Non e' "una storia"... purtroppo E' Storia.
Sul perche' e' un altro discorso; pensa a quanto hanno guadagnato gli istituti finanziari dal "divorzio".
Prima i titoli di stato erano venduti ad un tasso deciso dal Tesoro (intorno all'1%); dopo schizzano sopra il 6% e attorno al 10% (tant'e' che si impenna il rapporto debito/pil).
La mossa faceva parte di quel processo/scuola di deregulation/destatalizzazione nato negli USA ed attuato da Reagan e portato in Europa dalla Teacher per prima...
E' un processo con cui la finanza (libera dalle "costrizioni politiche" della guerra fredda che sta finendo) inizia a demolire tutti quei vincoli introdotti dopo la crisi del '29 (ad esempio la divisione tra banche di investimento e banche d'affari).
Magari qualcuno credeva anche di far bene in buona fede; non ci credo ... e comunque adesso possiamo vedere i risultati.
Un motivo era anche quello di frenare l'inflazione...
Ma anche qui si apre un altro capitolo.
La "vecchia scuola" la correlava con la quantita' di denaro circolante in quanto legata al gold-standard.
In realta' sembra che l'inflazione sia molto piu' legata al benessere ed alla disoccupazione >>> e l'attuale situazione ce lo dimostra con una certa chiarezza.
venerdì 3 maggio 2013
mercoledì 1 maggio 2013
come la penso
Per chiarire...
Non sono ne' "complottista" (coloro che credono nelle varie teorie-del-complotto), ne' politicamente schierato "a prescindere".
Credo invece nella redistribuzione del reddito ed in una societa' in cui il lavoro serva per vivere e non viceversa. Un sistema economico (gia' sperimentato e sostenuto dalla teoria economica) in cui lo Stato Italiano riacquisisca la piena sovranita' monetaria e possa quindi spendere "a deficit" per raggiungere la piena occupazione e riacquisire quel ruolo che gia' aveva nel panorama internazionale investendo nelle Proprie Aziende (STATALI) senza dover elemosinare la mano salvifica (che salvifica non e' per niente) dell'industria estera.Uno Stato in cui le tasse sono uno strumento moderatore degli squilibri sociali e non vengano assimilate (come sono adesso) all'unica fonte con cui generare spesa corrente.Uno Stato in cui CHI SBAGLIA/RUBA PAGHI CARO ma che non faccia l'errore di assimilare l'azienda pubblica all'inefficienza.
Il privato funziona fino alla PMI - Per imprese piu' grandi il privato e' molto peggiore della realta' pubblica in quanto e' in grado di traguardare solo obiettivi a breve termine, non genera benessere distribuito nei periodi di crescita, ma chiede sempre il conto alla collettivita' nei momenti di recessione.
Per tutto questo esiste un unico obiettivo oggi realizzabile:
L'USCITA DALL'EURO e la NAZIONALIZZAZIONE DELLA BANCA D'ITALIA ripristinando lo status precedente il 1981, quando il nostro Paese era arrivato ad essere la 7a potenza con un debito (che nin era debito) pubblico al 60% del PIL.
Quando risponderete presentatemi dei dati, degli articoli economici... altrimenti tenetevi per voi quelli che, in assenza di riscontri e studi oggettivi, sono soltanto luoghi comuni inculcativi dal sistema vigente.
Sappiate inoltre che lo "studio" dei due economisti R&R si cui si sono basate le politiche di austerita' in Europa era affetto sia da errori socio-economici riconosciuti anche da FMI, sia da uno stupido errore in excel (!!! incredibile ma vero !!!) che ha generato risultati sbagliati (ammesso anche dagli autori).
Non c'e' nessun complotto.
Semplicemente il capitalismo senza regole che genera una legge della giungla in cui i piu' forti decidono e sopravvivono alle spalle dei piu' deboli.
Oggi e' il turno del sistema finanziario tedesco... domani sara' il turno di qualcun altro.
...Mentre sprofondiamo in una specie di Feudalesimo Medievale in cui l'Impero (lo Stato) e' assente, e i feudatari sopravvivono sulle spalle dei nuovi servi della gleba.Il privato funziona fino alla PMI - Per imprese piu' grandi il privato e' molto peggiore della realta' pubblica in quanto e' in grado di traguardare solo obiettivi a breve termine, non genera benessere distribuito nei periodi di crescita, ma chiede sempre il conto alla collettivita' nei momenti di recessione.Per tutto questo esiste un unico obiettivo oggi realizzabile:L'USCITA DALL'EURO e la NAZIONALIZZAZIONE DELLA BANCA D'ITALIA ripristinando lo status precedente il 1981, quando il nostro Paese era arrivato ad essere la 7a potenza con un debito (che nin era debito) pubblico al 60% del PIL.Quando risponderete presentatemi dei dati, degli articoli economici... altrimenti tenetevi per voi quelli che, in assenza di riscontri e studi oggettivi, sono soltanto luoghi comuni inculcativi dal sistema vigente.Sappiate inoltre che lo "studio" dei due economisti R&R si cui si sono basate le politiche di austerita' in Europa era affetto sia da errori socio-economici riconosciuti anche da FMI, sia da uno stupido errore in excel (!!! incredibile ma vero !!!) che ha generato risultati sbagliati (ammesso anche dagli autori).Non c'e' nessun complotto.Semplicemente il capitalismo senza regole che genera una legge della giungla in cui i piu' forti decidono e sopravvivono alle spalle dei piu' deboli.Oggi e' il turno del sistema finanziario tedesco... domani sara' il turno di qualcun altro....Mentre sprofondiamo in una specie di Feudalesimo Medievale in cui l'Impero (lo Stato) e' assente, e i feudatari sopravvivono sulle spalle dei nuovi servi della gleba.
Non sono ne' "complottista" (coloro che credono nelle varie teorie-del-complotto), ne' politicamente schierato "a prescindere".
Credo invece nella redistribuzione del reddito ed in una societa' in cui il lavoro serva per vivere e non viceversa. Un sistema economico (gia' sperimentato e sostenuto dalla teoria economica) in cui lo Stato Italiano riacquisisca la piena sovranita' monetaria e possa quindi spendere "a deficit" per raggiungere la piena occupazione e riacquisire quel ruolo che gia' aveva nel panorama internazionale investendo nelle Proprie Aziende (STATALI) senza dover elemosinare la mano salvifica (che salvifica non e' per niente) dell'industria estera.Uno Stato in cui le tasse sono uno strumento moderatore degli squilibri sociali e non vengano assimilate (come sono adesso) all'unica fonte con cui generare spesa corrente.Uno Stato in cui CHI SBAGLIA/RUBA PAGHI CARO ma che non faccia l'errore di assimilare l'azienda pubblica all'inefficienza.
Il privato funziona fino alla PMI - Per imprese piu' grandi il privato e' molto peggiore della realta' pubblica in quanto e' in grado di traguardare solo obiettivi a breve termine, non genera benessere distribuito nei periodi di crescita, ma chiede sempre il conto alla collettivita' nei momenti di recessione.
Per tutto questo esiste un unico obiettivo oggi realizzabile:
L'USCITA DALL'EURO e la NAZIONALIZZAZIONE DELLA BANCA D'ITALIA ripristinando lo status precedente il 1981, quando il nostro Paese era arrivato ad essere la 7a potenza con un debito (che nin era debito) pubblico al 60% del PIL.
Quando risponderete presentatemi dei dati, degli articoli economici... altrimenti tenetevi per voi quelli che, in assenza di riscontri e studi oggettivi, sono soltanto luoghi comuni inculcativi dal sistema vigente.
Sappiate inoltre che lo "studio" dei due economisti R&R si cui si sono basate le politiche di austerita' in Europa era affetto sia da errori socio-economici riconosciuti anche da FMI, sia da uno stupido errore in excel (!!! incredibile ma vero !!!) che ha generato risultati sbagliati (ammesso anche dagli autori).
Non c'e' nessun complotto.
Semplicemente il capitalismo senza regole che genera una legge della giungla in cui i piu' forti decidono e sopravvivono alle spalle dei piu' deboli.
Oggi e' il turno del sistema finanziario tedesco... domani sara' il turno di qualcun altro.
...Mentre sprofondiamo in una specie di Feudalesimo Medievale in cui l'Impero (lo Stato) e' assente, e i feudatari sopravvivono sulle spalle dei nuovi servi della gleba.Il privato funziona fino alla PMI - Per imprese piu' grandi il privato e' molto peggiore della realta' pubblica in quanto e' in grado di traguardare solo obiettivi a breve termine, non genera benessere distribuito nei periodi di crescita, ma chiede sempre il conto alla collettivita' nei momenti di recessione.Per tutto questo esiste un unico obiettivo oggi realizzabile:L'USCITA DALL'EURO e la NAZIONALIZZAZIONE DELLA BANCA D'ITALIA ripristinando lo status precedente il 1981, quando il nostro Paese era arrivato ad essere la 7a potenza con un debito (che nin era debito) pubblico al 60% del PIL.Quando risponderete presentatemi dei dati, degli articoli economici... altrimenti tenetevi per voi quelli che, in assenza di riscontri e studi oggettivi, sono soltanto luoghi comuni inculcativi dal sistema vigente.Sappiate inoltre che lo "studio" dei due economisti R&R si cui si sono basate le politiche di austerita' in Europa era affetto sia da errori socio-economici riconosciuti anche da FMI, sia da uno stupido errore in excel (!!! incredibile ma vero !!!) che ha generato risultati sbagliati (ammesso anche dagli autori).Non c'e' nessun complotto.Semplicemente il capitalismo senza regole che genera una legge della giungla in cui i piu' forti decidono e sopravvivono alle spalle dei piu' deboli.Oggi e' il turno del sistema finanziario tedesco... domani sara' il turno di qualcun altro....Mentre sprofondiamo in una specie di Feudalesimo Medievale in cui l'Impero (lo Stato) e' assente, e i feudatari sopravvivono sulle spalle dei nuovi servi della gleba.
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