’economia, cioè oggi i dati ci dicono che l’1% dei parassiti europei ‘neofeudali’ sta diventando sempre più ricco, come voleva il caro Robert, mentre tutti noi ci perdiamo da bestia.
B) ricorda cosa dice il coro dei tecnocrati che ci ha infinocchiati tutti, anche i sindacati. Dice “calare gli stipendi, togliere la sicurezza del lavoro, impedire allo Stato di aiutare i redditi”, cioè precisamente l’opposto della prima intuizione di Malthus, precisamente la ricetta per uccidere la ‘domanda aggregata’, che è esattamente quello che le Austerità della Merkel stanno ottenendo qui da noi (e non solo) con risultati disastrosi per tutta l’economia di cittadini e aziende del nostro Bel Paese.
Quindi, riassumendo, se conosciamo il signor Thomas Robert Malthus capiamo due fenomeni chiave e devastati dell’Europa di oggi. Uno che concorda con le idee di Malthus (punto A), e uno che invece gli va contro (punto B).
Ok, dai, fammi un Amerikano, che stasera qui c’è il deserto… la ‘domanda aggregata’ Lollo!!
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=590
Premessa:
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettitici d’impegno.
Ok, adesso Thomas Robert Malthus. Lollo, sto qui era un vero bastardo, ma di quelli… Però senti, non ti spazientire, lo so che non capisci che diavolo c’entrano sti babbioni di 200 anni fa con la tua vita in Italia adesso, ma ti garantisco che c’entrano eccome, c’entrano proprio col tuo fatturato di oggi, fidati, lo capirai fra qualche puntata. Il fatto è che le loro idee sono proprio quelle che oggi hanno fottuto l’economia in cui tu vivi e vanno capite, se no ciccio tu, come tutti, brancoli nel buio e non ne esci, capito? Ok.
Sto Malthus visse sempre in Inghilterra fra il 1776 e il 1834, era un baciapile dei Re, baroni, lords, e sanguisughe del genere, era bastardo dentro perché pensava che la soluzione per la povertà di milioni di disgraziati fosse di accorciargli la vita privandoli di sanità e cibo, così non avrebbero fatto troppi figli e avrebbero… sofferto di meno. Puttanaeva che soluzione, eh?
Ma lui è importante perché fu il primo economista a capire che se non si creano le condizioni che permettano ai consumatori di avere soldi per comprare la roba, crolla l’economia. Cioè oggi diremmo che crolla la ‘domanda’. In economia la ‘domanda’ significa la richiesta da parte del pubblico di roba da comprare, che avviene appunto se ci sono soldi da spendere. Più precisamente si parla di ‘domanda aggregata’, cioè l’insieme delle richieste di acquisti di beni e servizi da parte di tutti i cittadini e delle aziende del Paese. Ovvio che se questa ‘domanda aggregata’ cala, o crolla come oggi nell’Eurozona, perché non ci sono soldi da spendere, crollano anche le vendite, e se crollano le vendite crollano le aziende, e se crollano le aziende i manager licenziano o mettono in cassa integrazione, e se tutto questo accade crolla l’economia del Paese. Ok? Quindi in una nazione sana ci deve sempre essere una buona ‘domanda aggregata’ (non necessariamente solo di cellulari e profumi, anche di servizi umani e ambientali), ma perché ci sia occorre che tutti abbiano un lavoro e un buono stipendio, esattamente il contrario di quanto succede oggi in Eurozona, e soprattutto qui da noi. Ok, torniamo a Malthus.
Capì appunto che ci devono essere prima i redditi, poi verranno le vendite. Capì che se la borghesia industriale produceva tutta quella roba nuova, ci doveva essere qualcuno che la comprava in quanto possessore di reddito, cioè ci doveva essere ‘domanda’, se no l’economia sarebbe fallita. Questo, come detto sopra, è teoricamente ineccepibile, ma la soluzione del bastardo non fu di pensare a come permettere redditi per il popolo, nooo! La sua soluzione fu questa: va creata ancor più classe di nobili parassiti con redditi parassiti, così i borghesi gli venderanno tutto quello che producono e faranno profitto. Fantastico, eh? Comunque l’intuizione era giusta: prima ci vogliono i redditi (la ‘domanda’), poi si vende la roba.
Malthus indovinò per primo anche un altro concetto chiave. Oggi un sacco di questi economisti alla Monti o Boldrin o Draghi sono ancora convinti che basta stimolare la produzione di beni e servizi che automaticamente ci sarà gente che li compra. Una cavolata immane, perché uno può riempire i supermarket di roba ma se non dai stipendi sufficienti alle famiglie nessuno ti compra un accidenti. Ma credimi Lollo, st’idea gli si è conficcata nella testa fin dai tempi del presidente americano Reagan, e sti tordi ci credono veramente. Bé, Malthus già a inizio ‘800 comprese che era una cazzata, e infatti disse che stimolare di per sé i borghesi di allora ad aprire fabbriche o a commerciare con le Indie, quindi a produrre cose, non avrebbe mai creato sufficienti acquirenti per tutte quelle merci. La soluzione che indicò è quella sopra, ok, una porcata, ma almeno lui capì che senza prima creare redditi non si può pretendere che l’economia funzioni.
Ora guarda Lollo che questo è super pertinente oggi. Per almeno due motivi:
A) basta leggere le statistiche dell’Istat e ci si accorge che i tecnocrati alla Monti, Merkel e Draghi stanno proprio applicando la soluzione ‘Malthus’ all’economia, cioè oggi i dati ci dicono che l’1% dei parassiti europei ‘neofeudali’ sta diventando sempre più ricco, come voleva il caro Robert, mentre tutti noi ci perdiamo da bestia.
B) ricorda cosa dice il coro dei tecnocrati che ci ha infinocchiati tutti, anche i sindacati. Dice “calare gli stipendi, togliere la sicurezza del lavoro, impedire allo Stato di aiutare i redditi”, cioè precisamente l’opposto della prima intuizione di Malthus, precisamente la ricetta per uccidere la ‘domanda aggregata’, che è esattamente quello che le Austerità della Merkel stanno ottenendo qui da noi (e non solo) con risultati disastrosi per tutta l’economia di cittadini e aziende del nostro Bel Paese.
Quindi, riassumendo, se conosciamo il signor Thomas Robert Malthus capiamo due fenomeni chiave e devastati dell’Europa di oggi. Uno che concorda con le idee di Malthus (punto A), e uno che invece gli va contro (punto B).
Ok, dai, fammi un Amerikano, che stasera qui c’è il deserto… la ‘domanda aggregata’ Lollo!!
La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar. 1
La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar. 1
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=589
Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettitici d’impegno.
Tieni conto che fino alla fine del ‘700 l’economia era semplice. Il Re, i nobili, duchi, Papi ecc. avevano tutto, il resto aveva niente. Poi intervenne un cambiamento straordinario: la tecnologia. Successe che grazie ai nuovi mezzi meccanici, nuove navi, nuove conoscenze ecc., crebbe fra le masse dei sottomessi una borghesia, cioè gente senza potere politico ma che stava facendo soldi con i commerci. I Re, nobili, duchi, Papi e tutta sta classe di parassiti cosa fecero? La solita cosa: li fecero lavorare senza troppi disturbi ma li tassavano, proprio dei parassiti. Però li spremevano troppo, così sti borghesi s’incavolarono parecchio, perché veramente la situazione era intollerabile. (fra l’altro è così che è scoppiata la rivoluzione francese)
Ed è qui che spunta il primo economista cosiddetto moderno, cioè Adam Smith, che poi non era veramente un economista, ma più che altro un filosofo morale, autore del celebre The Wealth of Nations. Siamo a fine ‘700. Ma Lollo occhio a una cosa. Sappi che di questo Smith, un inglese, oggi si dicono un’immensa barca di palle, perché certi economisti attuali l’hanno preso a modello per una teoria del tutto diversa da quella del vero Adam Smith. Ok.
Smith cosa disse? Questo: il governo deve togliersi dall’economia, deve lasciare in pace gli imprenditori e i cittadini, cioè il Mercato. MA ATTENTO Lollo, perché è qui che c’è la confusione con l’economia di oggi. Smith voleva solo dire che siccome il ‘governo’ di allora, cioè i luridi parassiti Re, nobili, duchi, Papi ecc., era una cosa talmente abominevole, era meglio che si levassero di torno, e che i borghesi del Mercato erano preferibili. Smith quando parlava di governo che si doveva togliere dalle balle intendeva quindi quei bastardi che avevano regnato da tiranni per 5000 anni di fila, NON INTENDEVA il governo democratico di oggi. Ma sti economisti attuali che si chiamano Neoliberisti (te li spiego in un’altra puntata) hanno spacciato a tutti che Smith odiava i governi come i nostri, li voleva senza potere, e amava il Libero Mercato, capisci? Una balla. Per Smith il capitalismo del Libero Mercato era accettabile solo perché era un male minore rispetto ai tiranni totali. Ok?
Adam Smith infatti non ammirava affatto il capitalismo del Libero Mercato, e infatti una delle sue citazioni più famose è questa: “E’ raro che i capitalisti si riuniscano se non per cospirare contro i lavoratori e il Mercato”. Immagina. Oggi, inoltre, ti continuano a sdoganare che Smith teorizzò che il Libero Mercato possedeva una “Mano Invisibile” che lo guidava, e da questo traggono la conclusione che se si lascia tutto – economia, ospedali, servizi, scuole, pensioni, banche ecc. – in mano al Mercato, esso guiderà tutto infallibilmente con la sua “Mano Invisibile” di Smith. Altra balla. Adam Smith era un filosofo morale, e con tutta probabilità si riferiva a qualcosa di molto meno terreno del Mercato, forse a Dio, nessuno lo sa con certezza. Di certo non disse mai di lasciare tutto nelle mani del Libero Mercato. Anzi.
Perché è importante sto tizio? Bé, per due motivi. Primo perché fu il primo a concepire un’economia fatta dalla gente e non solo basata sulla rapina dei Tiranni; secondo perché fu il primo a capire che i capitalisti borghesi non sono affidabili senza un controllo su di loro. E, paradossalmente, questo significa che è invece proprio necessario avere nelle società uno Stato moderno forte e vigile che controlli i capitalisti, anche se Smith non lo disse mai, semplicemente perché alla sua epoca ancora non era nata la democrazia.
Ok Lollo, prossima puntata Thomas Malthus. Ora vai di Ribolla, ma col bicchiere caldo per favore. Li hai quei peperoncini meravigliosi?
domenica 3 marzo 2013
Sacrificare l'euro per una nuova Europa
Roma (WSI) - La crisi dell'euro è colpa dell'euro. Per il professore della Columbia University, Joseph Stiglitz, i problemi economici dell'Europa sono tutti racchiusi lì: nella moneta unica. L'agonia che alcuni Paesi continentali più di altri stanno vivendo è "un disastro provocato dall'uomo e soprattutto dall'euro", ha denunciato il premio Nobel. Ma forse "abbiamo abbastanza solidarietà per cercare di dare vita davvero al progetto dell'euro."
La soluzione che suggerisce è quella di sacrificare l'euro e riformare il "quadro europeo". Una tesi basata sulla realtà dei fatti. L'analisi di Stiglitz parte infatti riconoscendo lo stato di recessione in cui si trovano oggi molti paesi europei. Stiglitz definisce questa situazione una depressione, che sta comportando una perdita enorme di capitale umano.
Mentre in questi anni è stato cavalcata la politica dell'austerity come strategia di crescita, adesso sarebbe più opportuno valutare una completa ristrutturazione dell'Unione europea, piuttosto che degli Stati che la compongono. Una tesi condivisa dal guru di Wall Street, George Soros, convinto che "l'euro abbia fatto nascere a una situazione viziata fin dall'inizio".
Per l'esperto di investimenti è palese che la moneta unica abbia fatto emergere divisioni fra i Paesi europei che sono diventati col passare del tempo sempre più evidenti a causa di Paesi in surplus e in deficit. Una situazione a suo avviso politicamente inaccettabile.
La soluzione che suggerisce è quella di sacrificare l'euro e riformare il "quadro europeo". Una tesi basata sulla realtà dei fatti. L'analisi di Stiglitz parte infatti riconoscendo lo stato di recessione in cui si trovano oggi molti paesi europei. Stiglitz definisce questa situazione una depressione, che sta comportando una perdita enorme di capitale umano.
Mentre in questi anni è stato cavalcata la politica dell'austerity come strategia di crescita, adesso sarebbe più opportuno valutare una completa ristrutturazione dell'Unione europea, piuttosto che degli Stati che la compongono. Una tesi condivisa dal guru di Wall Street, George Soros, convinto che "l'euro abbia fatto nascere a una situazione viziata fin dall'inizio".
Per l'esperto di investimenti è palese che la moneta unica abbia fatto emergere divisioni fra i Paesi europei che sono diventati col passare del tempo sempre più evidenti a causa di Paesi in surplus e in deficit. Una situazione a suo avviso politicamente inaccettabile.
sabato 2 marzo 2013
come uscire dall'impasse?
Scusate ma il ragionamento e' molto semplice.
Stupido anch'io che non ho capito subito...
Mettiamo che voi siate il m5s e vogliate un reddito minimo di cittadinanza di 1000€ per ogni italiano.
1) Supponiamo decidiate di dare la fiducia ad un governo PD di minoranza.
Date la fiducia e parte la legislatura.
Mettiamo poi che il governo Bersani chieda la fiducia in Parlamento per un reddito minimo di 500€...
Che fate? Se approvate, dimezzate quello che avevate promesso, se non approvate avete la responsabilita' di far cadere il governo...
2) Se invece il PD ed il PDL fanno un loro governo senza chiedere la fiducia al m5s, se non vogliono perdere altri elettori, sono costretti a presentare in Parlamento quanto chiede il m5s.
A questo punto anche il m5s approva e la legge passa.
Quale scenario preferite? 1) o 2) ?
Io preferisco il 2)
Stupido anch'io che non ho capito subito...
Mettiamo che voi siate il m5s e vogliate un reddito minimo di cittadinanza di 1000€ per ogni italiano.
1) Supponiamo decidiate di dare la fiducia ad un governo PD di minoranza.
Date la fiducia e parte la legislatura.
Mettiamo poi che il governo Bersani chieda la fiducia in Parlamento per un reddito minimo di 500€...
Che fate? Se approvate, dimezzate quello che avevate promesso, se non approvate avete la responsabilita' di far cadere il governo...
2) Se invece il PD ed il PDL fanno un loro governo senza chiedere la fiducia al m5s, se non vogliono perdere altri elettori, sono costretti a presentare in Parlamento quanto chiede il m5s.
A questo punto anche il m5s approva e la legge passa.
Quale scenario preferite? 1) o 2) ?
Io preferisco il 2)
giovedì 28 febbraio 2013
Appello al Piddino
Io mi chiedo: ai piddini che rimpiangono Renzi interessano le poltrone ed il potere o interessano le idee?
La risposta mi senbra chiara... ma allora come possono definirsi non dico di sinistra, ma almeno progressisti?
... mi sembra tanto la "vecchia storia" di colui che vuole abbattere certe posizioni non perche' crede che siano sbagliate, ma solo per l'invidia di non poterle occupare in prima persona.
Altrimenti perche' le leggi sul lavoro di Prodi e D'Alema, perche' le Privatizzazioni di Bersani, perche' mai una legge sul conflitto di interessi e perche' D'Alema presidente del Copasir (i servizi segreti!!) con Berlusconi al governo???
SE siete di sinistra e credete in quelle idee allora portatele avanti e non rinnegatele sull'altare della poltrona!
La risposta mi senbra chiara... ma allora come possono definirsi non dico di sinistra, ma almeno progressisti?
... mi sembra tanto la "vecchia storia" di colui che vuole abbattere certe posizioni non perche' crede che siano sbagliate, ma solo per l'invidia di non poterle occupare in prima persona.
Altrimenti perche' le leggi sul lavoro di Prodi e D'Alema, perche' le Privatizzazioni di Bersani, perche' mai una legge sul conflitto di interessi e perche' D'Alema presidente del Copasir (i servizi segreti!!) con Berlusconi al governo???
SE siete di sinistra e credete in quelle idee allora portatele avanti e non rinnegatele sull'altare della poltrona!
mercoledì 27 febbraio 2013
Pensieri post-elettorali
L'ITALIA MERITA RISPETTO
E' l'unico paese in cui un movimento popolare senza struttura di partito e' entrato in Parlamento con il 25%!
Dobbiamo essere ORGOGLIOSI; in questo momento siamo l'avanguardia di una rivoluzione nel modo di concepire la Democrazia, da rappresentativa a partecipativa.
Se lo spiego agli stranieri, che inizialmente ci guardano con sufficienza, rimangono impressionati positivamente.
...di scemi ce ne sono ancora tanti, ma gli altri stanno anche peggio.
C'e' un altro Paese in cui una lobby di potere ha fatto secche 3000 persone,ne ha mandate a morire altre 6000, ne ha ammazzate centimaia di migliaia... e continua ad essere sostenuta attarverso un partito che ha ancora la maggioranza in parlamento.
Silviuccio in confronto a questi e' un angioletto!
Chi critica ha paura che lo stesso tipo di rivoluzione pacifica e democratica lo possa travolgere anche in casa propria.
PERCHE' INGOVERNABILITA'?
1) PD/SEL compongono un governo di minoranza
2) M5S da la fiducia in parlamento necessaria all'insediamento - SBAGLIATO - niente fiducia a 'sta gente; si arrangino
3) NESSUN voto di fiducia
4) Governo e Parlamento portano le loro proposte alle camere
5) M5S approva quelle che rituene giuste/in linea con il proprio programma e con l'espressione della base, da qualsiasi schieramento politico provengano
IL GIUDIZIO DEI MERCATI?
Lo Stato Sociale fissa le regole dell'economia, imposta una strategia industriale, energetica finalizzata al benessere dei propri cittadini, ed alla giustizia.
Lo Stato non chiede il permesso alla finanza speculativa ed alle banche tedesche.
Non dobbiamo aver paura.
Dobbiamo ritornare padroni delle regole del gioco e del nostro futuro.
E' l'unico paese in cui un movimento popolare senza struttura di partito e' entrato in Parlamento con il 25%!
Dobbiamo essere ORGOGLIOSI; in questo momento siamo l'avanguardia di una rivoluzione nel modo di concepire la Democrazia, da rappresentativa a partecipativa.
Se lo spiego agli stranieri, che inizialmente ci guardano con sufficienza, rimangono impressionati positivamente.
...di scemi ce ne sono ancora tanti, ma gli altri stanno anche peggio.
C'e' un altro Paese in cui una lobby di potere ha fatto secche 3000 persone,ne ha mandate a morire altre 6000, ne ha ammazzate centimaia di migliaia... e continua ad essere sostenuta attarverso un partito che ha ancora la maggioranza in parlamento.
Silviuccio in confronto a questi e' un angioletto!
Chi critica ha paura che lo stesso tipo di rivoluzione pacifica e democratica lo possa travolgere anche in casa propria.
PERCHE' INGOVERNABILITA'?
1) PD/SEL compongono un governo di minoranza
2) M5S da la fiducia in parlamento necessaria all'insediamento - SBAGLIATO - niente fiducia a 'sta gente; si arrangino
3) NESSUN voto di fiducia
4) Governo e Parlamento portano le loro proposte alle camere
5) M5S approva quelle che rituene giuste/in linea con il proprio programma e con l'espressione della base, da qualsiasi schieramento politico provengano
IL GIUDIZIO DEI MERCATI?
Lo Stato Sociale fissa le regole dell'economia, imposta una strategia industriale, energetica finalizzata al benessere dei propri cittadini, ed alla giustizia.
Lo Stato non chiede il permesso alla finanza speculativa ed alle banche tedesche.
Non dobbiamo aver paura.
Dobbiamo ritornare padroni delle regole del gioco e del nostro futuro.
lunedì 25 febbraio 2013
rivoluzione democratica!
Fatto salvo che di coglioni ce ne sono sempre tanti e non potevamo sperare che sparissero tutti da un giorno all'altro, gli Italiani hanno dimostrato DEMOCRATICAMENTE che si sono rotti veramente le scatole e non hanno paura di fare "salti nel buio"!
- basta europa delle banche e dei tecnocrati
- basta europa dell'austerita' = rastrellamento di denaro per salvataggio banche ( soprattutto tedesche)
- basta ai sudditi di questa europa
Stavolta, senza l'ingerenza del POPOLO attraverso il M5S non si governa!
O forse pensavate fosse meglio una bella coalizione Piddini+Monti????
...Paura dello spread che si impenna?
Allora fatevi due conti.
Lo spread per un anno a 500 (supponendo il tasso della Germania all'1%) ci costrebbe 5 miliardi di Euro.
Il Fiscal-Compact sostenuto dai nostri criminali (in primis D'Alema, Prodi, Bersani, Monti, Berlusconi, etc...) ci costera' 50 miliardi all'anno! 10 volte tanto!!!
Inoltre ci hanno impegnato con il MES per 120 miliardi! 24 volte tanto!!!
Su Berlusconi+Lega non faccio commenti... la mamma degli scemi e' sempre incinta...
- basta europa delle banche e dei tecnocrati
- basta europa dell'austerita' = rastrellamento di denaro per salvataggio banche ( soprattutto tedesche)
- basta ai sudditi di questa europa
Stavolta, senza l'ingerenza del POPOLO attraverso il M5S non si governa!
O forse pensavate fosse meglio una bella coalizione Piddini+Monti????
...Paura dello spread che si impenna?
Allora fatevi due conti.
Lo spread per un anno a 500 (supponendo il tasso della Germania all'1%) ci costrebbe 5 miliardi di Euro.
Il Fiscal-Compact sostenuto dai nostri criminali (in primis D'Alema, Prodi, Bersani, Monti, Berlusconi, etc...) ci costera' 50 miliardi all'anno! 10 volte tanto!!!
Inoltre ci hanno impegnato con il MES per 120 miliardi! 24 volte tanto!!!
Su Berlusconi+Lega non faccio commenti... la mamma degli scemi e' sempre incinta...
domenica 24 febbraio 2013
dignita' e costo del lavoro
...costa meno pagare un poveraccio per fare il coglione per qualche ora che attaccare un cartello...
giovedì 21 febbraio 2013
La mia opinione su Fare etc...
Ti dico la mia opinione, antecedente ai fatti che coinvolgono Giannino.
Svendere il patrimonio statale x ridurre lo stock di debito lo ritengo assurdo per vari motivi.
1) un'operazione di questo tipo non risolve i problemi strutturalmente
2) la ritengo un'operazione criminale in quanto lascerebbe il paese senza prospettive. ENI, FINMECCANICA, ENEL ecc... sono un patrimonio attraverso il quale far fruttare utili per la comunita' e per il futuro attraverso innovazione e ricerca, non sono oggetti da vendere per fare 4 soldi.
DOVUNQUE (USA inclusi attraverso la Difesa, in Germania e Francia l'industria dell'auto etc...) l'innovazione e' arrivata solo attraverso massicci investimenti a lungo termine che solo l'Industria statale puo' affrontare. Ci sono inefficienze/ruberie? vanno affrontate e eliminate ... svendere al privato o all'estero settori strategici non risolve problemi. Ne crea nuovi molto piu' grossi e uccide il futuro.
3) L'EU non e' un'Area Monetaria Omogenea (come gli USA) ed era ben noto sin dall'inizio che imporre l'euro come primo passo (anziche' come punto di arrivo) sarebbe stato un disastro, tranne che per la Germania, che ha infatti "bloccato la rivalutazione del marco".
Per questo motivo, l'unico modo per abbattere il debito e' , come minimo, la ridiscussione del fiscal-compact e il blocco del pagamento degli interessi sul debito anatocistici (se un cittadino si indebita x pagare gli interessi sul debito e' illegale... ma e' cio' che stiamo facendo in Italia, il paese in EU con il piu' alto ATTIVO primario).
Chi vuole svenderci per farci restare in questa europa lo fa per appoggiare solamente gli interessi dei gruppi finanziari e o industriali che ci vogliono spolpare.
Per questo ritengo che FARE, PDL, PD, MONTI, mirano tutti ad appoggiare (anche se con maschere diverse) questo tipo di risultato.
Non sono "grillino" ma ho votato M5S xche' mi sembra l'unico modo per radere al suolo un sistema che va distrutto x essere ricostruito.
Ed anche perche' economisti (VERI laureati e docenti - non come Giannino) con cui concordo appieno, appoggiano anche loro il M5S.
Svendere il patrimonio statale x ridurre lo stock di debito lo ritengo assurdo per vari motivi.
1) un'operazione di questo tipo non risolve i problemi strutturalmente
2) la ritengo un'operazione criminale in quanto lascerebbe il paese senza prospettive. ENI, FINMECCANICA, ENEL ecc... sono un patrimonio attraverso il quale far fruttare utili per la comunita' e per il futuro attraverso innovazione e ricerca, non sono oggetti da vendere per fare 4 soldi.
DOVUNQUE (USA inclusi attraverso la Difesa, in Germania e Francia l'industria dell'auto etc...) l'innovazione e' arrivata solo attraverso massicci investimenti a lungo termine che solo l'Industria statale puo' affrontare. Ci sono inefficienze/ruberie? vanno affrontate e eliminate ... svendere al privato o all'estero settori strategici non risolve problemi. Ne crea nuovi molto piu' grossi e uccide il futuro.
3) L'EU non e' un'Area Monetaria Omogenea (come gli USA) ed era ben noto sin dall'inizio che imporre l'euro come primo passo (anziche' come punto di arrivo) sarebbe stato un disastro, tranne che per la Germania, che ha infatti "bloccato la rivalutazione del marco".
Per questo motivo, l'unico modo per abbattere il debito e' , come minimo, la ridiscussione del fiscal-compact e il blocco del pagamento degli interessi sul debito anatocistici (se un cittadino si indebita x pagare gli interessi sul debito e' illegale... ma e' cio' che stiamo facendo in Italia, il paese in EU con il piu' alto ATTIVO primario).
Chi vuole svenderci per farci restare in questa europa lo fa per appoggiare solamente gli interessi dei gruppi finanziari e o industriali che ci vogliono spolpare.
Per questo ritengo che FARE, PDL, PD, MONTI, mirano tutti ad appoggiare (anche se con maschere diverse) questo tipo di risultato.
Non sono "grillino" ma ho votato M5S xche' mi sembra l'unico modo per radere al suolo un sistema che va distrutto x essere ricostruito.
Ed anche perche' economisti (VERI laureati e docenti - non come Giannino) con cui concordo appieno, appoggiano anche loro il M5S.
domenica 17 febbraio 2013
Politica Economica ITALIANA
In Italia, i CRIMINALI/TRADITORI che sinora ci hanno governato o hanno occupato le posizioni chiave della nostra economia, ci propongono fondamentalmente due diverse ricette economiche.
1) Quella della "destra esplicita", rappresentata dal PdL ed oggi anche da Fare di Giannino e Boldrin.
2) Quella della "destra implicita/inconsapevole" rappresentata dal PD; a Monti andrebbero bene entrambe (lo scopo e' comunque raggiunto), ma per ragioni elettorali sceglie la strada del PD.
Entrambi gli schieramenti per ignoranza o volonta' anti-italiana (e per questo traditrice) non cercano in nessun modo di mettere in discussione e rinegoziare le condizioni che l'europa (la minuscola e' voluta) dei burocrati e di Draghi vogliono imporci.
La riduzione del debito pubblico e' "un must" che fa leva sul "senso di colpevolezza" dei cittadini (in quanto il debito e' visto in generale come una colpa del debitore) ed e' il mezzo attraverso il quale raggiungere lo scopo >>> l'annientamento dell'economia dellEuropa mediterranea (in primis dell'Italia) e la sua riduzione ad area colonizzata dal basso costo della manodopera, per i paesi dell'Europa del nord (Germania su tutti).
Torniamo dunque alle due ricette.
La prima ("destra esplicita") fa della riduzione della Spesa Pubblica la sua "arma" principale; tagli alla scuola, alla sanita' al wellfare ed ai servizi in generale; ma soprattutto tagli al costo del lavoro attraverso la deflazione salariale. Una strategia di questo tipo, se pur a breve termine sembra lasciare intatta l'impresa privata, in realta' la porta al collasso; distrugge il mercato interno, riducendo la popolazione alla poverta' ed incrementando le disuguaglianze sociali, e dunque annienta le nostre imprese.
La seconda ("destra implicita/inconsapevole") e' forse ancora peggiore. Il questo caso, non potendo attaccare la Spesa Pubblica ed i servizi per ragioni elettorali, la riduzione del debito verrebbe realizzata attraverso la massiccia dismissione del patrimonio pubblico.
Sembra assurdo... ma e' proprio il PD con Prodi (e Draghi) prima, ed oggi con Bersani e Monti ad aver SVENDUTO ai privati la nostra impresa. Una privatizzazione indirizzata alle multimanzionali straniere e non ad una compartecipazione azionaria dei cittadini italiani.
Anche questa strategia comunque e' ovviamente priva di futuro.
Un abbattimento del debito cosi' ottenuto rimanderebbe solo al futuro il problema strutturale di un debito non sostenibile (almeno con le regole criminali - vedi * - imposte dalla finanza), lasciando pero' il nostro Paese completamente privo della propria sovranita' economica... un paese annientato pronto alla "desertificazione".
Quindi?! Esistono solo le due soluzioni che ci vengono presentate? NO!
Il nostro Paese e' oggi in Disavanzo Primario; significa che l'Italia si sta indebitando (emettendo titoli di stato) esclusivamente per il pagamento degli interessi sul debito.
Questo e' Anatocismo!
E' illegale per il privato cittadino e dunque deve essere dichiarato illegale anche per il debito pubblico proprio perche' pagato con le tasse dei cittadini stessi!
i-occorre rinegoziare/ristrutturare tutto il debito pubblico detenuto all'estero
ii-occorre uscire dall'euro e tornare a riappropriarci della sovranita' monetaria
iii-la banca d'Italia deve essere riportata alle dipendenze del Ministero del Tesoro, con obbligo di acquisto di tutti i titoli in emissione sul mercato primario >>> sovranita' sul tasso di interesse
iv-istituti finanziari e banche di investimento devono tornare ad essere separati
v-il sistema industriale strategico deve essere riportato o mantenuto sotto il diretto controllo statale >>> automotive, energia, trasporti, industria pesante
Solo in questo modo possiamo toglierci dal collo il cappio che ci e' stato messo e tornare a guardare al futuro con la prospettiva che un Paese come l'Italia si merita.
1) Quella della "destra esplicita", rappresentata dal PdL ed oggi anche da Fare di Giannino e Boldrin.
2) Quella della "destra implicita/inconsapevole" rappresentata dal PD; a Monti andrebbero bene entrambe (lo scopo e' comunque raggiunto), ma per ragioni elettorali sceglie la strada del PD.
Entrambi gli schieramenti per ignoranza o volonta' anti-italiana (e per questo traditrice) non cercano in nessun modo di mettere in discussione e rinegoziare le condizioni che l'europa (la minuscola e' voluta) dei burocrati e di Draghi vogliono imporci.
La riduzione del debito pubblico e' "un must" che fa leva sul "senso di colpevolezza" dei cittadini (in quanto il debito e' visto in generale come una colpa del debitore) ed e' il mezzo attraverso il quale raggiungere lo scopo >>> l'annientamento dell'economia dellEuropa mediterranea (in primis dell'Italia) e la sua riduzione ad area colonizzata dal basso costo della manodopera, per i paesi dell'Europa del nord (Germania su tutti).
Torniamo dunque alle due ricette.
La prima ("destra esplicita") fa della riduzione della Spesa Pubblica la sua "arma" principale; tagli alla scuola, alla sanita' al wellfare ed ai servizi in generale; ma soprattutto tagli al costo del lavoro attraverso la deflazione salariale. Una strategia di questo tipo, se pur a breve termine sembra lasciare intatta l'impresa privata, in realta' la porta al collasso; distrugge il mercato interno, riducendo la popolazione alla poverta' ed incrementando le disuguaglianze sociali, e dunque annienta le nostre imprese.
La seconda ("destra implicita/inconsapevole") e' forse ancora peggiore. Il questo caso, non potendo attaccare la Spesa Pubblica ed i servizi per ragioni elettorali, la riduzione del debito verrebbe realizzata attraverso la massiccia dismissione del patrimonio pubblico.
Sembra assurdo... ma e' proprio il PD con Prodi (e Draghi) prima, ed oggi con Bersani e Monti ad aver SVENDUTO ai privati la nostra impresa. Una privatizzazione indirizzata alle multimanzionali straniere e non ad una compartecipazione azionaria dei cittadini italiani.
Anche questa strategia comunque e' ovviamente priva di futuro.
Un abbattimento del debito cosi' ottenuto rimanderebbe solo al futuro il problema strutturale di un debito non sostenibile (almeno con le regole criminali - vedi * - imposte dalla finanza), lasciando pero' il nostro Paese completamente privo della propria sovranita' economica... un paese annientato pronto alla "desertificazione".
Quindi?! Esistono solo le due soluzioni che ci vengono presentate? NO!
Il nostro Paese e' oggi in Disavanzo Primario; significa che l'Italia si sta indebitando (emettendo titoli di stato) esclusivamente per il pagamento degli interessi sul debito.
Questo e' Anatocismo!
E' illegale per il privato cittadino e dunque deve essere dichiarato illegale anche per il debito pubblico proprio perche' pagato con le tasse dei cittadini stessi!
i-occorre rinegoziare/ristrutturare tutto il debito pubblico detenuto all'estero
ii-occorre uscire dall'euro e tornare a riappropriarci della sovranita' monetaria
iii-la banca d'Italia deve essere riportata alle dipendenze del Ministero del Tesoro, con obbligo di acquisto di tutti i titoli in emissione sul mercato primario >>> sovranita' sul tasso di interesse
iv-istituti finanziari e banche di investimento devono tornare ad essere separati
v-il sistema industriale strategico deve essere riportato o mantenuto sotto il diretto controllo statale >>> automotive, energia, trasporti, industria pesante
Solo in questo modo possiamo toglierci dal collo il cappio che ci e' stato messo e tornare a guardare al futuro con la prospettiva che un Paese come l'Italia si merita.
l'America...
Oramai e' un anno che sono qua ed e' un anno che scorrazzo in giro con la moto per quanto mi e' possibile.
L'America... E' cosi' diversa da come ce la immaginiamo.
Paesaggi bellissimi... ma quando incontri "la civilta'" (mai termine piu' inadeguato) tutto cambia.
Lasciamo perdere San Francisco e la Bay Area.
All'interno quello che vedi, almeno la maggior parte delle volte, e' un Paese Povero.
Catapecchie storte di legno, roulottes, auto arrugginite... e tanti, tanti, tanti locali, negozi, bar...chiusi ed in rovina.
Sembra uno scenario post-bellico; tra i posti che ho visitato, quello che si somiglia di piu' e' l'entroterra della Bosnia, am quest'ultima ha tutto un altro fascino...
Il bello e' che loro (gli americani) non si rendono conto di niente; il loro mondo finisce li... non avendo termini di paragone, il massimo e' la strada con allineati fast-food e centro commerciale.
Il brutto invece, e' che a noi Questa America non ce la racconta nessuno.
Forse perche' questo non e' altro che il risultato del liberismo/mercantilismo estremo, che l'europa (il minuscolo e' voluto) dei burocrati e della finanza non vuole farci vedere.
Ma questa e' un'altra storia...
L'America... E' cosi' diversa da come ce la immaginiamo.
Paesaggi bellissimi... ma quando incontri "la civilta'" (mai termine piu' inadeguato) tutto cambia.
Lasciamo perdere San Francisco e la Bay Area.
All'interno quello che vedi, almeno la maggior parte delle volte, e' un Paese Povero.
Catapecchie storte di legno, roulottes, auto arrugginite... e tanti, tanti, tanti locali, negozi, bar...chiusi ed in rovina.
Sembra uno scenario post-bellico; tra i posti che ho visitato, quello che si somiglia di piu' e' l'entroterra della Bosnia, am quest'ultima ha tutto un altro fascino...
Il bello e' che loro (gli americani) non si rendono conto di niente; il loro mondo finisce li... non avendo termini di paragone, il massimo e' la strada con allineati fast-food e centro commerciale.
Il brutto invece, e' che a noi Questa America non ce la racconta nessuno.
Forse perche' questo non e' altro che il risultato del liberismo/mercantilismo estremo, che l'europa (il minuscolo e' voluto) dei burocrati e della finanza non vuole farci vedere.
Ma questa e' un'altra storia...
lunedì 11 febbraio 2013
I diritti violati ed il futuro economico
Una volta che sperimenti al tuo fianco (per fortuna), quanto siano importanti certi diritti, e quanto, la loro negazione, porti ad un disprezzo cinico della persona, allora capisci quanto siano PERICOLOSI Monti, la Fornero, e le loro idee di riforma (con il PD e il PDL che le hanno SEMPRE appoggiate o realizzate).
Tra l'altro un sistema di questo tipo, senza alcun intervento dello Stato, non ha alcuna visione di lungo periodo; distrugge la ricerca, l'innovazione, la VERA competitivita' (non il gioco al ribasso) e la motivazione di far bene.
E' unicamente finalizzato al profitto di breve termine, da realizzarsi con la sola leva della riduzione dei costi.
Ha effetti immediati, ma brucia il futuro di TUTTI.
Dei lavoratori che perdono il loro potere di acquisto, delle imprese e del commercio che perdono il loro bacino di clientela, e dell'azienda stessa che la pone in atto.
Tra l'altro un sistema di questo tipo, senza alcun intervento dello Stato, non ha alcuna visione di lungo periodo; distrugge la ricerca, l'innovazione, la VERA competitivita' (non il gioco al ribasso) e la motivazione di far bene.
E' unicamente finalizzato al profitto di breve termine, da realizzarsi con la sola leva della riduzione dei costi.
Ha effetti immediati, ma brucia il futuro di TUTTI.
Dei lavoratori che perdono il loro potere di acquisto, delle imprese e del commercio che perdono il loro bacino di clientela, e dell'azienda stessa che la pone in atto.
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giovedì 31 gennaio 2013
La luce in fondo al tunnel
La luce in fondo al tunnel?
Ultimamente si osserva in giro un certo ottimismo sulla situazione dell’economia mondiale e della zona euro. Cautamente, responsabili politici e commentatori iniziano ad interrogarsi sulla futura ripresa dell’economia (e sulla sua fragilità). Martin Wolf sul Financial Times si chiede quando e come si potrà tornare ad una situazione di normalità nella conduzione della politica economica. Wolf è preoccupato che i decisori economici si facciano prendere dalla tentazione di considerare la crisi in via di risoluzione. La preoccupazione sembra giustificata: è un errore che facemmo già all’inizio del 2010, quando soprattutto in Europa le politiche espansive furono abbandonate in favore di politiche di austerità che hanno soffocato una ripresa all’epoca molto fragile.
La scelta dei tempi nella definizione della politica economica è tema importante e troppo spesso trascurato. Come regola generale, si può affermare che lo stato dovrebbe ridurre la propria presenza nell’economia quando il settore privato è pronto a prendere il testimone. In altre parole, le politiche fiscali espansive e la politica monetaria accomodante dovrebbero cessare solo quando si sia ragionevolmente certi che il settore privato ha ripreso a spendere (o è pronto a farlo) e quando il credito, benzina della spesa privata, fluisce verso consumatori e imprese senza problemi.
Ci si deve allora chiedere se il comportamento di imprese e consumatori sia coerente con l’atmosfera di sia pure cauto ottimismo che si respira in questi giorni. La risposta, temo, non è molto positiva. La Bce ha pubblicato i risultati della sua inchiesta trimestrale sul credito bancario, e le cose non sembrano purtroppo migliorare. Eccone alcuni stralci:
L’inasprimento netto dei criteri per i prestiti alle imprese da parte delle banche della zona euro è sostanzialmente stabile nel quarto trimestre del 2012 (…). L’inasprimento netto nel quarto trimestre del 2012 è aumentato per i prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni (…) e per il credito al consumo (…). L’incidenza dei costi per le banche di fondi e vincoli di bilancio sull’inasprimento netto dei criteri è rimasto sostanzialmente invariato, sia nel caso dei prestiti alle imprese che dei prestiti alle famiglie. Allo stesso tempo, la percezione del rischio ha contribuito alla crescita del irrigidimento netto dei criteri di concessione dei prestiti alle famiglie nel quarto trimestre del 2012, mentre nel caso di prestiti alle imprese l’impatto delle prospettive economiche generali e dei rischi di settori specifici è rimasto ad un livello elevato. (…) Guardando avanti al primo trimestre del 2013, le banche dell’area dell’euro si aspettano un grado simile di inasprimento netto degli standard di credito per i prestiti alle imprese, mentre si aspettano un calo dei prestiti alle famiglie.
In una frase, il credito è rimasto limitato, sia per le famiglie che per le imprese, e le banche sondate non prevedono cambiamenti significativi nei primi mesi del 2013. Per quanto riguarda la domanda di credito:
Passando agli andamenti della domanda di prestiti, le banche dell’area dell’euro hanno continuato a segnalare una pronunciata riduzione netta della domanda di prestiti alle imprese nel quarto trimestre del 2012 (-26% rispetto al -28% nel terzo trimestre del 2012). Come nel trimestre precedente, secondo le banche dichiaranti, la riduzione netta nel quarto trimestre del 2012 è stata guidata principalmente da un notevole impatto negativo degli investimenti fissi sulle esigenze di finanziamento delle imprese (-31% rispetto al -33% nel terzo trimestre del 2012) (…) Guardando avanti al primo trimestre del 2013, le banche si aspettano una riduzione netta della domanda di prestiti alle imprese meno pronunciata (-11%), mentre si aspettano una riduzione netta della domanda di prestiti per l’acquisto di abitazioni più pronunciata (-25%).
Anche dal lato della domanda di credito, dunque, le cose non vanno molto bene. La crisi continua a frenare i progetti di spesa del settore privato (in particolare gli investimenti).
Concluderei con due osservazioni:
1. l’indagine evidenzia che le banche attribuiscono il credit crunch, tra le altre cose, alla necessità di adattarsi alla nuova regolamentazione che si sta disegnando, che impone comportamenti più prudenti. È chiaro che in questo caso si potrebbe avere la tentazione di invocare un ritorno a regole meno restrittive. Nulla sarebbe più sbagliato. La risposta appropriata è quella di accompagnare la transizione al nuovo regime regolamentare compensando l’inasprimento del credito bancario privato con condizioni monetarie accomodanti.
2. Nelle condizioni attuali domanda privata e domanda pubblica non sembrano essere sostituibili, ma complementari. L’austerità sta provocando il deterioramento delle condizioni economiche, cosicché la diminuzione della spesa pubblica si accompagna, in un circolo vizioso, con una riduzione della fiducia e quindi della spesa privata. Specularmente, delle politiche keynesiane di sostegno della domanda potrebbero oggi rivelarsi una strategia vincente perché contribuirebbero a ripristinare la fiducia e quindi ad incentivare una ripresa della domanda del settore privato.
La luce alla fine del tunnel è ancora molto fioca. E alla luce dell’esperienza recente vi sono innumerevoli cose che potrebbero allontanarla ulteriormente. È rassicurante che finora l’ottimismo sia rimasto cauto e che la fragilità della ripresa sia evidenziata nel dibattito. L’ideale sarebbe che questa consapevolezza evolvesse verso una messa in discussione delle politiche di austerità in Europa. Sfortunatamente non viviamo nel mondo delle fiabe.
(*) Senior Economist, OFCE, Parigi http://fsaraceno.wordpress.com/
giovedì 24 gennaio 2013
Monte dei Paschi è solo la punta di un iceberg
Monte dei Paschi è solo la punta di un iceberg
Posted by keynesblog on 24 gennaio 2013 in Economia, Italia
Intervista ad Emiliano Brancaccio: l’interpretazione liberista della crisi del Montepaschi è fuorviante e manichea. il problema non è l’ingerenza della politica, ma l’adesione alla logica speculativa del mercato. Anziché tamponare con prestiti, lo stato dovrebbe avviare un percorso verso la nazionalizzazione.
Intervista di Checchino Antonini da Liberazione.it
«Trovo maldestro, al limite del comico, il tentativo di certi media di valutare il caso del Montepaschi come un effetto di ingerenze politiche nella gestione bancaria. Sergio Rizzo, sul Corsera, ha addirittura candidamente affermato che il problema chiave sarebbe la dipendenza della banca senese dal potere politico. A suo avviso, quindi, per risolvere i problemi di MPS è sufficiente che la politica faccia un passo indietro e lasci la banca alle logiche del mercato. Ma qualsiasi osservatore che non abbia il prosciutto dell’ideologia liberista sugli occhi sa bene che questa è una interpretazione fuorviante e manichea dei fatti. La verità è un’altra: la crisi di MPS è soltanto il segno precoce e più evidente di una crisi bancaria di carattere sistemico, che ha le sue radici nell’onda speculativa che ci ha portato al tracollo dell’ottobre 2008 e dei cui danni si stanno facendo carico sempre di più i bilanci pubblici e i contribuenti».
L’economista Emiliano Brancaccio non conosce le banche semplicemente alla luce dei suoi studi sul “capitale finanziario” di Rudolf Hilferding, ma parla per conoscenza diretta dei fatti. Nel 2006 era stato chiamato in Banca Toscana per contribuire al risanamento del piccolo istituto di credito territoriale, di proprietà del Monte dei Paschi di Siena. Due anni dopo, nonostante i progressi di gestione, Banca Toscana venne improvvisamente chiusa e incorporata nel Monte. Non fu un caso isolato: l’intero gruppo MPS venne sottoposto a una profonda ristrutturazione. Giuseppe Mussari, allora presidente, la giustificò con la necessità, per la banca senese, di dirottare tutte le risorse interne sul finanziamento della costosa acquisizione di Antonveneta. Una decisione che molti definiscono poco azzeccata, col senno di poi…
«In realtà anche col senno di prima, ma non da parte di tutti. Oggi è di moda puntare il dito su quella operazione, ma è il caso di ricordare che all’epoca dei fatti gran parte dei media nazionali elogiarono l’acquisto di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi. Personalmente, con altri, criticai la scelta dei vertici del Monte di concentrare tutti gli sforzi sull’acquisto di Antonveneta. I nostri rilievi critici, tuttavia, erano decisamente minoritari. E soprattutto erano ben diversi da quelli sui quali oggi svariati commentatori sembrano concentrarsi. Il problema che ponevamo era che l’operazione stava avvenendo a un prezzo che probabilmente si situava sul picco massimo di una enorme bolla speculativa. Una bolla, a nostro avviso, destinata a esplodere. Il Sole 24 Ore, che forse giudicò l’operazione con più equilibrio di altri, riconobbe il problema. Ma anch’esso poi affermò che dopotutto “le turbolenze dei mercati passano, gli sportelli invece restano”. Il guaio è che non si trattava di una mera “turbolenza”. In realtà eravamo alla vigilia della più violenta crisi finanziaria ed economica dal dopoguerra, che di lì a poco avrebbe determinato un crollo verticale dei valori delle banche. La vera responsabilità di Mussari, dunque, è di non aver capito che stava cercando di inserirsi nel grande boom dei valori finanziari quando l’orgia speculativa era già finita. Tutti gli errori successivi non sono altro che una logica conseguenza di quella illusione originaria».
Anche la mancata informazione relativa alle operazioni sui derivati, sulla quale oggi la stampa si concentra, sarebbe da ascrivere a quel vizio speculativo originario?
Ovviamente sì. Se la mancata informazione agli organi interni ed esterni di vigilanza sarà confermata, ci troveremo di fronte a una violazione della legge e degli statuti. Ma è da ingenui considerare questa vicenda in un’ottica semplicemente deontologica o giudiziaria. In questo modo si finisce per interpretare il caso come se fosse un banale problema di “mele marce” in un sistema altrimenti sano. In realtà il caso Montepaschi è solo la punta di un iceberg di problemi che attanaglia larga parte del settore bancario, e che sta lentamente affiorando. Alla fine del 2007 il Monte assumeva di fatto una improvvida posizione da “rialzista” quando il mercato già volgeva al ribasso. Per questo motivo la banca senese è stata tra le prime a registrare pesanti perdite di bilancio, che ha cercato poi di tamponare con operazioni finanziarie sempre più discutibili e gravose, che oggi salgono alla ribalta delle cronache. Ma questa dinamica perversa non è affatto circoscritta al perimetro delle mura di Siena. In misura più o meno accentuata essa investe l’intero assetto del potere bancario. Il tentativo di rimediare al crollo dei valori di bilancio con operazioni di copertura finanziaria che a lungo andare si rivelano gravose e al limite controproducenti, è una prassi diffusa all’interno di un sistema in grave debito d’ossigeno, che ancora per lungo tempo sconterà i fasti delle onde speculative degli anni passati.
Si dice però che le banche italiane siano più solide di quelle estere, perché hanno partecipato in misura solo marginale al baccanale finanziario.
E’ una semplificazione. E’ vero che nei bilanci delle banche italiane ci sono meno titoli cosiddetti “spazzatura”. Ma è anche vero che il nostro sistema bancario, come tutti quelli situati nelle aree periferiche della zona euro, patisce in misura particolarmente accentuata la caduta dei redditi dei debitori e l’aumento conseguente delle sofferenze bancarie e dei fallimenti. Queste difficoltà sul versante dei rimborsi rendono le nostre banche ancora più sensibili al crollo dei valori azionari iniziato nel 2008. Per queste ragioni l’epicentro della prossima crisi bancaria potrebbe situarsi nelle periferie della zona euro, piuttosto che al centro della stessa.
C’è chi afferma che per dare respiro alle banche in difficoltà bisognerebbe rapidamente completare la costruzione della Unione bancaria europea e della connessa Assicurazione europea dei depositi.
Ho qualche dubbio su questa linea, mi sembra che rifletta un europeismo un po’ ingenuo. Se l’assicurazione europea dei depositi sarà istituita in cambio dell’attribuzione all’autorità europea di vigilanza del potere di avviare e gestire un processo di ristrutturazione bancaria su scala continentale, le banche dei paesi periferici potrebbero diventare oggetto di acquisizioni estere a buon mercato. Se così andasse, non sarebbe un esito positivo.
In che modo allora bisognerebbe intervenire? Non solo i giornalisti, ma anche svariati economisti di orientamento liberista, parlano della necessità di sganciare le banche dalle fondazioni, in modo da sottrarle all’influenza della politica e sottoporle in termini più trasparenti al giudizio del mercato.
La causa principale della crisi in cui oggi versa il Monte e che domani colpirà altre banche verte sulle dinamiche speculative del mercato finanziario, che hanno comportato un enorme rialzo dei valori dei capitali fino al 2007 e un successivo tracollo dopo quella data. Queste violente oscillazioni sono connaturate al regime globale di accumulazione finanziaria che abbiamo ereditato dagli anni del cosiddetto “pensiero unico” e che, sebbene in grave affanno, resta tuttora egemone. Sarà scomodo e demodé doverlo ammettere, ma la cosiddetta “influenza” della politica sulle fondazioni non c’entra un bel niente. Piuttosto, bisognerebbe prendere atto che la situazione di bilancio del Monte dei Paschi non potrà essere sanata con dei prestiti al nove percento erogati dal governo. Né si può pensare che questi prestiti favoriranno l’erogazione di credito a favore delle imprese e delle famiglie. L’unica soluzione razionale, a questo punto, dovrebbe esser quella di avviare immediatamente un percorso verso la nazionalizzazione dell’istituto. Le ricerche più recenti evidenziano che le banche di proprietà pubblica possono erogare credito a condizioni più favorevoli e soprattutto in un’ottica di più lungo periodo, servendo così meglio il territorio in cui operano, e senza lasciarsi condizionare da tentazioni di tipo più o meno smaccatamente speculativo.
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